VILHELM HAMMERSHØI: minimalismo enigmatico

1889 Autoritratto

1889 Autoritratto

Vilhelm Hammershoi è uno dei pittori più importanti della Danimarca. Affonda le sue radici nella tradizione dell’età d’oro della prima metà del XIX secolo, anche se resta profondamente originale, con una pittura che si colloca tra naturalismo e simbolismo. Affronta un certo numero di generi pittorici: interni – quasi sempre la sua abitazione – spogliati della presenza umana, o semplicemente abitati da una figura femminile vista di spalle, vedute architettoniche, paesaggi, più raramente ritratti. Uomo misterioso e solitario, aveva pochi amici. Diaghilev e Rainer Maria Rilke furono tra i suoi ammiratori. La sua opera rivela anche sorprendenti affinità con le tendenze dell’arte dei nostri giorni. Questa pittura figurativa, molto liscia, seduce per il suo aspetto enigmatico, misterioso, e, per la volontà di puntare su una gamma ridotta di colori…….
www.musee-orsay.fr/

VILHELM HAMMERSHØI, nato il 15 maggio 1864 a Copenaghen, Danimarca.
Ha studiato nell’Accademia di Belle Arti di questa città nella quale risiede per tutta la vita, intraprendendo frequenti viaggi e soggiorni in Italia, Inghilterra, Germania, Francia ecc.

1898 Doppio ritratto

1898 Doppio ritratto

A Parigi partecipa alla Esposizione Universale, nel 1900 realizza la sua prima grande mostra antologica a Copenaghen. Altre mostre a Berlino, Londra e, nel 1911 vince il primo premio nell’Esposizione Internazionale d’Arte di Roma. L’ anno successivo riceve la commissione di un autoritratto per il Museo degli Uffizi di Firenze. Eletto membro del Consiglio dell’Accademia di Copenaghen, muore il 13 febbraio 1916. In questo stesso anno la città di Copenaghen gli dedica una grande mostra in sua memoria nel Kunst-foreningen.

“Le peintre danois Vilhelm Hammershøi compte parmi les talents les plus originaux de la peinture européenne du tournant du siécle. Son oeuvre résiste aux catégories qui la définissent habituellement (naturalisme, symbolisme…). Elle est, avant tout, éminemment personelle.
Hammershøi est surtout célèbre pour ses tableaux d’intérieur énigmatiques représentant des pièces souvent vides, réalisés dans une gamme de couleurs extrêmement restreinte de gris et de bruns. Mais il peignit également des paysages, des portraits et des tableaux d’architecture, qui tous baignent dans une atmosphère étrange et intemporelle, dénuée de toute anecdote ou action et marquée par son tempérament raffiné et intériorisé.
Cet ouvrage magnifiquement illustré, publié à l’occasion de la premiére rétrospective francaise consacrée à Hammershoi, sera sans nul doute pour le public une révélation. Il constitue une excellente introduction à l’univers troublant et singulier de l’artiste, dont l’oeuvre préfigure tout un courant de l’art d’aujourd’hui”.

Dal catalogo della mostra al Musée d’Orsay di Parigi, 1997.

1905 Hvile, detto anche Riposo, Parigi Museo Dorsay

1905 Hvile, detto anche Riposo, Parigi Museo Dorsay

Commento al dipinto “RIPOSO
Discendente di Vermeer o precursore di Hopper? Hammershøi, pittore danese la cui notorietà si consolida negli anni ottanta del XIX secolo, è senza dubbio entrambe le cose. L’intimismo minimalista dei suoi interni così come l’atmosfera inquieta che si sprigiona dal suo apparente rigorismo rappresentano una sufficiente testimonianza.

Hammershøi ha senza dubbio inventato il ritratto di spalle, che va ad aggiungersi ai già esistenti ritratti di viso e di profilo. Questa donna seduta – che potrebbe benissimo essere sia una domestica che una borghese e che non si capisce bene cosa stia facendo – colpisce per l’indifferenza che mostra nei confronti di colui che la sta contemplando. Al personaggio silenzioso corrisponde una gamma molto raffinata di grigi e di marroni, che mostra la profonda sensibilità del pittore per le atmosfere interne.

La composizione è interamente in angoli retti: le linee della sedia, del plinto, della credenza quadrettano questo elogio dell’assenza con un rigore tutto protestante. Tuttavia, non bisogna affrettarsi a concludere che questa tela sia un’allegoria della solitudine e della tragicità umana. Infatti, il vero soggetto potrebbe essere la nuca, la parte del corpo più impudica nell’immaginario orientale. Dopo tutto queste insolite ciocche scompigliate, la scollatura della camicetta che lascia intravedere il candido incarnato delle spalle e che fa da contrappunto alla coppa a forma di fiore posata sul mobile, costituiscono gli antidoti radicali alla tentazione di una lettura piattamente puritana. (Musée d’Orsay: Wilhelm Hammershøi, Riposo)

3 pensieri su “VILHELM HAMMERSHØI: minimalismo enigmatico

  1. Trovo le opere di Hammershoi assolutamente affascinanti per il realismo ed il contemporaneo simbolismo..! Mi piacerebbe usare una sua immagine pubblicandola sul mio sito.. potrei? Grazie …

  2. Sono assolutamente affascinata dalle opere di Hammershoi. Non lo conoscevo…..mi emoziona profondamente.

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