Google non rispetta la privacy

Si, è vero, Google è un gran maleducato e non rispetta la privacy, sembrerebbe infatti che il motorone californiano indicizza tutto quello che trova, anche quando nella root del server c’è il file robots.txt con impostati gli attributi che gli indicherebbero di non farlo.

Per far chiarezza su questo spinoso argomento è intervenuto di recente Matt Cutts, che è uno dei più autorevoli esponenti tecnici dell’Azienda americana.

Matt ha spiegato che se un sito è estremamente autorevole, ti ricordo che per Google l’indice di autorevolezza di un sito è dato dal numero di link che riceve, si troverà molto probabilmente ai primi posti dei risultati del motore di ricerca anche se nel nel file robots.txt è stata inibita la spiderizzazione.

Quello che apparare nei risultati in questo caso si chiama “uncrawled url” e solitamente corrisponde all’indirizzo URL del documento.

Scopro, attraverso il Forum GT, che Matt Cutts ha fatto l’esempio, del Dipartimento MotoVeicoli della California (dmv.ca.gov). Questo sito ha un robots.txt che blocca i motori di ricerca. Anche Ebay e altri siti adottano un comportamento simile.

Ma cercando su Google “California DMV” il primo sito che appare è proprio dmv.ca.gov. Anche se i proprietari del sito hanno bloccato il crawling, Google osserva che ci sono molte persone che linkano quella risorsa proprio con anchor text “California DMV”.

Quindi se un utente cerca su Google “California DMV” è molto probabile che sia interessato al sito dmv.ca.gov. E’ una risorsa rilevante e Google sceglie di mostrarla nonostante non sia stata neppure scansionata.

Da questa notizia si evince, quanto sia evoluto Google e l’enorme importanza che hanno i link in entrata per il posizionamento.

Fabio Dell’Orto
Internet marketer Angel

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