Uncategorized – Gulliver http://www3.varesenews.it/blog/gulliver Fri, 27 Apr 2018 17:28:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.6.11 Un dito puntato http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=451 Fri, 13 Jan 2012 16:15:22 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=451 Continua a leggere]]> Farei volentieri una statistica per conoscere quale immagine suscitano queste tre parole. Il contesto socio culturale nel quale viviamo mi fa pensare che si intenda segnalare una persona o una situazione sbagliata o a rischio di errore…
Puntare il dito è in genere vissuto come l’essere giudicanti e quindi facilmente in atteggiamento condannatorio. I motivi che ci fanno schierare da questa parte sono più o meno consapevoli: certamente c’è da chiederci quanta paura abbiamo di sentirci puntato il dito.
“Segnare a dito” o indicare è l’identica immagine precedente, ma con altri obiettivi. Far conoscere un sentiero o una direzione da prendere oppure l’invitare a proseguire su un cammino già avviato. Sta a noi deciderci. Se orientarci su quest’ultima immagine o soffermarci sulla prima. Certo non si può restare molto tempo in questa posizione.

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Auguri http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=446 Fri, 23 Dec 2011 16:20:57 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=446 Continua a leggere]]> Sento bussare alla porta…
Non ti conosco,
non posso accoglierti.
Che cosa mi porti?
Sei un rischio per i miei!
Non ho bisogno di nessuno,
sono assicurato su tutto!
…siamo al “si salvi chi può”:
la solitudine: cattiva consigliera.
Se non ti accolgo
non sarò accolto.
Solo la Tua presenza
nella mia vita
la trasfigurerà in Casa d’Amore.
Auguri!

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Curiosità e imprenditorialità http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=426 Fri, 18 Nov 2011 16:12:12 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=426 Continua a leggere]]> L’origine latina della parola “curiosità” ci fa pensare ai tanti perchè (cur= perchè). Proporsi e chiedere tanti perchè significa avere un’intelligenza vivace… E’ più facile avere a memoria e per suggerimento “imparaticcio” delle risposte che non delle domande.
Nella valutazione di una persona riguardo alle sue prospettive, molto bisogna osservare quanto interesse, cioè quanta curiosità manifesta. 
Certo ai nostri giorni, non possiamo fermarci a una curiosità che, se lasciata a se stessa, può portare anche a una meraviglia inebetita o a un’indignazione sterile.
Analizzata la domanda, la risposta dev’essere fattiva e quindi affidarsi ad un progetto operativo che, in questi giorni, chiede anche la valenza dell’imprenditorialità. Anche qui ci viene in aiuto l’etimo, con l’allusione alla manualità, al prendere concretamente in mano la situazione e portarla a compimento. Abbiamo troppe dichiarazioni di intenti, a volte suggerite dalla contrapposizione  ad altri.
Abbiamo bisogno di persone curiose ed intraprendenti, cittadini che non si stancano di indagare la situazione socio-economica e culturale, ma che altrettanto si rendano disponibili al cosiddetto “sporcarsi le mani”.  
Analizzata la domanda

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Sconti e privilegi http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=420 Fri, 11 Nov 2011 15:45:03 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=420 Continua a leggere]]> Condoni e benefits… Ci siamo abituati ad una società nella quale sarebbe meraviglia il non poter tirare i prezzi o il presumere qualche premio, dopo aver fatto il proprio dovere. E così, tra statalismo e libero mercato, siamo arrivati agli ordini professionali, alle associazioni di categoria ed alle varie forme sindacali, dove l’obiettivo è certamente tutelare le persone, ma sempre con la garanzia di pagar di meno o di avere di più.
Anche questa situazione va letta all’interno della condizione pre-fallimentare nella quale siamo immersi nell’azienda Italia. Sì, perché la nostra appartenenza ad una società organizzata da almeno 150 anni, ci fa dire che non tutti siamo cittadini uguali, ma è dato ad ognuno in base non ai suoi bisogni, ma alla sua forza contrattuale.
Il nuovo governo presieduto da un economista dovrebbe bandire privilegi e sconti… Basterebbe questa operazione a rimettere in sesto la nostra situazione finanziaria, ma, augurandoci che così avvenga, occorre anche cambiare mentalità per non ritrovarci poi a breve nelle stesse condizioni. Questo non impedisce il riconoscimento del merito, delle professionalità e delle responsabilità.
In questi giorni, anzi, in queste settimane, abbiamo un buon motivo per chiederci quanto la nostra condizione socio economica risponda ad un effettivo riconoscimento delle nostre fatiche, dei nostri meriti, delle nostre responsabilità, per arrivare a una vera identità senza bisogno di sconti e di privilegi.

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Amore e indignazione http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=414 Fri, 04 Nov 2011 13:39:40 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=414 Continua a leggere]]> Fanno rima con Amore e ribellione! Al tempo del fascismo, molti cittadini – e tra questi parecchi preti – hanno preso posizione di fronte al bieco potere e sono diventati “ribelli per amore” come li presenta un libro che ha raccontato la loro avventura  di solidarietà con Ebrei, obiettori alla guerra,…
Oggi siamo chiamati ad una difficile scelta: nel rispetto delle istituzioni democratiche, stare dalla parte dei nuovi poveri. Il sistema oggi vigente produce continuamente emarginati e poveri.
Forse, noi che leggiamo e scriviamo, siamo risparmiati dall’essere poveri, nel senso materiale; non possiamo esimerci dall’essere donne e uomini di giustizia, vivendo una povertà essenziale cioè una sobrietà quotidiana, facendo nostri i sentimenti di  Gesù, dei Santi e dei nostri migliori Morti.

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Forma e sostanza http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=406 Fri, 28 Oct 2011 14:03:00 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=406 Continua a leggere]]> Nella cultura dell’immagine, la forma prevale sulla sostanza. A ognuno capita di essere richiamato sul modo di esprimere i propri progetti, i propri richiami, la sostanza – insomma – dei propri pensieri. L’impatto relazionale tra chi dice e chi ascolta condiziona anche la sostanza della comunicazione stessa. Espressioni come “non ti sto neanche ad ascoltare” oppure “potevi dirmelo in modo diverso” segnano, non solo i rapporti tra le persone, ma anche le conseguenze e l’efficacia di un intervento. La condizione in cui ci troviamo come italiani – o come persone inserire in un contesto sociale o civile – richiedono particolare attenzione, sia riguardo alla sostanza, che alla forma. Naturalmente si può dire che è più importante la sostanza della realtà che andiamo a proporre o a difendere, ma è pur vero che il primo impatto è con la forma o l’immagine di chi la propone. Anzi, possiamo dire che la forma della comunicazione faccia già parte della sostanza. L’applicazione di questo pensiero può far considerare anche questioni socio politiche attualissime. Una persona responsabile di un ente o comunque di una realtà che coinvolge persone soprattutto giovanissime o fragili deve badare bene a se stessa nel modo di porgere  con linguaggio verbale o  non verbale i suoi interventi. Una persona può dire oggettivamente valori estremamente apprezzabili e significativi, ma smentirli praticamente con i suoi atteggiamenti e il suo vissuto incoerente con i messaggi stessi dichiarati. C’è un’ipocrisia pratica che anche la persona più sprovveduta culturalmente o psicologicamente percepisce. Proseguendo nella riflessione possiamo riprendere anche un vecchio assioma che dice: “Excusatio non petita, accusatio manifesta”: non c’è bisogno di premettere dichiarazioni di intenti o motivazioni per catturare l’approvazione dell’altro.

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AAA…Cincinnato cercasi http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=392 Fri, 09 Sep 2011 15:25:20 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=392 Continua a leggere]]> E’ difficile dare le dimissioni quando ci si sente inadeguati o, peggio, quando si è andati contro il proprio ufficio. E’ difficile altrettanto farsi da parte quando si avverte che le difficoltà sono superiori alle proprie capacità.

Troppo intelligente e onesto sarebbe colui che ritornasse al proprio punto di partenza. Specialmente chi spicca il volo per la politica ben difficilmente ritorna nelle condizioni di partenza.

Cercasi Cincinnato, disperatamente. Cincinnato è il personaggio romano che, accortosi del bisogno della sua gente di avere un capo per respingere i nemici, una volta compiuto il suo dovere, non si lasciò mettere a capo della gente per i suoi meriti, ma tornò a fare il contadino.

Viene in mente la frase “impara l’arte e mettila da parte“. Sarebbe importante che, specialmente i politici, fossero scelti solo tra coloro che hanno già un'”arte” e non tra quelli che non hanno “nè arte, nè parte”. Difficile, anzi impossibile, rimandare a casa i politici in corso d’opera della legislatura, anzi è loro garantito il vitalizio per cui, forse, è meno costoso conservare quelli che già ci sono. Ma qui dovremmo ascoltare il vecchio Bartali che gridava “l’è tutto sbagliato, tutto da rifare“. Questo sarebbe troppo bello… Speriamo che almeno qualcuno cominci e, nauseato dalla situazione, ritorni sui propri passi. Grazie Cincinnato.

 

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Riposo non è inazione http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=365 Fri, 12 Aug 2011 18:20:53 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=365 Continua a leggere]]> La creatività umana, che è la migliore espressione della libertà individuale e sociale, si esprime certamente nel progresso tecnico, scientifico, filosofico…ma non è secondaria la sua manifestazione nell’espressività ludica interpersonale che, da secoli, nel nostro mondo occidentale, si concentra nel periodo ferragostano.

Potremmo dire che, all'”ora et labora” benedettino, si possa aggiungere doverosamente la dimensione del gioco. La dimensione ludica – personale e comunitaria – che si esprime nelle molte feste popolari di queste settimane, va a contrastare le troppe espressioni di conflitti che chiamiamo anche guerra civile o internazionale…

Probabilmente dobbiamo ritrovare un equilibrio e restituire ai giorni, alle settimane, alle stagioni, agli anni la giusta dimensione del riposo. E’ l’augurio – e al tempo stesso l’impegno – per entrare nella settimana di Ferragosto.

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Se questo è segno di cambiamento http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=305 Fri, 03 Jun 2011 13:06:42 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=305 Continua a leggere]]> I tanti movimenti in atto nel nord Africa, in Spagna e, timidamente, anche in Italia certamente sono dei segnali, ma come ogni segnale si possono spostare o interpretare a piacimento. Si tratta certamente di segni di vitalità, ma dove vogliano arrivare non lo si è ancora capito… Un istinto di sopravvivenza crea in ogni essere vivente sussulti, che qualcuno intende come vagiti di neonato, qualcun altro come lamenti di morte.

Noi vogliamo credere che comunque si tratti di precursori di novità. Se ancora manca un progetto, c’è almeno il rifiuto di situazioni ormai talmente paralizzate perchè mai allenate nelle loro funzioni vitali. L’immagine che meglio potrebbe rendere l’idea sociale è quella di una protesi che è subentrata all’arto e che è diventata più importante dell’arto stesso.

Da cittadini del mondo che però devono preoccuparsi dell’angolo di mondo in cui sono cresciuti e vivono, proviamo simpatia per chiunque si mette in relazione con altri cittadini e chiede rinnovamento, efficienza, rispetto, legalità… Vorremmo andare anche oltre, invitando tutti ad uno studio accurato dei veri bisogni e delle effettive risorse perchè non si creino, in risposta ad effettive inefficienze, parole di critica senza proposte efficaci.

C’è bisogno che, all’entusiasmo e alle appassionate adunate di giovani, si uniscano anche i leader della cultura, dell’economia, della ricerca che sono stati lasciati in disparte dagli uomini di potere. Mettendo insieme goliardica ironia e proteste rivendicative con le competenze di donne e uomini intelligenti, daremo concreta speranza ai desideri ritrovati.

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Vita come progetto http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=297 Fri, 13 May 2011 15:12:54 +0000 http://www3.varesenews.it/blog/gulliver/?p=297 Continua a leggere]]> Non è un incrocio, è un bivio con più strade che convergono… Nessuna con la freccia che indica la sua destinazione. Arrivo spaesato e mi metto a girare attorno alla rotonda… Dove andrò? Quale strada mi porterà a buon fine?

Questa immagine di smarrimento per cui una persona rischia di non sapere più da dove venga e dove vada è una rappresentazione del nostro vivere oggi.

Per una persona che conosce bene l’ambiente in cui vive potrebbe essere anche divertente cambiare cartelli stradali e frecce direzionali. Ricordate Praga durante l’occupazione sovietica? Di notte gli abitanti hanno cambiato tutte le indicazioni stradali e i carri armati invasori sono andati in confusione. Questo episodio la dice lunga sull’appartenenza e la progettualità degli amici di Jan Palach. Ci ricordiamo ancora della Primavera di Praga?

Il nostro non è un contesto tragico come allora, ma ci è richiesta altrettanta progettualità… Ma siamo davvero consapevoli che sta implodendo un sistema costruito faticosamente attraverso i secoli? Non stiamo andando per progetti, ma per competizione di “forze materiali”. Non abbiamo progetti, ma “forze muscolari” che si sfidano. La forza viene usata per colpirci, anzichè per aiutarci, per eliderci anzichè sostenerci. Ci stiamo sfidando tutti, senza esclusione di colpi, ignorando che alla fine stiamo colpendo “i nostri”. Non possiamo non ribadire che qualora non ritroviamo un progetto di convivenza solidale, se non fraterna, finiremo tutti, se non al cimitero, in un ospedale.

Diamoci appuntamento se non davanti alle urne, almeno subito dopo le elezioni, per trovare quel minimo di coordinate per ripartire e ricostruire la “casa comune”.

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