Tra il Sacro Monte di Varese e la Romania

20060918-moldovita3grandeRiflessioni di un amico sulle 5 tesi:  “Salviamo Guttuso e il Sacrto Monte”

Caro Sergio, ho letto i tuoi articoli sul tuo BLOG di Varesenews, e la mente è corsa ai monasteri della Bucovina, da noi visitati nel 1994, ed attualmente dichiarati Patrimonio dell’Umanità.

Ti mando alcune immagini trovate su internet, nelle quali potrai notare lo stato di conservazione degli affreschi delle facciate esterne dopo oltre quattro secoli dalla loro realizzazione.

20060918-moldovita4grandeHo anche numerose diapositive, ma dovrei cercarle e magari digitalizzarle.

Le facciate rivolte a sud sono in alcuni casi discretamente conservate, mentre quelle a nord sono completamente scomparse; se vorrai fare una ricerca su internet, potrai trovare materiale interessante.

L’opera di Guttuso nella cappella del Sacro Monte è interessante; se lo scopo è la sua conservazione nel tempo, sicuramente andrebbe rimossa da un ambiente normalmente umido e trasferita in un altro dove possa essere controllata temperatura e umidità (nella Valle dei Re in Egitto le opere pittoriche si sono conservate per millenni perché l’umidità è prossima allo zero).

20060918-moldovita5grandeSe invece lo scopo è quello di dare risalto mediatico alle cappelle del Sacro Monte con un nome famoso (oggi la pubblicità ha assunto un’importanza abnorme), allora ci può stare anche il simil-affresco di Guttuso, ma il suo destino è segnato e destinato, nella migliore delle ipotesi, ad un accanimento restauratorio.

Con la stessa filosofia si potrebbe abbinare alla cappella anche un mega poster di Armani o di Oliviero Toscani (non mi meraviglierei se succedesse, perché il nostro tempo è caratterizzato dalla trasgressione, oppure dagli interventi ultramoderni accostati alla tradizione, o dalle varie Biennali di Venezia).

20060918-sucevita7grandeIn merito all’inserimento in quel contesto di un’opera dai colori e dallo stile completamente diversi da quelli della cappella, condivido le tue perplessità.

La natura ha impiegato milioni di anni per trovare i suoi equilibri, determinando ecosistemi molto differenziati e caratteristici, spesso unici, ed ha creato le biodiversità che costituiscono la ricchezza del pianeta.

In poche migliaia di anni l’umanità, avendo scoperto che tutto si può sfruttare, ha sconvolto ciò che la natura ha costruito nei milioni di anni, e in modo forsennato rimescola tutto quello che esiste sul pianeta.

20060918-sucevita8grande3Ora siamo arrivati alla manipolazione biogenetica, che porterà benefici, ma ne vedremo (ne vedranno) anche delle belle.

Nel corso della nostra vita abbiamo visto il mondo trasformarsi e divenire sempre più globalizzato, forse a parziale approdo dell’idea di uguaglianza.

C’è chi è contento, chi auspica il lussureggiamento biologico dal quale derivano esseri più belli, rigogliosi, dotati (cosa vera), ma quasi sempre si perdono le specificità originarie.

rumunijaOramai le diversità sopravvivono in ambiti sempre più ristretti, e chi le apprezza deve andarsele a cercare sperando di (ri)trovarle.

Come in tutte le cose, le opinioni sono spesso contrapposte, e quindi anche l’accostamento di Guttuso alla cappella troverà strenui difensori o critici appassionati, tutti dotati di argomentazioni valide; io che non ho le conoscenze necessarie, posso solamente apprezzare tutti coloro che, affrontando i problemi dalle diverse angolazioni, mi consentono di capire e valutare la funzionalità di determinate scelte.
Ciao, a presto, Pier Giorgio Mancinelli.

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