Spero di sbagliarmi

Spero di sbagliarmi e scoprire che gli anatemi contro i senatori del movimento cinque stelle che hanno votato Grasso al senato facciano parte della commedia e in realtà non siano spinti da Beppe Grillo a lasciare il movimento. Se così fosse il problema diventa serio. Forse esagero ma c’è un film dal titolo “l’onda” che racconta come un insegnate di liceo dimostri come sia possibile ridare vita ad una dinamica come quella che ha fatto nascere lo spirito totalitario in Germania. L’identità interna, il rigore, i simboli condivisi, la purezza delle idee, l’intransigenza rispetto al mondo esterno, il concetto di amico/nemico (amico chi è dentro, nemico chi è fuori) e poi ancora, il bisogno forte di appartenenza, di avere una guida, qualcuno che ti spiega cosa è bene e cosa è male, che ti offre un “pacchetto” di interpretazioni della realtà già pronto all’uso, così da avere un aiuto nella difficile navigazione nel mare della modernità ma ancor più difficile della politica.  l'ondaEcco, all’orizzonte – ma spero di sbagliarmi – si profilano in filigrana, alcuni tratti settari e autoritari del leader del movimento che vuole decidere tutto, che non ha fiducia nei suoi, che si sente anche lui ahimè proprietario del consenso che ha creato (ci ricorda qualcuno?) e che agisce in modo semplicemente antidemocratico all’interno del suo gruppo.

Se così fosse sarebbe veramente una catastrofe per tutte le speranze che ha rimesso in circolazione, per la sveglia che ha dato alla politica italiana. L’unica speranza è che un gruppetto di senatori indipendenti possano, come carbonari o partigiani della resistenza, traghettare l’Italia fuori dalle secche del “tanto peggio, tanto meglio” in cui sembra ci stiamo infilando. Forse il nostro destino, spiace dirlo, ma è legato a quei quindici senatori del movimento che potrebbero aiutare a dar vita ad un governo veramente rinnovato e in grado di avviare una stagione di riforme vere. Mi vien da dir loro: resistete, resistete, resistete!

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