Giovani riflessioni tra i dieci cimiteri di Maccagno
Un giro tra i dieci camposanto del territorio che una volta era diviso in tanti comuni. Tante storie e curiosità dentro quegli spazi che sono uno spaccato di comunità
È strano ma a me non dispiace andare per cimiteri. Vero anche che ovviamente non posso intrattenere grandi conversazioni e, di solito, non c’è anima viva o se ci sono, non hanno molta voglia di parlarmi.
Il silenzio però aiuta, sapete? A riflettere, pensare a qualcosa di alto oppure prendersi il lusso di non pensare proprio a nulla. Tutte cose, capite bene, classificabili hard. Roba forte, specie oggi che di morte è quasi vietato parlarne se non tramite le americanate di Halloween.
In un assolato pomeriggio ho girato tra i dieci cimiteri di Maccagno, già abbastanza bizzarro da pensare: un comune così piccolo con così tanti cimiteri sparsi sulla valle… “Cosa offre una cittadella così romantica come Maccagno?” “Sicuramente il lago, paesaggi mozzafiato, una vista incredibile, ottimo cibo e… sì, dieci cimiteri”. Pensate a quanta storia è racchiusa lungo questo territorio, quanti uomini hanno girato il mondo per poi tornare sui propri passi per sempre qui, a Maccagno, la loro probabile città natale.
Mi sono trovata a sbirciare le foto sulle tombe. Qualcuno, in quei ritratti, l’ho pure conosciuto. Ce n’è uno, amico del mio caro nonno, immortalato per l’eternità mentre ride di gusto. Le volte che ci passo davanti mi viene da ridere con lui, ricordando una certa battuta, uno scherzo, lui che in dialetto mi diceva ma va ciapà i ratt’. Molti altri, invece, non so proprio chi fossero, ma provo lo stesso curiosità nel guardare i dettagli in quelle foto. Mi scappa quasi un sorriso sincero a vedere il ritratto di un giovane uomo con i capelli folti e poi leggere la data: 1920-2000.
Ci sono foto in bianco e nero. Foto a colori. Foto che raccontano di storie infinite, intrecci di vita, storie importanti e vicende comuni. Sul serio, girare per cimiteri non è così male. Che volete farci, sarà che la vita non ha alcun senso, ma sicuramente ha una direzione: il cimitero.
È importante riconciliarsi con la morte che in fondo non è altro che un passaggio verso un altro luogo.
Siamo forse o veramente piccole scintille di universo scese sulla terra.
Quando entro in un cimitero, guardando tutte quelle persone sulle foto, cerco di sintonizzarmi con loro e poi penso: “Se ce l’avete fatta voi non sarà poi così difficile”.
Hai ragione Ilaria ,i competenti raccontano storia e storie soprattutto le tombe che accolgono salme del ‘800 .
Nel cimitero di Domo ce ne sono molte e non nego di aver fatto dei giretto anch’io per vedere e immaginare che storia avessero quelle persone .
Un abbraccio e complimenti per la tua capacità di vedere e non solo di guardare ?
Grazie mille! Un abbraccio!