MIGROS MEETS MUSEION – 20th Century Remix

Due collezioni in dialogo: la mostra “Migros Meets Museion” riunisce un nucleo significativo di opere della collezione del Migros Museum di Zurigo ed alcune opere importanti della collezione Museion.

Il museo di Bolzano rappresenta l’unica tappa italiana per la presentazione delle opere del Migros, che durante la recente fase di ristrutturazione ha reso itinerante la propria collezione, esibendola in diverse sedi europee, dalla Kunsthalle di Krems al Kunstmuseum di Lichtenstein fino al Fridericianum di Kassel. Quattordici gli artisti in mostra a Bolzano, con installazioni, sculture, video e fotografie: Tom Burr, John Baldessari, Elmgreen & Dragset, Urs Fischer, Delia Gonzalez & Gavin Russom, Rachel Harrison, David Lamelas, Cady Noland, Bojan Šarčević, Tatiana Trouvé, Franz Erhard Walther, Cathy Wilkes.

Migros e Museion: entrambi i musei annoverano nelle loro collezioni lavori che si confrontano con alcuni movimenti e temi chiave della storia dell’arte del secolo scorso. Temi che vedono però minare la propria sacralità dall’effetto “remix”, un processo di appropriazione e rimescolamento del vocabolario dei linguaggi del passato. Minimalismo e funzionalismo, così come la pop art o l’arte concettuale fanno parte infatti del vocabolario di molti artisti del presente, che nei propri lavori caricano però questi movimenti di nuovi significati e si permettono di mescolarli, remixarli con grande senso di libertà.

Significativo, in questo senso, il video del duo Elmgreen & Dragset Drama Queens (2007) dalla collezione Migros con cui si apre la mostra al secondo piano di Museion. Nell’opera s’incontrano sul palcoscenico alcune tra le opere scultoree più significative del secolo scorso. Dal “Walking Man” di Alberto Giacometti, fino alle sculture di Jeff Koons, Barbara Hepworth, Andy Warhol e altri ancora, le “superstar” della storia della scultura moderna riflettono con piglio ironico su concetti estetici che vanno dal formalismo, al minimalismo fino alla pop art. Dal “Drama” di Elmgreen & Dragset emerge l’impossibilità di rintracciare un senso lineare della storia dell’arte e della ricezione artistica e la messa in discussione del white cube come spazio neutrale del museo a favore della dimensione individuale ed emotiva di artisti e fruitori.

Annullamento del white cube, gusto per il semplice e banale tipico della pop art ed essenzialità minimalista caratterizzano anche l’installazione Lamp (Zurich No. 2), (1997-1998) dell’americano John Baldessarri, concepita nel 1998 per il Migros Museum für Gegenwartskunst. Una lunga tappezzeria rosa con una fantasia a disegni ripetuti riveste le pareti. Nulla di strano, solo a guardar bene i disegni si rivelano essere un orecchio e un brezel. Elementi quindi che rinviano al corpo e al cibo in un ambiente, quello museale, generalmente associato all’asetticità. La fotografia in bianco e nero di un lampadario aggiunge un tocco di domesticità alla situazione.

Sono soprattutto le forme sculturali a subire un’appropriazione e un remix da parte degli artisti in mostra. È quanto avviene con l’opera Trees for the Forest, (2007) dalla Collezione Migros, in cui l’americana Rachel Harrison investiga le convenzioni della scultura del XX secolo e riassegna al piedistallo un ruolo rilevante. Su quella che a prima vista sembra una fitta foresta di steli di legno a tinte forti, l’artista deposita un barattolo di frutta sciroppata o una pila di riviste e alcuni oggetti fatti a mano. “Sporcando” intenzionalmente la selva di piedistalli, Harrison toglie al lavoro ogni canone classico e lo mette in relazione con un’esposizione quotidiana di merci.

Rimescolamento e appropriazione di forme sono due aspetti fondamentali anche dell’arte dell’americana Cady Noland: la serigrafia del muro di mattoni rossi Ohne Titel (Brick Wall), (1993-94) attinge al repertorio della Minimal Art, ma rinvia al metodo di costruzione povero della classe operaia.

È il concetto teorico del minimalismo stesso a essere invece messo in discussione dall’artista americano Tom Burr. Nell’installazione Susan Blushing, (2011), Museion, Collezione Enea Righi, Burr riveste la nudità dello spazio con elementi dai toni scarlatti (da blushing, arrossire) e dalla vita vissuta. Il rigido vocabolario di forme dell’arte minimalista è caricato di sensualità, emotività e nostalgia – la critica parla di “minimalismo caldo, teatralizzato”. L’opera è un omaggio alla nota intellettuale americana Susan Sontag e all’incontro con la sua compagna di vita, Annie Leibovitz.

La mostra si chiude con un “finale aperto” dell’artista tedesco Franz Erhard Walther. La sua installazione Nachtstück, (1965), Museion, Collezione Enea Righi, fa parte del nucleo di oggetti interattivi “1. Werksatz”. Nachtstück è un tessuto nero di forma quadrata con vicino due candele che possono essere accese e innescare una suggestione di ombre in continuo mutamento. L’opera è oggetto, scultura e performance al contempo. Se già in apertura il video di Elmgreen & Dragset alludeva alla messa in discussione del white cube a favore della dimensione individuale di artisti e fruitori, con Walther il visitatore è invitato virtualmente ad attivare l’opera, diventandone artefice, fruitore e materiale artistico al tempo stesso.

artisti in mostra: Tom Burr, John Baldessari, Elmgreen & Dragset, Urs Fischer, Delia Gonzalez & Gavin Russom, Rachel Harrison, David Lamelas, Cady Noland, Bojan Šarčević, Tatiana Trouvé, Franz Erhard Walther, Cathy Wilkes.

In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo multilingue (ita/dt/eng) edito da Museion con testi di Letizia Ragaglia, Heike Munder e Judith Welter, Hubert Stuppner, Christine Vescoli.

Migros Meets Museion. 20th Century Remix a cura di Letizia Ragaglia in collaborazione con Heike Munder e Judith Welter (Migros Museum für Gegenwartkunst)

Museion, museo d’arte moderna e contemporanea Bolzano, Via Dante 6 Bolzano.

Durata della mostra: 06.10.2012 – 09.06.2013

Orario di apertura: da martedì a domenica 10-18, giovedì 10-22. Lunedì chiuso.

www.museion.it

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