Martina: “Mi sono sentita isolata dal mondo. Non vedo l’ora di riprendere il tirocinio da infermiera”

Storie di giovani in un anno di pandemia. Interviste di ragazze e ragazzi del territorio che in un anno di pandemia, non hanno avuto molte occasioni per esprimere il loro punto di vista. Cominciamo con Martina, studentessa universitaria di Busto Garolfo

Cominciamo con Martina, studentessa universitaria di Busto Garolfo

Questo periodo è stato difficile per tutti, ci siamo ritrovati a cambiare la nostra routine quotidiana ed ognuno di noi soffre per piccole o grandi mancanze della “vita senza restrizioni” da ormai un anno.

Questa rubrica vuole puntare l’attenzione sui giovani, che hanno visto annullarsi dall’oggi al domani la loro vita ricca di socialità, luoghi di ritrovo con gli amici e dell’ambiente universitario. Vittime collaterali del covid lasciate in disparte quando in realtà saranno il futuro del nostro Paese

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Martina ha 22 anni, vive a Busto Garolfo, è studentessa universitaria alla facoltà di infermieristica all’università dell’Indubria. Prima della pandemia stava svolgendo un tirocinio all’osepedale di Varese ma l’emergenza sanitaria ha interrotto il suo percorso formativo.

Martina, come hai vissuto l’emergenza sanitaria all’inizio? E ora?
All’inizio della pandemia ho vissuto il lockdown come una novità, cercando di sfruttare al meglio le giornate passate in casa studiando, seguendo le lezioni e dando una mano in casa. Con le nuove restrizioni il mio umore non è sempre dei migliori, ho dei momenti di sconforto dovuti al fatto di non avere più la stessa routine di prima. Sento molto la mancanza del clima universitario dato che la frequentavo dalla mattina alla sera, 5 giorni su 7.»

Cosa ti mancava inizialmente? E ora, dopo un anno, cosa senti che ti è mancato maggiormente?
«Fin da subito ho avvertito la mancanza dei rapporti sociali. Non ho potuto fare il tirocinio in ospedale e ciò mi ha destabilizzato, perché lo ritengo fondamentale per la crescita professionale di un infermiere. Ora, grazie ai vaccini, noi studenti di professioni sanitarie potremo tornare più carichi di prima nei corridoi dei vari reparti e non vedo l’ora di acquisire sempre più confidenza in quello che sarà il mio lavoro futuro. A me è stata somministrata la prima dose e presto sarò chiamata per la seconda»

Hai sempre rispettato le misure restrittive previste nei DPCM? Se no, perché? Che hai fatto?
«Fino alla fine della prima ondata sono rimasta a casa rispettando tutte le regole ed i divieti. Dall’inizio dell’anno però, mi concedo qualche camminata con mio fratello o mia mamma e passo qualche serata con il mio ragazzo.»

Cosa farai appena ci sarà “vera libertà?”
«Non appena torneremo alla vita di prima cercherò di godermi di più le piccole cose, che prima davo per scontato. Sicuramente mi concederò un weekend al lago con il mio ragazzo, per fare un carico di positività e riprendere i ritmi e la vita di prima.»

Alla luce di quanto accaduto in questo anno, che idee ti sei fatto del futuro che aspetterà te ed in generale i tuoi coetanei?
« Per me quello che ci aspetta, soprattutto per noi giovani, sarà un futuro pieno di sacrifici, impegno e grandi responsabilità. È stato un anno molto difficile e forse, a volte, noi giovani universitari siamo stati un po’ messi da parte, per questo dobbiamo lavorare ognuno al meglio per migliorare sempre più la situazione. Penso sia importante guardare al futuro con positività».

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13 Aprile 2021

di Roberta Pariota

Articolo postato in Cultura | Evidenza