JUAN RULFO: “EL HOMBRE”

16-el-hombreE’ il sesto dipinto del Progetto di illustrazione dei 17 racconti che compongono LA PIANURA IN FIAMME” di Juan Rulfo.

Il racconto “EL HOMBRE” (l’uomo) è enigmatico e inquietante, con uno sviluppo dello spazio e del tempo di tipo “cubista”, assolutamente impressionante a livello narrativo, dove i personaggi si mescolano e si trasformano in atteggiamenti/tipo, per rappresentare una tragedia reale del profondo territorio messicano…e chissà, del profondo territorio delle coscienze e della umanità di sempre.

Testo originale (in spagnolo) del racconto EL HOMBRE
http://www.literatura.us/rulfo/hombre.html

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SERGIO MICHILINI, EL HOMBRE, 2011, DITTICO, OLIO SU TELA, cm.60x85

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Analisi di “EL HOMBRE” da parte del sottoscritto


Josè Alcancìa in qualità di “persecutore” esegue una vendetta atroce, ammazzando l’assassino di suo fratello e, per una coincidenza indesiderata, anche tutta la sua famiglia.
Da quel momento in avanti, Josè Alcancìa, da “persecutore” si trasforma in “perseguitato”, che scappa, inseguito apparentemente dall’assassino di suo fratello (forse salvatosi dal massacro familiare), ma nella probabile realtà, inseguito dalla sua stessa coscienza, che si trasforma in personaggio reale.
Esistente o no questo persecutore, nella realtà le due figure conformano una sola personalità, e questo probabilmente è il senso di questa parte della narrazione.
E’ sorprendente il gioco estremamente imprevedibile dei tempi narrati dove, per esempio, spesso nel presente si narra un fatto futuro già successo nel passato…..

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SERGIO MICHILINI, EL HOMBRE, 2011, particolare , OLIO SU TELA, cm.60x30

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Nella seconda parte un pastore si difende dall’accusa di complicità nella morte di Josè Alcancìa, di fronte a un funzionario che rappresenta l’autorità istituzionale dello Stato.
In realtà il pastore è quasi sicuramente il responsabile della uccisione di Josè Alcancìa, e per tutt’altro motivo rispetto ai tragici avvenimenti narrati…probabilmente per il comportamento di quest’ultimo con le sue pecore e i suoi pochi alimenti……fatto difficilmente decifrabile dall’autorità di fronte al racconto di una improbabile “amicizia” tra i due.
In sostanza, di fronte a una infinita e mortifera storia di vendette per cause d’onore, gli unici sopravvissuti sono il pastore (che nonostante si dichiara ripetutamente ignorante, risulta essere il più consapevole e spregiudicato dominatore dei fatti e dei luoghi) , e lo Stato che non capisce assolutamente nulla di ciò che succede da quelle parti.

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SERGIO MICHILINI, EL HOMBRE, 2011, particolare, OLIO SU TELA, cm.60x55

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Un pezzettino/capolavoro del racconto originale EL HOMBRE:
….”Le vi los ojos, que eran dos agujeros oscuros como de cueva.
Se me arrimó y me dijo: “¿Son tuyas esas borregas?” Y yo le dije que no. “Son de quien las parió”, eso le dije.
No le hizo gracia la cosa. Ni siquiera peló el diente. Se pegó a la más hobachona de mis borregas y con sus manos como tenazas le agarró las patas y le sorbió el pezón. Hasta acá se oían los balidos del animal; pero él no la soltaba, seguía chupe y chupe hasta que se hastió de mamar. Con decirle que tuve que echarle creolina en las ubres para que se le desinflamaran y no se le fueran a infestar los mordiscos que el hombre les había dado.
¿Dice usted que mató a toditita la familia de los Urquidi? De haberlo sabido lo atajo a puros leñazos.
Pero uno es ignorante. Uno vive remontado en el cerro, sin más trato que los borregos, y los borregos no saben de chismes
“……

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