Internet safer day: il computer è un’isola dove rifugiarsi, ma è lì che si nasconde il pericolo

In occasione della Giornata internazionale, i ragazzi del comprensivo Iqbal Masih di Malnate hanno parlato della tecnologia e dei rischi connessi

Il Safer Internet Day (SID) è la giornata mondiale della sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea, che si celebra il secondo martedì del mese di febbraio. L’obiettivo dalla giornata è far riflettere studenti e studentesse sull’uso consapevole degli strumenti tecnologici e sul ruolo attivo che possono avere utilizzando la Rete in modo sicuro e positivo. Quest’anno sarà celebrato oggi 9 febbraio contemporaneamente in oltre 150 Paesi, tra cui l’Italia. Con il SID 2021 partirà la 5° edizione del mese per sicurezza in Rete, promosso dal Ministero dell’Istruzione e da Generazioni Connesse che quest’anno si terrà esclusivamente online. Durante questo periodo le scuole di tutta Italia, gli studenti, i genitori e i docenti sono chiamati a realizzare attività di divulgazione dei principi dell’uso positivo della Rete e degli strumenti tecnologici. Tra queste parteciperà anche l’istituto comprensivo “Iqbal Masih” di Malnate, con progetti diversificati per ogni ordine di scuola in base all’età: padlet e flashmob per riflettere sul valore delle parole in Rete per i più piccoli, e un collegamento con la Polizia Postale in collaborazione con #cuoriconnessi per i più grandi all’interno di progetti legati alla cittadinanza digitale. Sul sito dell’istituto, da lunedì 8 febbraio sarà presente una pagina dedicata contenente una serie di giochi graduati per difficoltà (dall’infanzia alla secondaria) proponibili sia a scuola che a casa per cercare di sensibilizzare quanto più possibile anche le famiglie. La pagina sarà linkata anche sul sito di Generazioni connesse.

Soprattutto quest’anno il progetto è di fondamentale importanza per educare gli studenti a rapportarsi correttamente alla Rete e al suo utilizzo dato che il lockdown ha obbligato a limitare il più possibile i contatti diretti con le persone vere. In questo periodo infatti si è riscontrata una regressione all’infantilità nei più giovani, sicuramente dovuta all’allontanamento da amici e dal mondo reale per rapportarsi in una realtà virtuale più accessibile. Sempre di più infatti sono gli hikikomori letteralmente “stare in disparte” ovvero persone, per lo più adolescenti, che preferiscono isolarsi dal modo e chiudersi in una realtà solo di finzione, virtuale. I ragazzi si sentono sempre più spesso controllati, giudicati e bullizzati e per questo scelgono di chiudersi nell’unico luogo sicuro che conoscono: la loro stanza, dove la Rete è tutto ciò che può servire, un posto senza genitori che impartiscono ordini, senza bulli che facciano sentire inadeguati, senza un mondo che sembra tutto tranne che vivibile.

La paura costruisce muri, come ricordava Roger Waters dei Pink Floyd durante un suo concerto del 2014, Fear builds walls ed è proprio quello che sta succedendo: semplicemente è limitata la vita vera dove si deve imparare a difendersi invece di scappare, la casa è una cella di mattoni virtuali, dove il web diventa una realtà parallela con cuffie per evitare i rumori e il mondo esterno, dove i confini non vanno oltre una stanza. Eppure spesso è proprio in Rete il pericolo: gli insulti in chat hanno l’eco di un’agenzia di stampa, le offese un tempo scritte sul muro dei bagni della scuola hanno ora una risonanza illimitata che supera le pareti. Per questo esiste dal 2016 il Safer Internet Day, perché senza demonizzare la tecnologia, si impari ad usarla per fini positivi e non per costruire muri.

Valentina Gelati

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