Il Centro Gulliver su Rai Tre

Il Centro Gulliver a “10′ di..“, il programma di Rai 3  messo a disposizione del mondo dell’associazionismo e della cultura.

La trasmissione è stata registrata a Varese l’11 Novembre, in occasione della  Giornata di confronto formativo, per gli educatori e operatori dei Centri federati FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche), dal titolo “L’etica dell’intervento nello stile di Progetto Uomo“. La puntata è andata in onda su Rai Tre, il giorno 17 Novembre.

Sono stati intervistati:

– Don Mimmo Battaglia – Presidente FICT

– dr.ssa Donatella Peroni- Coordinatrice della Rete Doppia Diagnosi della FICT

– dott. Alessandro Dionigi – Coordinatore Rete Tematica Cocaina della FICT

– un ospite del Centro Gulliver di Varese

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Quale etica? Quale Verità?

E’ ancora nella mente di tutti la due giorni di studio e confronto sul tema “L’etica dell’intervento nello stile di Progetto Uomo”. Molti gli interventi sul tema, molti gli spunti di dibattito e riflessione.
Siamo rimasti molto coinvolti in un dibattito sull’ ”etica nel mondo della comunicazione”: due giornalisti, Pino Ciociola – inviato di Avvenire e Rosario Carello del programma “A Sua immagine” di Rai 1 a confronto su uno dei temi più attuali e difficili di oggi.
Un discorso molto complesso, che coinvolge rapporti di potere, etica, libertà personale…
Sono tanti i giornalisti che sanno scrivere bene. Ma come lo fanno?
Sono inviati che vanno sul campo per cercare la Verità, per se stessa? Per “annusare l’aria”, per sentire, vedere e toccare e raccontare semplicemente cosa hanno sentito, visto e toccato? O forse la maggioranza è composta da coloro che vanno a cercare elementi per suffragare “le verità” che vogliono raccontare?
E’ un dato di fatto che la Verità non viene cercata in se stessa, ma vengono usate “tante verità” come strumento contro qualcuno, contro degli avversari politici, culturali, … La Verità usata come campo di scontro, come mezzo e non come fine…
Siamo tutti coinvolti in una sfida di potere che ci ha fatto perdere ogni sicurezza e ogni fiducia nei mezzi di comunicazione. Oggi non abbiamo più fiducia nei media, la categoria dei giornalisti ha perso credibilità…
Ma il discorso sembra essere più complesso.

Noi lettori. Noi pubblico. In apparenza sembriamo la parte debole della Società… Quella che viene ingannata, …
Alcune considerazioni. Attorno alle grandi testate giornalistiche c’è una Comunità di lettori che vuole sentirsi dire certe cose e non altre. Chi legge molte volte non sceglie di cercare la Verità per se stessa, ma sa di trovarsi schierato da una parte che è contro un’altra.
Tante domande. Perché in Italia ci sono 6 milioni di persone che guardano il Grande Fratello? Come mai sappiamo tutto dei tanti “casi Avetrana” che popolano televisioni e carta stampata, mentre su tante altre questioni sappiamo molto poco?
Nelle scuole di giornalismo insegnano che un programma, una testata ha successo se parla di sesso, sangue, soldi… Forse anche il pubblico ha un suo potere… Forse esiste anche una nostra responsabilità come lettori…
Se è vero che i giornalisti spesso scrivono mezze, se non “false verità”, è anche vero che i lettori non contribuiscono a ricercare la Verità per se stessa….
E allora?
Forse occorre, ancora una volta, fare appello alla responsabilità personale, all’etica personale. Del giornalista. Del lettore. Andare contro corrente, ognuno nel contesto in cui si trova.
Che per il giornalista può voler dire fare la “prima mossa”, proponendo un titolo che ha a che fare con la Verità, anche se può risultare impopolare. Mettere al primo posto la ricerca della Verità per se stessa e non il consenso.
Che per il lettore può voler dire decidere ogni tanto spegnere la televisione. Può voler dire scegliere una testata o guardare un programma che cerca di fare cultura, che si impegna nel ricercare la Verità delle cose. Può voler dire approfondire una notizia, discuterne, in casa, con gli amici, con i colleghi.
Forse, ancora una volta, occorre fare il passaggio da una critica lamentosa fine a se stessa ad un impegno personale. Io dove guardo? Cosa mi interessa veramente? Come mi muovo?

Ma chi forma l’etica del lettore? Sicuramente non i media, non gli strumenti di informazione.
Ecco l’emergenza della questione educativa, che ancora oggi è responsabilità personale delle famiglie, delle scuole, degli ambienti di formazione dei ragazzi. Introdurre le nuove generazioni alla realtà con un criterio, con un senso critico, con una chiave di lettura che permetta loro di leggere, ascoltare, vedere, sentire,… dando un senso.

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Il Gulliver sul web 2.0: on line il nuovo portale!

Da oggi è on line il nuovo portale del Centro Gulliver www.gulliver-va.it.
Si tratta di un sito creato secondo i canoni di ultima generazione del web 2.0.
Il nostro obiettivo principale, infatti, è quello di incoraggiare i contributi dei visitatori, rendendo il nostro sito il più interattivo possibile, mediante la presenza dei social network, del blog Gulli…veramente, della newsletter, di notizie ed eventi costantemente aggiornati.
La chiave per comprendere il Web 2.0 è quindi la persona, sempre protagonista, che desidera dire la sua su iniziative e progetti.

Accanto a questo sito, interattivo e di semplice navigazione, abbiamo creato un portale per la formazione a distanza, dove chi parteciperà ai nostri corsi, potrà accedere all’aula virtuale e scaricare il materiale, interagire con gli insegnanti e la classe, mandare un compito da casa…

Due novità per stare al passo con i tempi!

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Grazie, Obama!

Mi assumo “la responsabilità per la lentezza della ripresa economica e sono pronto a lavorare con i repubblicani per fare di più. […]”

“Mi chiedo se avrei potuto fare qualcosa di diverso per salvare il posto dei tanti deputati e senatori che lo hanno perso”.

Non intendiamo entrare in una valutazione politica sui fatti accaduti in questi giorni negli Stati Uniti. Tuttavia, al di là delle opinioni sui risultati delle elezioni di Midterm, ci ha colpito la reazione del Presidente Obama. Un atteggiamento inconsueto, esemplare. Chi ha il potere, non è abituato a fare “pubblica ammenda”, nel timore di dare conferma della propria sconfitta sia sul piano pubblico, sia sul piano personale.

Anche per noi…Com’è difficile dire o ascoltare frasi del genere e come facciamo fatica nel portare – sopportare il peso delle conseguenze delle azioni che compiamo.

Troppo spesso di fronte ad una nostra azione con conseguenze negative siamo abituati a dare la colpa a qualcun altro, oppure, se ce ne facciamo carico, è solo per “flagellarci”, pronti ad essere puniti, appesantiti dai nostri limiti.

Questa settimana prendiamo spunto dal comportamento del Presidente degli Stati Uniti, per riflettere su un atteggiamento diverso, di chi vuole rispondere delle proprie azioni con una posizione costruttiva, di chi dice “ho sbagliato, forse avrei potuto fare meglio, non importa, da domani ricomincio, desideroso di rimediare, sono pronto a fare diverso”.

Il proprio limite, in questa prospettiva, non è più nè ostacolo nè problema, ma un modo per costruire qualcosa di nuovo, proprio a partire da ciò che non è andato…

Grazie anche se troveremo il coraggio di metterci in discussione, esaminando i nostri insuccessi e gli esiti negativi delle nostre iniziative, senza cedere alla tentazione, pur sempre presente, di declinare a qualcun altro il dovere di rispondere delle nostre azioni.

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Una volta all’anno ci diamo pensiero per i Morti

Riguardo alla morte e al morire ci teniamo ad essere riconosciuti come donne-uomini moderni, senza pregiudizi e non creduloni.

Ma è la libertà o la paura della morte a ridurre il nostro rapporto con i nostri cari defunti all’acquisto di un vaso di fiori ed a una visita fuggitiva al Cimitero?

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Responsabilità personali

Dalla spazzatura di Napoli ad altre spazzature mediatiche… fino all’accanimento emotivo sulla morte e sulla sofferenza degli altri… Intimità che, ad un certo punto, dovrebbero essere rispettate e tutelate… Cronaca che ci presenta i fatti in modo spietato, spudorato, sfacciato…

Notizie da far conoscere, ma da troppo tempo protagoniste della scena, così da catturare l’attenzione di un intero popolo, per settimane. Male sbattuto in faccia, senza alcun giudizio, quasi a confondere gli animi…Fatti spesso usati come “arma” per far fuori qualcuno o per tacere di altro e di altri. Rimaniamo impotenti testimoni di un pettegolezzo collettivo, di informazioni che sembrano remare in senso contrario rispetto al desiderio di conoscere, crescere, costruire…

Che fare?

Accusare, lamentarsi, intristirsi, abituarsi, abbattersi, scoraggiarsi… Sentirsi i migliori, sentirsi a posto… E’ molto più facile accodarsi ai più che reagiscono in questo modo.

Un invito a ciascuno di noi, nessuno escluso, un invito personale a scoprire che i fatti, la cronaca, quello che accade nel mondo mi riguarda. Mi interessano le persone, le sorti del mio popolo, così come quelle di Paesi lontani. Forse anch’io qui, a prescindere dalle circostanze in cui sono, favorevoli o contrarie, nei miei ruoli – privati e pubblici, importanti o umili – posso dare il mio contributo. Interrogarmi su cosa posso fare per star bene e far star bene, per contrastare quel male e quel nulla che sembra dilagare e lasciare un vuoto di senso, di valori, per cui sembra che nulla valga davvero la pena…

“Lasciate il mondo un po’ migliore di come lavete trovato”. Questo è linvito che Baden Powell ha lasciato agli scout di tutto il mondo… E di più. Non lasciare fare agli altri quello che potresti fare tu. Se vuoi, puoi. Ce la faremo.

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Perchè non chiedere aiuto? Ma a chi?

“Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.” Lev Nikolaevic Tolstoj (1828-1910), scrittore russo.
Fonte: “Anna Karenina”.

Da questa settimana desideriamo essere sul blog Gulli…veramente ogni venerdì per condividere con i lettori alcune riflessioni che ci sono nate in seguito ad uno o più eventi di attualità della settimana appena trascorsa, che ci hanno toccato in modo particolare…

Scorrendo le notizie di questa settimana, non posso rimanere indifferente a quello che in questi giorni ha fatto più rumore sui media… Forse non l’evento più importante, ma sicuramente quello che ha fatto più clamore, occupando i primi titoli di quasi tutte le testate nazionali. Il caso dell’omicidio di Avetrana.
Due tentazioni di fronte a questa notizia: un sentimento di indifferenza, all’ennesima notizia di violenza all’interno delle “mura domestiche”… Un’estraneità, come di una realtà che non ci tocca minimamente… Un’indifferenza che diventa insofferenza, come di un già visto, già sentito, un copione di una storia già successa… Quasi un essere abituati a questo genere di notizie. Abituati al male. Cinismo.
L’altra tentazione: vivere la notizia seguendo i media, che di ora in ora aggiornano la situazione… Non tanto diverso dal guardare la vicenda come si sta davanti ad un telefilm in TV. Curiosità.
L’occhio scorre su un titolo che cambia, frasi ad effetto… Abituati come siamo a guardare i titoli e fermarci a quello, prendendo per buono quello che ci dicono. Superficialità… Mancanza di tempo per approfondire…
Indifferenza, estraneità, abitudine, cinismo, curiosità… superficialità…

Eppure… Questa notizia, così lontana da noi, parla ancora una volta di famiglia… di famiglie ferite. Di famiglie spezzate, di relazioni interrotte,…
Forse ha qualcosa da dirci, ha qualcosa che ci interpella,…
Ci fa riflettere ancora una volta sulla nostra famiglia, sul nostro essere in famiglia, quella da cui veniamo e quella che abbiamo costruito, sulle nostre relazioni, relazioni appaganti o relazioni interrotte,.. sulle nostre ferite… Sul nostro bisogno profondo di essere amati, di essere capiti, di relazioni autentiche, di stare bene… Sul bisogno che abbiamo di amare.

Questa famiglia oggi così assediata, dall’incomunicabilità, dalla mancanza di tempo per la relazione… Più fare, che stare insieme… Più avere, che essere… Più consumare, più apparenza…
E’ possibile oggi una famiglia felice? E’ possibile oggi non rimanere tentati di dar credito solo a quello che fa più rumore? Scavare un po’ più a fondo?

Riusciamo ad essere adulti leali e onesti con noi stessi? Riusciamo ad essere degli adulti veri? Riusciamo a non seppellire le nostre domande fondamentali e i nostri desideri profondi ed elementari del cuore sotto una coltre di perbenismo e di quieto vivere? A guardare con lealtà le nostre relazioni?

Ma soprattutto, tieni questo in mente: sii sempre fedele a te stesso: ne seguirà, come la notte al giorno, che non sarai falso con nessuno.” (Polonio)

Come mai tra le persone così coivolte nei tragici eventi di questi giorni, nessuno di loro ha mai chiesto aiuto?

Come mai, di fronte alle nostre relazioni ferite, nelle nostre situazioni di incomunicabilità, solitudine ed estraneità, non arriviamo a fidarci e ad affidarci a qualcuno che ci possa aiutare?

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Formazione Operatori Gulliver

Nei prossimi due giorni la Cascina Tagliata del Vittorione ospiterà gli Operatori del Gulliver per una due giorni di formazione intensiva.

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Convegno sull’affido familiare

Nell’ambito del progetto A.N.T.A.R.E.S., in collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Varese, il Centro Gulliver organizza per domani 5 ottobre 2010 una serata per parlare di affido familiare. Che cos’è? Che impegno comporta? Chi sono i destinatari? Perché una famiglia sceglie l’affido familiare? Quali differenze rispetto all’adozione? Quali le opportunità e i punti di forza? Quali le difficoltà e le fatiche?

La serata vuole affrontare queste tematiche, con lo stile di una chiacchierata informale, dove ampio spazio verrà dato al confronto ed alle testimonianze di vita vissuta… Dopo una breve presentazione, infatti, ci saranno racconti di chi ha accolto nella propria casa una o più persone che hanno “bisogno di una famiglia”. Questa esperienza si pone nella visione di una famiglia aperta, intesa come risorsa feconda e rinnovabile dentro la nostra Società. Sentirsi accolti e amati è indispensabile per la crescita sana ed integrale di una persona e la famiglia è il primo ambito naturalmente accogliente.

Il Centro Gulliver di Varese, con il progetto del nascente Consultorio “Familia Forum” e con il pluriennale lavoro di consulenza alla coppia ed alla genitorialità che lo contraddistingue, vuol essere sostegno nell’esperienza di chi accoglie una persona nella propria famiglia, favorendo la condivisione e la solidarietà tra famiglie e promuovendo l’accoglienza familiare come bene per la persona e per la Società intera.

Ecco il programma della serata:

19.00 – Saluti Don Michele Barban Responsabile Centro Gulliver

19.15 –  L’affido familiare

Chiara Rogora Centro Gulliver

Elisabetta Beltrami Èquipe affido Comune Varese

 19.45 – Testimonianze di famiglie affidatarie

 20.45 – Piccolo buffet

 21.00 –  Tavola rotonda

 21.30 – Gulliver per le famiglie affidatarie

 Lidia Tregnago Centro Gulliver

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Formazione di eccellenza al Centro Gulliver

Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità organizzano due giornate di formazione sulle tossicodipendenze a Varese

Settimana prossima il Centro Gulliver sarà sede di una “due giorni” di formazione sul fenomeno delle tossicodipendenze. “Nuove Droghe: medici di famiglia, operatori di SerT e operatori di Comunità, un network nazionale di prevenzione e aggiornamento”: questo il progetto formativo promosso dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità – Dipartimento del Farmaco, con lo scopo di valorizzare e incentivare la collaborazione tra i diversi attori del mondo socio-sanitario, coinvolti sul tema delle dipendenze. Il Corso è proprio rivolto a loro: ai Medici di Medicina Generale, agli Operatori dei servizi territoriali pubblici delle ASL e agli Operatori del privato sociale della Regione Lombardia.

Da tempo infatti il Centro Gulliver si pone nel contesto sociale di Varese non solo come centro di cura, ma anche come polo di formazione e aggiornamento, sempre attento ai nuovi bisogni e pronto a favorire il confronto e la sinergia tra professionalità diverse.
“Apprezziamo molto – dice don Michele Barban – che l’Istituto Superiore di Sanità abbia scelto il Centro Gulliver come sede di un corso così importante, rivolto innanzitutto ai professionisti della realtà varesina, ma aperto anche a tutti gli Operatori della Regione Lombardia. Crediamo che la via dell’integrazione con i servizi sociali e sanitari pubblici e con i medici del territorio sia la scelta vincente per contribuire a tessere quel sistema a rete che rappresenta il metodo più credibile di protezione sociale”. Soprattutto oggi, in un periodo in cui la dipendenza non è più un fenomeno solamente psico-sociale, ma è diventata, a tutti gli effetti, una questione sanitaria.

Qualche dato tecnico. Il Corso di Formazione si terrà nelle giornate del 04 e del 05 ottobre p.v. presso la Sala Carrozze del Centro Gulliver, a Varese in via Albani, 91.
Nella prima giornata si andranno ad analizzare da vicino i principali attori socio sanitari coinvolti nella diagnosi e nella cura dei soggetti tossicodipendenti; sarà anche dato spazio ad una lettura approfondita del fenomeno vecchie e nuove dipendenze. La seconda giornata sarà invece dedicata maggiormente al tema della presa in carico e ai trattamenti di cura.
All’interno del Corso ci saranno momenti di workshop e lavori di gruppo, durante i quali i partecipanti potranno confrontarsi sull’inserimento della medicina generale nella rete di assistenza alle dipendenze.
Il corso è stato organizzato in collaborazione con la FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche), la SIMG (Società Italiana Medicina Generale), il CNCA (Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza) e la FEDERSERD (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze).
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Centro Gulliver al numero 0332 831305 oppure inviare una e-mail all’indirizzo info@gulliver-va.it.

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