LINO ENEA SPILIMBERGO: il ‘400 italiano in Argentina.

1924 AUTORITRATTO

1924 AUTORITRATTO

Figlio di emigranti italiani, è considerato uno dei più grandi Pittori dell’Argentina

Pare che non centri niente il Friuli: Spilimbergo era il cognome della madre, originaria dell’entroterra di Genova (Val Museglia, Roverazza, San Sebastiano).

Lino Enea Spilimbergo (1896-1964) venne in Italia in varie opportunità, e poi a Parigi tra gli anni 20 e 30, riunendosi nel GRUPO DE PARIS che raccoglieva molti pittori argentini, ansiosi ricercatori di novità pittoriche nel vecchio continente e tutti vissero la bohemia della  “Scuola di Parigi” (movimento eterogeneo nato nei primoi anni del secolo con pittori come Picasso, Chagall, Modigliani, Mondrian, Bonnard, Matisse, Arp, Delaunay, Miró, Brancusi, Foujita , Soutine ecc.)
Molti di questi giovani argentini, e soprattutto Spilimbergo, frequentarono lo studio di André Lhote, un Maestro orientato decisamente verso il CUBISMO con una particolare attenzione per il suo rigore costruttivo nello sviluppare uno stile razionale e geometrico, PERO’ “cercando contemporaneamente di conservare un legame con la pittura tradizionale, mettendo su tela soggetti figurativi presi dalla vita di tutti i giorni, come ritratti, paesaggi e nature morte”.

1959 AUTORITRATTO

1959 AUTORITRATTO

Cioè: NIENTE “ROTTURE” CON IL PASSATO, a dispetto dei “rotturisti “oggi incredibilmente, paranoicamente e noiosamente ancora di moda!
Spilimbergo….. ”frequenta lo studio di André Lhote e seguendo gli insegnamenti di questo Maestro cerca di conciliare la tradizione della pittura rinascimentale con lo spirito dell’arte moderna. In questo modo le sue ricerche si orientano verso il “ritorno all’ordine” degli artisti della Scuola di Parigi e nello stesso senso si potrebbe percepire la sua opera gravitante verso il Novecento italiano…..in generale la sua Pittura è retta dal concetto di chiarezza formale e rigorosa strutturazione geometrica delle forme e dello spazio, che frequentemente portano alla semplificazione e alla sintesi estrema”……

Sobrietà, austerità con una solidità quasi architettonica…..postimpressionismo, esperienza postcubista,  Cézanne però……

lino_enea_spilimbergo.jpg

Anche se immerso nelle esperienze avanguardistiche parigine, il cuore, i sentimenti, le passioni pittoriche di Spilimbergo sono in Italia e in particolare nel ‘400 italiano (MasaccioAndrea del CastagnoPaolo Uccello, la Scuola di Ferrara ecc. ), mentre i contenuti, i temi e i soggetti sono profondamente argentini e latinoamericani, la gente semplice, povera, gli immigranti, i lavoratori, la gente autoctona e la vita di questo “nuovo mondo”.
E questa è la grande novità di Spilimbergo, artista eternamente “emergente”.

Lo scultore Arturo Martini scriveva:
.”La modernità non è una trovata, ma è scoprire nuovamente l’anima delle cose, con l’intensità che circola nell’aria del proprio tempo…….è la traduzione della perenne realtà del mondo in un linguaggio poetico che sia del proprio tempo…..La modernità non esiste. L’eternità cercavo….” (in Mario De Micheli, La fuga degli Dei, Ed.Vangelista, Milano 1989)

ETERNITA’:………..Nel 1933 Lino Enea Spilimbergo collabora con David Alfaro Siqueiros nella realizzazione della Pittura Murale “Ejercicio plástico” e nel 1946 insieme ai pittori  Berni, Castagnino, Guimaras e Urruchua è uno dei realizzatori degli immensi murali che ornano la cupola del centro commerciale Galerias Pacifico di Buenos Aires.

Per conoscere meglio Lino Enea Spilimbergo si consigliano i seguenti siti web:

http://www.museospilimbergo.blogspot.com/ Unquillo, Córdoba, Argentina

http://es.wikipedia.org/wiki/Lino_Enea_Spilimbergo

http://www.paseosimaginarios.com/artistadelmes/spilimbergo/1.htm

http://arteyartistas.org/2008/06/03/lino-enea-spilimbergo-1896-1964/

http://www.mondolatino.it/arte/pittori/linospilimbergo.php (in italiano)

1 thought on “LINO ENEA SPILIMBERGO: il ‘400 italiano in Argentina.

  1. pittore notevole!!Forte sempre!
    sarebbero interessanti le date dei lavori.
    Chissà se ha conosciuto anche Gajoni magari da Andre Lhote…. c’è l’aria di quel tempo.

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