Buren,Garutti e Pistoletto: che pena!

4-zegnaTRIENNALE DI MILANO

La deprimente conferenza promossa dalla Fondazione Zegna dal titolo : “ALBERTO GARUTTI, MICHELANGELO PISTOLETTO. ARTE PUBBLICA, TERRITORIO E RESPONSABILITÀ SOCIALE”.

Luglio 2010. Una conferenza di persone famose, ma incredibilmente sprovviste di elementi e conoscenze sui problemi dell’Arte Pubblica.
Sembrava una conferenza di sopravvissuti alla distruzione totale, come se si stesse re-inventando l’Arte Pubblica da zero…..in ITALIA, CHE E’ LA PATRIA DELL’ARTE PUBBLICA!!!!!
La Fondazione Zegna e la Fondazione Pistoletto hanno promosso una serie di interventi di “Arte Pubblica” nel territorio di Trivero (Biella), sede della storica azienda Ermenegildo Zegna.

0-zegnaIl primo intervento di “ALL’APERTO” è realizzato nientepocodimenoche da DANIEL BUREN. Per non atterrare come un “ufo” a Trivero (Biella), vengono coinvolte le scuole locali con seminari sul “colore” (?), e dopo uno o due anni si inaugura l’opera di BUREN, che sono un centinaio di bandierine sul tetto dell’azienda Zegna!

6-zegnaIl secondo intervento di “ALL’APERTO” è del non meno famoso ROBERTO GARUTTI che, per affrontare il problema della convivenza tra uomini e animali, si avvale della collaborazione dei bambini delle scuole per “mappare” il territorio con i cani e le famiglie a cui appartengono. I cani vengono misurati, fotografati, riprodotti a grandezza naturale e installati su delle panchine che vengono collocate in vari punti di Trivero….contemporaneamente GARUTTI fotografa cani, famiglie e sua giacca (come firma), e anche le foto fanno parte dell’opera.

Attualmente si sta lavorando al Progetto Editoriale “VISIBLE”, che dovrebbe raccogliere la esperienza di 9 curatori con 41 progetti che interagiscono sul territorio con “questioni urgenti sul quotidiano”…..che vanno dal Progetto della Radio in Camerun, alla mappatura e classificazione degli “edifici incompiuti” in Sicilia.
Tutto bene per tutti i progetti di “VISIBLE”, di cooperazione, di ricerca, di interscambio culturale, di denuncia, di solidarietà e di altre cose urgenti e prioritarie……(ma l’Arte cosa c’entra?).

1-zegnaE per “ALL’APERTO” …..la sensazione dell’elefante che partorisce la formica è palesemente evidente nelle bandierine e cagnolini dei cari BUREN e GARUTTI.

Poi, nel video, si passa al cuore del dibattito: gli interventi di Michelangelo Pistoletto e Roberto Garutti…e qui cascano davvero le braccia. Entrambi si arrampicano sui vetri per dare un senso al loro concetto di “Arte Pubblica” con questioni come attenzione e interazione col sociale”, “creazione artistica non autoreferente”, “interscambio di plusvalori”, “natura e artificiosità” “funzione simbolica e linguaggio contemporaneo dell’opera” ecc. ecc….salvo poi a confondere le Istituzioni con i funzionari e burocrati delle Istituzioni…e dichiararsi, Pistoletto,antistatale” o “a-statale“…..nella sede della Triennale di Milano….e parlando di “Arte Pubblica”!

Ma, per esempio,….un Piano Regolatore sanno che cosa è?
E la “STORIA” (quella vera, che è fatta di sacrifici, sofferenze e conflitti) del territorio dove sta?
E la società civile (organizzazioni sociali, educative, culturali, sportive e ricreative in generale) sono solo riempitivi del tempo libero o hanno idee per il futuro?

2-zegnaNon una parola sulle radici, sulla cultura, tradizioni e storia del territorio, sui modelli di sviluppo che si sono susseguiti, sulle contraddizioni e sui percorsi che hanno portato alla attuale situazione, sulle cose positive e sulle cose negative che possono dare adito a cambiamenti futuri e suggerimenti sulle tematiche da affrontare. E, alla fine, neanche una parola sulle problematiche, proposte e idee di Integrazione Plastica negli spazi pubblici ed edifici pre-esistenti presi in considerazione, sulla “poliangolarità” e sulle tecniche e materiali e metodi di realizzazione dell’opera…….ben sapendo che nei nostri ambiti i metodi, materiali, strumenti e tecniche hanno una loro voce spesso DETERMINANTE per i risultati dell’opera.

Tutto sembra leggero e poco consistente, dialoghi da dilettanti, staccati dalla realtà oggettiva, una storia immobile, una realtà senza ambizioni, senza sogni, senza utopie…soprattutto senza radici decifrabili.

Politici, impresari, curatori e artisti con piccole idee e, logicamente, alla fine, con opere senza né passato né futuro:… minimali o “minimaliste”, che è lo stesso…..forse grandiose restano solamente le compensazioni economiche per i protagonisti (che suona meglio che “artisti”).

Che differenza, per fare solo un unico esempio, con il livello di dibattito e i risultati concreti ottenuti tra Architetti, Ingegneri, Pittori e Scultori per la Costruzione della Università Nazionale di Città del Messico negli anni ’50.

Dove sta oggi il cosiddetto “terzo mondo”?

Per consolarci potremmo dare una occhiata a cosa   Philippe Daverio consiglia alle genti del Trentino.…chissà forse andrebbe bene anche per le genti del Piemonte.


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