4 Gajoni salvati per miracolo!

Questa è una significativa storia successa nella nostra Italia di oggi, per la precisione in provincia di Pavia. Ci racconta il signor Giancarlo che: “l’operatore che tiene aperta la piazzola ecologica del mio comune, conoscendo la mia abitudine di chiedere sempre se fosse arrivato materiale ‘vecchio’ come libri, stampe, disegni ecc. …mi disse che alcuni quadretti un po’ malmessi li aveva appena lasciati un signore che aveva “ripulito” la sua casa, appena ereditata dopo la scomparsa di una sua anziana zia.
I quadretti erano sette, di piccole dimensioni con in comune il fatto di essere dipinti tutti su tavolette di fortuna.
Tre non sono firmati: un paesaggio campestre ed un viso di donna appena abbozzato non ho idea di chi siano, ma il terzo è una veduta tipicamente parigina con la Senna in primo piano ed è addirittura dipinto anche sul retro e riporta un barcone da carico con una lunga ciminiera…e a mio avviso, per alcuni particolari, per esempio i tetti delle case parigine, potrebbe essere del maestro Antonio Luigi Gajoni.
E invece sono firmati da Gajoni gli altri quattro piccoli lavori dell’epoca parigina del maestro. Come si può vedere dalle foto che allego ( anche se la scannerizzazione non è il massimo) ci sono due opere ad olio su tavolette di compensato: un ritratto di uomo e un ‘Arianna.

ANTONIO LUIGI GAJONI, "Arianna?", olio su tavoletta

Pero’ a me piacciono molto di più le altre due piccole opere, forse dei bozzetti, su carta… uno bellissimo, ad acquerello, con la cornice che richiama quella a pag. 87 del volume di Marco Fagioli “ANTON LUIGI GAJONI pittore da Parigi a S. Miniato”… Mi piacerebbe tanto capirne il significato… è un sogno? c’è un gigante seduto sulla montagna…una chiesa ai suoi piedi… una casa arroccata in cima…navi (da guerra ?) all’orizzonte… un veliero a vele spiegate…. e sulla spiaggia… un delitto?…. gente che scappa…
L’altro bozzetto, altrettanto bello, a tecnica mista con le due figure bianche in primo piano e la terza che occhieggia sullo sfondo, riporta la dedica autografa del Pittore, in segno di amicizia, con tanto di data da Parigi alla signora ( la “zia”proprietaria della casa lasciata in eredità).

ANTONIO LUIGI GAJONI, bozzetto

Devo ammettere che quando li ho trovati non conoscevo assolutamente nè le opere nè la storia della vita di Antonio Luigi Gajoni , ma mi incuriosirono subito per la loro bellezza e per un senso di “mistero” che sprigionavano…
Cercai informazioni su internet e non senza sorpresa trovai il bel voume citato di Marco Fagioli, che ovviamente acquistai subito in una libreria”

ANTONIO LUIGI GAJONI, bozzetto

Il Pittore GIANFRANCO TOGNARELLI, attualmente uno dei più importanti conoscitori dell’opera del Maestro Antonio Luigi Gajoni, ha risposto al Sig. Giancarlo:
I lavori in suo possesso sono interessantissimi, anche se non ben fotografati sono certamente dei Gajoni autentici. I due bozzetti su carta che giustamente lei trova misteriosi, sembrano studi per qualcosa che probabilmente stava elaborando, ed era il periodo nel quale poi sarebbe nato “La Ficelle”, che lei può vedere a pag. 13 del libro, un lavoro importante di cui Fagioli parla in modo approfondito, è il periodo di avvicinamento alla poetica metafisica- (surrealista).
Spiegare il significato dei lavori è difficile, e bisogna tener conto che Gajoni era un pittore complesso, tutti i suoi lavori hanno una ragion d’essere ed un significato, ma non esplicito e nemmeno simbolico. Era il periodo in cui si ricercava il mistero, quello che lei ha sentito osservando i lavori, quello che Eugenio D’ors gli fece notare davanti a “Les Charmes de la Vie”, come avrà letto nel libro. (questo senso metafisico di sospensione e mistero lo si ritrova poi anche in alcuni lavori degli ultimi anni del maestro Gajoni) . Quindi il mistero è nel soggetto e forse è bene che ognuno lo legga secondo la sua sensibilità, qualcosa di più approfondito al momento che avrà l’occasione di studiarli può dire Fagioli.
Trovo molto interessanti anche gli altri due piccoli oli, sia quella che lei chiama “Arianna” (forse è scritto sul retro del dipinto o è una sua deduzione?) che mi sembra un lavoro sempre dello stesso periodo e poetica, così come il ritratto che nonostante con riflessi sulla foto, mi sembra una cosa potente”.
Gianfranco Tognarelli ci scrive inoltre che “ Delle pitture del periodo di Parigi si conoscono solo le cose che hanno partecipato a mostre importanti e poco altro. È sempre un piacere trovare cose di quel periodo”……. e poi sintetizza “Per inquadrare il tutto: quando nel 40 Mussolini dichiarò guerra alla Francia (gli italiani n.d.r) furono allontanati da Parigi come nemici e confinati in un campo di raccolta sui Pirenei. Da li il ritorno in Italia, ma lasciando molte cose, poi la guerra….ecc.” …e alla fine sottolinea, in modo del tutto ottimista che ” se un lavoro è ben dipinto e c’è autenticità etc. ci sarà sempre qualcuno che non lo butterà”.

Antonio Luigi Gajoni "RITRATTO D'UOMO", olio su tavoletta

Personalmente credo che sia giustissimo lasciare la interpretazione del tema o del soggetto a ciascuno…. che “lo legga secondo la propria sensibilità”.
Potrei solo aggiungere alcune brevi considerazioni.
Sul “Ritratto d’uomo”, c’è evidentemente una forte volontà di ritornare alla semplicità, al “quattrocento”, a Masaccio, a Piero della Francesca, alla grande e potente pittura fatta con poco, quasi a ricordare Plinio il Vecchio quando, nella sua “Naturalis Historia” ci spiega che una delle meraviglie dell’antichità è stata la grande Pittura greca, e che il supremo Apelle (IV sec. a.C.) dipingeva praticamente mescolando solamente 4 colori: terra rossa, ocra, bianco e nero.
Mentre sui tre bozzetti direi che si possono inquadrare nella generale reazione “romantica” al positivismo, alla ipocrisia della società decadente e alla ragione borghese (Dada-Surrealismo), nel momento in cui si iniziavano a cercare nuove vie per la “condizione umana” rispetto alla alienazione della mentalità scientificista, allo spirito tecnolatrico, alla adorazione della macchina ecc. ….”la ribellione romantica è stata un riavvicinamento al mito” ….Le Erinni, figlie della notte?… Atena?. (Vedere Ernesto SabatoLo scrittore e i suoi fantasmi” edito da Meltemi nella collana Biblioteca)

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3 pensieri su “4 Gajoni salvati per miracolo!

  1. Salve,
    penso di aver anche io trovato un Gajoni in soffitta. Si tratta
    di un dipinto di piccole dimensioni su di una tavoletta di fortuna in cui è rappresentata una spiaggia con dune ed un faro. Sul retro si trova la scritta “Lanterne à … plage”, purtroppo non del tutto leggibile. Vorrei poter inviare una foto del dipinto al maestro Tognarelli per capire se si tratti di un originale.

    Vi ringrazio fin da ora per ogni indicazione saprete darmi.
    Michela

  2. Gentile Michela, le rispondero’ personalmente via email. Grazie, la saluto Sergio M.

  3. Buongiorno.

    Sono il nipote di A.L.Gajoni e mi sono trasferito in provincia di Pavia una ventina di anni fa.

    Sono molto curioso di avere notizie più precise sui quadri e, se questo fosse possibile, poterli vedere.

    Grazie per qualsiasi aiuto mi sarà fornito

    Cordialmente

    Sergio S.

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