Vargas Llosa: radiografia del nostro tempo e cultura

Anche il grande scrittore Mario Vargas Llosa si è unito allo TZUNAMI che si sta alzando contro quel fenomeno mafioso globale chiamato “Sistema dell’Arte Contemporanea”….(se va avanti così presto vedremo di nuovo le sane piogge di uova marce, come si usava un tempo, sulle pellicce e sulle pellacce truffaldine).

Nel suo ultimo saggio “La civiltà dello spettacolo” (“La civilización del espectáculo “ Ed Alfaguara Hispanica appena uscito in lingua spagnola),  Vargas Llosa centra la sua analisi sulla situazione attuale della cultura e dell’arte, entrate in un apparentemente inarrestabile processo di “FRIVOLIZZAZIONE”, dove tutto diventa irrimediabilmente “banale” o “light – nozione questa che è un errore tradurre come leggera, perchè in verità vuole dire irresponsabile e spesso idiota”.

Michilini, "PLAGIO", 1979, collage china e matita, cm.48x67

E’ una profonda, appassionata e commovente riflessione fatta da un “dinosauro con giacca e cravatta, circondato da computers” (come dice di se stesso) , che in certe parti suscita tenerezza per esporsi integralmente nudo e senza filtri, sia nelle sue profonde e mature esperienza letterarie che, all’estremo opposto, nelle sue innocenti conclamazioni politiche…. su quello stesso SISTEMA dominante che ha prodotto il disastro…. e che Edoardo Galeano definisce in quattro parole: “ Lo sviluppo è un viaggio con più naufraghi che naviganti”.
Il problema nasce dal “consumismo” e dalla “massificazione” della Cultura, che trasforma tutto in divertimento e spettacolo, cioè in “mercanzia usa e getta”… il cui prezzo non dipende più dal VALORE REALE dell’opera ma dalla “audience” e dal successo.

Michilini, "LA PORNOSHOW DI SUCCESSO",1978, tecnica mista,cm.42x35

In particolare quando Vargas Llosa parla di “consumismo” della cultura, le sue analisi sono perfette: “La cultura è diventata passatempo e quello che non è divertimento non è cultura” … “quello che si vende e ha successo è buono e quello che fallisce e non conquista il pubblico è cattivo… l’unico VALORE è quello commerciale definito dal MERCATO…..siamo nel pieno di questo periodo tragico nel quale il PREZZO è stato confuso con IL VALORE di una opera d’Arte”.
E fin qui va tutto bene…o meglio, è tutto chiaro che va tutto male.

La cosa diventa dubbiosa quando invece affronta il problema della “massificazione” della Cultura, entrando spesso in contraddizione, per esempio dove il suo dente avvelenato affonda nel “Maggio del ’68”….emancipazione della donna, si pero’…..liberazione sessuale, si pero’….contro l’autoritarismo, si pero’….

E d’altra parte, anche queste riflessioni di Vargas Llosa alla ricerca del capro espiatorio tra chi si ribella o si è ribellato all’ordine costituito, sono estremamente interessanti e fanno riflettere.

Credo che il problema di Vargas Llosa sia proprio quello di sentirsi “dinosauro circondato da computers”——il suo sbaglio è simile a quello dei guru dell’arte contemporanea: i nuovi linguaggi e le nuove tecnologie non sostituiranno MAI i linguaggi consolidati da una civiltà, proprio perchè la misura della crescita di una civiltà è direttamente proporzionale anche ALL’AUMENTO dei linguaggi comunicativi ed espressivi, E NON ALLA SOSTITUZIONE O SOTTRAZIONE .

A meno che non si preveda la DECADENZA e la FINE di questa nostra civiltà, nel qual caso sostituzioni e sottrazioni di linguaggi sarebbero parte dello sfascio totale.

Michilini, "MORTE SULLA CITTA'",1981, china, cm.50x35

“Nelle Arti Plastiche la frivolizzazione è arrivata a estremi allarmanti. La sparizione di minimi consensi sui valori estetici fa sì che in questo ambito la confusione regni e regnerà per molto tempo, giacchè non è possibile discernere con una certa obiettività cosa è avere talento o essere carenti di talento, cosa è bello e cosa è brutto, che opera rappresenta qualcosa di nuovo e durabile e quale non è altro che un fuoco fatuo. Questa confusione ha convertito il mondo delle arti plastiche in un carnevale dove genuini creatori e furbacchioni truffatori sono mescolati e spesso risulta difficile differenziarli. Inquietante anticipo degli abissi dove puo’ precipitare una cultura ammalata di edonismo a buon mercato che sacrifica tutte le altre motivazioni e valori al divertimento”.

Il problema, in questo drammatico caso è doppio. Da un lato la MAFIA che dirige il Sistema dell’Arte Contemporanea ha tutto da guadagnare da una babilonia generalizzata dove tutto è uguale al contrario di tutto (esattamente come le mafie finanziarie sovranazionali).

Dall’altro lato pero’ c’è la guerra in pianura, dove qualche boccalone pretende convincere che la videoarte, i fumetti e il digitale hanno sostituito la Pittura; che gli happening, performance e installazioni hanno sostituito la Scultura….che Facebook ha sostituito la Letteratura…..

……..che è come dire che l’aperitivo Spritz ha sostituito il buon bicchiere di Brunello di Montalcino!

Lasciamo co-esistere l’aperitivo Spritz e il buon bicchiere di Brunello di Montalcino, che sono cose completamente diverse per momenti diversi….e con VALORI REALI diversi….non è meglio?

Il problema non è quale linguaggio è più valido, quello tradizionale o quello “contemporaneo” o quello delle nuove tecnologie, ma il contenuto che questi linguaggi vogliono esprimere, perchè sembra sempre più evidente che, come scrive Vargas Llosa “La differenza essenziale tra la cultura del passato e quella di oggi è che quella pretendeva trascendere il tempo presente, durare, continuare viva nelle generazioni future, mentre che i prodotti di questa sono fabbricati per essere consumati all’istante e sparire come i biscotti o i popcorn”.

Michilini, "PULCINELLA E IL MONDO", 1995, olio su tela, cm.60x40

Per approfondire:

La fine della cultura secondo Vargas Llosa http://marcogiovannelli.blogspot.com/2012/05/la-fine-della-cultura-secondo-vargas.html

Il secolo XIX Vargas Llosa: «Basta con la cultura leggera»
http://www.ilsecoloxix.it/p/cultura/2012/04/16/APjOcvJC-vargas_cultura_leggera.shtml#axzz1stktwdnv

Mario Vargas Llosa: “Perchè siamo entrati nell’era della cultura frivola”
http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_news.asp?id_contenuto=3729941

Michilini, "CHE GUEVARA CON EL CRISTO AMARILLO", 1996, olio su tela, cm.60x70

5 thoughts on “Vargas Llosa: radiografia del nostro tempo e cultura

  1. ma non le pare singolare che gran parte degli autori di queste invettive siano quasi tutti ultrasettantenni?
    casuale?

  2. Gentile Sig. Alessandro, anche la nomenklatura del Sistema Arte Contemporanea ha più o meno la stessa età. Io credo che non sia questione di età ma di qualità.

  3. Sul principio della qualità non può che trovarmi d’accordo.
    Sulla fascia generazionale – non che sia indice necessariamente di pertinenza e lucidità, proprio non direi.
    Anche citando i più ‘attempati ‘connazionali, come Bruno Corà, Bonito Oliva, Pierlugi Tazzi, non mi pare si arrivi a quella fascia generazionale, e anche se fosse?
    La mia era un’osservazione ‘improvvisata’.
    Diciamo che trovo più prevedibile che un uomo di settant’anni trovi più naturali difficoltà a relazionarsi col contemporaneo.
    Ma questo, sia chiaro, non vuol dire che dica scempiaggini.
    Ci sono trentenni che dicono le stesse cose, e non per questo le reputo assennate.

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