Vittorio Sgarbi e l’arte di oggi

Ero un appassionato lettore dei primi libri di Sgarbi, poi, nauseato dalle sue buffonate pubbliche, ho preferito ignorarlo. Sono passati decenni e l’altro giorno un amico mi ha regalato l’ultimo suo libro: “L’arte contemporanea, ovvero l’arte di vedere l’arte”, che ho letto in un paio di ore.
Ne emerge uno Sgarbi ormai lontano dalle polemiche battaglie contro il sistema dell’arte contemporanea….adesso diventata “un dato NON ideologico, ma semplicemente cronologico”.
Rimangono alcuni (pochi) pallidi ricordi delle ragioni, delle motivazioni ed emozioni per l’autenticità e la dignità del lavoro creativo….. il resto è una carellata di funambolismi per giustificare la desolata situazione attuale dell’arte, con varie ciliegine del proprio operare “politicamente corretto”, come quella penosa esibizione di democraticismo sgarbiano nella Biennale di Venezia 2011.

Centro di Arte Pubblica Popolare di Fiano Romano, Il monumento a Di Vittorio, Cerignola, Foggia

Il mercato, la mafia, il business, il critico, il curatore, il politico, i sistemi economico-finanziari, i musei , il numero chiuso, “i movimenti dominanti dell’arte contemporanea, stimolati soprattutto dagli Sati Uniti” ….tutti elementi che vengono citati come reponsabili casuali di questa enorme crisi….quasi organicamente “naturali”e tra di loro indipendenti …guai a parlare di SISTEMA, guai a visualizzare le loro interconnessioni come un insieme, una “unità funzionale” allo sviluppo malato e suicida nel quale stiamo vivendo….un vero e proprio SISTEMA DELL’ARTE CONTEMPORANEA come estensione del sistema politico-finanziario sovranazionale di questa nostra epoca.

Secondo Sgarbi “lo stato dell’arte è disperante…e lo è per colpa di nessuno, cioè per colpa del tempo”!!!!
Che è come dire che se nel mondo l’ingiustizia, le guerre, la miseria e la fame aumentano esponenzialmente di anno in anno …”è per colpa di nessuno, cioè per colpa del tempo”!!!!

Mi chiedo come sia mai possibile che a quei livelli di partecipazione e conoscenza dei fenomeni sociali, politici e culturali si possano sostenere e vendere queste tesi come cose serie.

Aurelio C., Pittura Murale a Valenza Po, 1973, cm.270x2200

Ma c’è una cosa molto più importante in questo libro di Sgarbi……quando, parlando dell’Italia, cerca in tutti i modi di uscire dal buco, e teneramente si accorge che non tutto è perduto… quando visita i murales del Centro Sociale Leoncavallo di Milano…lì ha uno scatto di orgoglio e si ricorda che la Storia dell’Arte Italiana NON è una storia “da cavalletto”, di piccole dimensioni e di pensieri limitati…ma che caratterizzano tutta la nostra millenaria tradizione artistica sono i grandi cicli pittorici e scultorici integrati all’architettura, i grandi spazi delle “città ideali” completamente funzionali artisticamente al progetto umano e sociale in corso, la collaborazione professionale tra architetti, pittori, scultori per affrontare problemi grandi, immensi, difficili, sia tecnicamente, che creativamente e concettualmente…e tutto questo era la locomotiva che trascinava ad altissimi livelli l’artigianato italiano, i mestieri, la grande qualità dei prodotti italiani, frutto di un collegamento strettissimo tra la mente e la mano, tra l’intelligenza e la manualità.

Niki de Saint Phalle, Il giardino di Tarocchi, Grosseto

Sgarbi si limita a registrare asetticamente e miseramente che “Nel novecento tutto questo è finito: è finito il rapporto con lo spazio, è finita l’idea di poter dipingere il cielo. Le volte, le cupole da affrescare non ci sono più. E’ finito anche lo spazio per un vasto racconto del mondo come accadeva nei grandi cicli di affreschi” ecc. ecc.

CHE BUGIE!!!!!!…….Io credo che non si siano costruiti MAI tanti muri, tanti edifici pubblici e privati in Italia come in questi ultimi 70 anni. Mai si è speso tanto per cementificare l’Italia e riempirla di muri, cupole, volte, soffitti, scaloni e corridoi, gallerie e saloni e immense pareti idonee benissimo per la grande e specialissima NOSTRA tradizione artistica dell’affresco, per non parlare del mosaico, della ceramica, delle vetrate ecc. ecc. E mai si è speso tanto e buttato tanti soldi per chiamare architetti o artisti stranieri di “fama internazionale” a realizzare strutture ed edifici che i nostri professionisti italiani avrebbero fatto meglio e a minor prezzo.

David Alfaro Siqueiros, Il Poliforum Culturale dell'Hotel Mexico, Mexico D.F.

E da buon provincialotto eurocentrista, Sgarbi è costretto a solamente SFIORARE il Muralismo Messicano come esempio di Arte “grande” del Novecento…..e butta lì anche il nome di Diego Rivera!!!!! (che miracolo).

Se fosse uscito dal guscio avrebbe magari anche scoperto che in Messico non hanno solo dipinto migliaia e migliaia di metri quadrati di Pitture Murali, ma hanno anche APERTO STRADE PROFESSIONALI E CONCETTUALI nuovissime e utilissime per l’Arte Italiana, a partire dalla “Poliangolarità” che per la prima volta prende in considerazione il libero movimento dello spettatore nello spazio e le conseguenti deformazioni dei coni ottici….dove si prefigura un “muralismo cinematografico” idoneo alle metropoli del futuro…dove l’Arte Pubblica diventa tutt’uno con l’Architettura e lo spazio urbano pubblico e privato (e non l’effimero e gigantesco “soprammobile” da collocare di tanto in tanto e ruffianamente nelle piazze d’Italia)….e poi le nuove tecnologie meccaniche, i nuovi materiali dell’industria moderna, le nuove metodologie di lavoro creativo per l’uomo e il suo spazio pubblico della convivenza civile….e il nuovo rapporto con le committenze pubbliche e private (la più grande scultopittura del mondo, il Poliforum Cultural Siqueiros dell’Hotel Mexico, è stata commissionata da un privato e non dallo Stato!)…. tutto un mondo d’Arte che si apre in Messico….. le cui origini sono state, guarda caso, propriamente, UN VIAGGIO DI DIEGO RIVERA E DAVID ALFARO SIQUEIROS IN ITALIA negli anni ’20…alla scoperta dei segreti e delle genialità dell’Arte Maggiore italiana!!!!!!

Jose Clemente Orozco,”La cupola e la volta dell’Hospicio Cabañas a Guadalajara, Mexico

Il mondo artistico di Sgarbi finisce con PICASSO e i DADA…e poi “non possiamo non accorgerci che le opere d’arte odierne sono i video”….ecc. ecc.

Che è come dire che parlare direttamente con una persona non serve più perchè “non possiamo non accorgerci che il parlare odierno si fa con il cellulare ”!.

Sgarbi, apparentemente difensore dei linguaggi dell’arte cosidetti “tradizionali”, in realtà è funzionale solo alle grandi MENZOGNE su cui si regge il Potere di oggi. E’ un vecchio furbacchione con un suo pubblico…. che gli garantisce l’audience, niente di più.

Michilini,1982, Lonate Pozzolo (VA), pittura murale nella cupola di Santa Maria degli Angeli

8 thoughts on “Vittorio Sgarbi e l’arte di oggi

  1. ……”Che è come dire che parlare direttamente con una persona non serve più perchè “non possiamo non accorgerci che il parlare odierno si fa con il cellulare ”!.
    Notevole questo parallelismo.
    e daccordo con la tua posizione……

  2. Prendere spunto da Sgarbi per parlare d’arte moderna, qualsiasi sia il nostro punto di vista in proposito, è un puro abbaglio, sia che lo si denigri o che lo si celebri… Sgarbi è una macchietta priva di contenuti, ogni tanto butta giù un pensiero ‘ad effetto’ vecchio e stantio (vedi la storia dei graffitisti).
    Peccato che non si limiti a parlare di ciò che in effetti conosce meglio e del quale ha dimostrato di essere un buon divulgatore.
    Ora, fuori tempo massimo, cerca timidamente di riagganciarsi goffamente al treno della ‘contemporaneità’, che nell’ultimo ventennio ha cercato – senza alcun risultato – di osteggiare caparbiamente.
    Ma ho l’impressione che ormai non lo stiano ad ascoltare nemmeno i suoi devoti.

  3. sgarbi ormai fa il critico d’arte come un hobby, nei ritagli di tempo che la sua presenza continua in qualunque luogo, in qualsiasi contesto a parlare di qualsiasi cosa, gli lascia liberi. È diventato un tuttologo. Fare il critico d’arte implicherebbe lo studio indefesso, la presenza continua in biblioteche, in musei, in monumenti, in mostre d’arte, viaggi frequenti all’estero perchè l’arte non è solo “italiana”, ecc.. Lui si è assicurata la claque di un numero di fan ignoranti delle cose dell’arte, ottusamente certi che capire l’arte sia una cosa facile, accessibile a tutti con nessuno sforzo (è quello che dice lui) e va avanti tranquillo come un bulldozer. Dice le cose sull’arte che questa gente vuol sentirsi dire. Il suo atteggiamento é ormai quello di una prostituta. Con tutto il rispetto per le signore che fanno quel mestiere!

  4. Apprezzo il Professore, senza per questo essere un lecchino; credo sia fra i più grandi conoscitori di Arte antica, ma anche contemporanea. Non capisco tutto questo astio per una persona colta; forse perchè dice quello che pensa, e a tanti di voi, da molto fastidio…
    Maestro
    Salvatore PONTI
    Nobel dell’Arte 2012

  5. Signor Michilini, ho letto il post, da Lei consigliato, e ho lasciato il mio commento; pero’ vorrei ribadire che prima di denigrare il Proff. Sgarbi, si dovrebbe parlare dei danni devastanti della trans-avanguardia, portata avanti da un altro famoso critico d’Arte. Per quanto riguarda il Nobel assegnatomi, devo dire che non è il mio l’unico riconoscimento Artistico.
    Se vuole, ci vediamo alla prima Biennale di Palermo, ove partecipo in qualità di ARTISTA!! Cordiali saluti.

  6. Che la transavanguardia sia stata una bufala creata ad arte è sotto gli occhi di tutti. Artisti creati dai media. Gente che neanche sa dipingere. Picasso aveva una tecnica superiore e su questa base ha elaborato il cubismo. Non è stato indotto da forze esterne, si è creato da sé il suo stile.

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