Azzurro…di Rubén Darío

Ho appena terminato questo quadro, impegnativo, anche se apparentemente piuttosto “semplice”, credo. Si tratta di un dipinto ispirato alla raccolta di liriche e poemi in prosa “AZZURRO”, dello scrittore nicaraguense Rubén Darío, pubblicata nel 1888 in Cile. E’ un libro giovanile di Rubén Darío, massimo esponente del modernismo in lingua spagnola o “castigliana” (la quarta lingua più parlata al mondo in termini assoluti).

Azzurro è la prima opera poetica e il primo capolavoro di questo scrittore, che ha rivoluzionato il linguaggio spagnolo, in un certo senso, “da antico in moderno”.

Sergio Michilini, AZZURRO, 2013, olio su tela, cm.122×80

Il dipinto “AZZURRO” rappresenta Rubén Darío nel mezzo dei poeti francesi che lo ispirarono per scrivere il suo primo capolavoro giovanile, con cigni, colombe, nuvole, idee, forme ed emozioni che percorrono il cielo. E, nel telone di fondo di questo scenario, una rappresentazione del Monte Rosa, che è la montagna della mia terra, e che può essere anche il simbolo dell’illimitato amore di Darío per la Grecia e per l’Italia.

Michilini, AZZURRO, particolare

I poeti francesi rappresentati sono gli stessi che Darío descrisse, nella “Storia dei miei libri”, per la genesi di “AZZURRO”: Catulle Mendès, Théophile Gautier, Gustave Flaubert, Paul de Saint-Victor y Victor Hugo.

Michilini, AZZURRO, particolare

Rubén Darío scrisse (traduzione non professionale del sottoscritto):
“L’origine della novità è stata la mia recente conoscenza degli autori francesi del Parnaso, perchè in quei momenti la lotta simbolista in Francia era appena iniziata e non era conosciuta all’estero, e meno nella nostra America. Catulle Mendes è stato il mio vero iniziatore, un Mendes tradotto, perché il mio francese era ancora precario.

Michilini, AZZURRO, particolare, ritratto di Catulle Mendes

Alcune delle sue storie lirico-erotiche, qualche poesia occasionale di quelle incluse nel “Parnasse contemporain”, sono state per me una rivelazione. Poi arrivarono altre precedenti e più importanti: Gautier, il Flaubert di “Le tentazioni di S.Antonio”, Paul de Saint Victor, che mi apportarono una inedita e abbagliante concezione dello stile.

Abituati all’eterno cliché spagnolo del Secolo d’Oro ella sua indecisa poesia moderna, ho scoperto nei francesi che ho citato una miniera letteraria non sfruttata: l’applicazione della loro maniera di aggettivare, alcuni modi sintattici, la loro aristocrazia verbale, al castigliano.

Michilini, AZZURRO, particolare, ritratto di Théophile Gautier

Il resto lo darebbe il carattere della nostra lingua e la capacità individuale. E io, che sapevo a memoria il “Dizionario dei gallicismi” di Baralt, mi sono reso conto che non solo il gallicismo opportuno, ma anche alcune caratteristiche di altre lingue, sono utilissime e di incomparabile efficienza in un appropriato trapianto. Quindi le mie conoscenze di inglese, di italiano, di latino, sarebbero servite più tardi per lo sviluppo dei miei scopi letterari.

Ma la mia comprensione del mondo dell’ arte verbale francese non aveva iniziato in terra cilena. Anni prima, in America Centrale, (…) il mio spirito adolescente aveva esplorato la vasta giungla di Victor Hugo e aveva contemplato il suo oceano divino, in cui è contenuto tutto. “

Michilini, AZZURRO, particolare, ritratto di Victor Hugo

Originale in spagnolo:
Al referirse, en “Historia de mis libros”, a la génesis de “Azul”, escribió Darío:

El origen de la novedad fue mi reciente conocimiento de autores franceses del Parnaso, pues a la sazón la lucha simbolista apenas comenzaba en Francia y no era conocida en el extranjero, y menos en nuestra América. Fue Catulle Mendes mi verdadero iniciador, un Mendés traducido, pues mi francés todavía era precario.

Algunos de sus cuentos lírico-eróticos, una que otra poesía de las comprendidas en el “Parnasse contemporain”, fueron para mí una revelación. Luego vendrían otros anteriores y mayores: Gautier, el Flaubert de “La tentación de St. Antoine”, Paul de Saint Victor, que me aportarían una inédita y deslumbrante concepción del estilo.

Michilini, AZZURRO, particolare, ritratto di Gustave Flaubert

Acostumbrado al eterno cliché español del Siglo de Oro y a su indecisa poesía moderna, encontré en los franceses que he citado una mina literaria por explotar: la aplicación de su manera de adjetivar, ciertos modos sintácticos, de su aristocracia verbal, al castellano.

Lo demás lo daría el carácter de nuestro idioma y la capacidad individual. Y yo, que me sabía de memoria el “Diccionario de galicismos” de Baralt, comprendí que no sólo el galicismo oportuno, sino ciertas particularidades de otros idiomas, son utilísimas y de una incomparable eficacia en un apropiado trasplante.

Michilini, AZZURRO, particolare, ritratto di Paul de Saint-Victor

Así mis conocimientos de inglés, de italiano, de latín, debían servir más tarde al desenvolvimiento de mis propósitos literarios. Mas mi penetración en el mundo del arte verbal francés no había comenzado en tierra chilena. Años antes, en Centroamérica, (…) mi espíritu adolescente había explorado la inmensa selva de Victor Hugo y había contemplado su océano divino, en donde todo se contiene.”

Michilini, AZZURRO, particolare, ritratto di Victor Hugo

Sergio Michilini, AZZURRO, 2013, olio su tela, cm.122×80 (particolare)

Michilini, AZZURRO, particolare, ritratto di Rubén Darío

Michilini, AZZURRO, particolare, ritratto di Rubén Darío

Michilini, AZZURRO, particolare, ritratto di Rubén Darío

Michilini, AZZURRO, particolare

Michilini, AZZURRO, particolare

Michilini, AZZURRO, particolare

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Per approfondire l’argomento letterario:

La poesia modernista / Giuseppe Bellini

Conferimento della Laurea Honoris Causa in Lingue e Letterature Romanze e Latinoamericane a Giuseppe Bellini:

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