Pittori: come farsi legittimare, storicizzare, consacrare e autorizzare

Ieri, per l’ennesimo trasferimento, stavo impaccando tavolozze, tele, pennelli e tubi di colore ad olio e pensavo: chissà se potrò ancora dipingere con questi colori….sono carissimi e per un quadro ormai nessuno paga neanche il costo dei materiali professionali.
Neppure i negozi per Belle Arti ormai vendono di questi materiali di alta qualità.

Ormai i pittori sono costretti a dipingere quasi tutti con materiali economici e scadenti per poter guadagnare qualcosa dalle vendite. E cosí al posto dei pigmenti rari e pregiati di un tempo il pittore oggi é costretto a usare questi coloranti sintetici che si alterano nel giro di pochi anni, o questi fanghi industriali impossibili per una pittura di luce e di colore.
In questo mondo alla rovescia, perverso e assurdo, qualche anno fa avevo affrontato un altro tema surreale riguardante la carriera del pittore e il 28 luglio 2013 avevo scritto un Post intitolato “Italia: Dittatura nell’Arte e arte della Dittatura” che fondamentalmente trattava l’argomento della “carriera” che dovrebbe percorrere un giovane pittore per essere LEGITTIMATO, STORICIZZATO, CONSACRATO e AUTORIZZATO ad entrare nei venerabili canoni e sacri meccanismi del divino MERCATO DELL’ARTE.

E’ ovvio che insieme al pittore anche l’opera da lui prodotta per essere LEGITTIMATA, STORICIZZATA, CONSACRATA e AUTORIZZATA deve “andare bene”, cioè deve rispondere esteticamente nella sua forma e contenuto ai venerabili canoni e sacri e misteriosi meccanismi del divino MERCATO DELL’ARTE.

Tutto il resto non esiste; puo’ anche nascere un nuovo Michelangelo o un nuovo Caravaggio o Van Gogh o Picasso ma, come dice Sgarbi, se oggi sta “fuori dal mercato” é un “artista morto”, un cadavere, un morto vivente, uno zombie.

12 anni fa ho scoperto, quasi casualmente, le condizioni indispensabili per essere ammessi nel “Sistema del Mercato dell’Arte Contemporanea “: dopo più di mezzo secolo di professione, ho scoperto che come PITTORE ITALIANO non ero nè “legittimato” nè “storicizzato” (e ovviamente neanche “consacrato”)…e da allora credo che in Italia non sono neanche più “autorizzato” a dipingere…e perciò, purtroppo, rientro nell’ampio novero di quelli che Sgarbi definisce “artisti morti” in quanto “fuori dal mercato”.

Sono dunque, come molti, un PITTORE ITALIANO ZOMBIE, che vi sta scrivendo dalle catacombe…..e questa è la storia personale di questa scoperta:

12 anni fa avevo deciso di “tirare i pennelli in barca” e di auto-isolarmi, perché le mostre “fai da te” erano diventate ormai troppo dispendiose in fatto di tempo, energie e costi….e la piovra della cosiddetta ”arte contemporanea” aveva già invaso tutti gli altri spazi “ufficiali”… ma ho voluto fare un ultimo tentativo sul versante non istituzionale ma impresariale.

Mi sono imposto di visitare le più importanti Fiere d’Arte d’Italia per parlare e presentare i miei lavori ai Direttori delle Gallerie private. Sono stato a MiArt-Milano, ad Artissima-Torino,all’Artefiera di Bologna, ArtVerona ecc. e ho parlato con centinaia di Direttori, forse migliaia, non so….ma in quei capannoni industriali claustrofobici e pieni di cose grottesche, volgari  e pesanti ho avuto vari momenti di svenimento depressivo…e se non fosse stato per le energie pulite e sempre rinnovate della mia giovane moglie Valeska, sarei scappato volentieri fin dal primo stand della prima fiera.

Ricordo molto bene il sorriso esagerato dei Direttori quando noi si entrava nello stand….salvo cambiare d’improvviso l’espressione e tutto l’aspetto al sapere che non eravamo nè compratori nè potenziali clienti.

Quando gentilmente mi presentavo come PITTORE la faccia del Direttore cambiava immediatamente espressione, diventava schifata, nauseata,disgustata, arrogante, insolente, insofferente…come fossi un lebbroso, quasi vomitandomi in faccia.

Praticamente nessuno voleva vedere le foto dei miei dipinti, e neanche avere un mio catalogo in regalo…e i pochi che malvolentieri davano una occhiata distratta ai miei lavori immancabilmente emettevano la stessa e identica sentenza senza appello “NON VA BENE”.

Ma cosa non va bene, chiedevo…dipingo male? No, mi dicevano, non sono dipinti male, ma questi lavori “NON VANNO BENE”….tre o quattro Direttori hanno anche specificato tagliantemente che i miei lavori non avrebbero MAI potuto entrare in quelle Fiere.

A forza di deambulare in quei gironi infernali, alla fine ho trovato il Direttore di una grossa Galleria di Milano, stranamente gentile e disponibile a chiacchierare.

Ci siamo seduti nel salottino del suo Stand…e ad un certo momento, di botto, mi ha chiarito il problemone: LO SA PERCHE’ I SUOI LAVORI NON VANNO BENE?, PERCHE’ LEI NON E’ STATO NE’ STORICIZZATO NE’ LEGITTIMATO…..a si?, dico io, e cosa devo fare per storicizzarmi e legittimarmi?…..

….in via del tutto eccezionale, mi dice, IO CONOSCO IL TAL SENATORE, CHE POTREBBE FARLE FARE UNA MOSTRA NEL TALE MUSEO….COSI’ LEI SAREBBE “STORICIZZATO”…E DOPO IO POTREI ORGANIZZARE UNA SUA MOSTRA NELLA MIA GALLERIA, E IN TAL MODO LEI INCOMINCEREBBE AD ESSERE “LEGITTIMATO ecc. ecc.”….

E io che ingenuamente credevo che la “legittimazione” venisse dal titolo di studio all’Accademia di Belle Arti, dall’Abilitazione all’Insegnamento di Materie Artistiche e da mezzo secolo di carriera didattica e produttiva tra l’Europa e l’America!!!!….

….mi ritrovavo invece a sapere che la “legittimazione” te la danno i galleristi…..previa “storicizzazione”….che viene fatta dei Direttori dei Musei (FINANZIATI CON DENARO PUBBLICO)…su raccomandazione di un Senatore dello Stato italiano!…(conoscendo la situazione italiana mi immagino che per mettere in moto le varie articolazioni del marchingegno c’è bisogno di distribuire pecunia doverosa e abbondante e direttamente proporzionale al livello dei tre jolly menzionati).

Quindi riassumendo:

LEGITTIMATO non è colui che ha i titoli per operare professionalmente (come un Architetto, un Dottore, un Ingegnere ecc.), ma chi rientra nel “sistema” delle Gallerie d’Arte Contemporanea, previa “Storicizzazione”.

STORICIZZATO non è colui che viene definito come personaggio incisivo di un processo storico di una determinata civilizzazione, ma chi viene promosso dal Direttore di un Museo di Arte Contemporanea, previa raccomandazione di un politico.

CONSACRATO non è colui che, dedicandosi con onore, dignità e abnegazione assoluta alla ricerca, alla creazione o ad altre attività umanistiche viene riconosciuto da una società o nazione o Stato, ma chi viene selezionato e utilizzato a fini lucrativi dal connubio rituale POLITICO/DIRETTORE DI MUSEO/GALLERISTA PRIVATO.

AUTORIZZATO non è colui che vuole svolgere dignitosamente una attività professionale, come diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, ma chi rientra nei parametri del “Sistema dell’Arte Contemporanea” e ne condivide con l’azione e le opere il “ruolo di strumento per la diffusione del consenso all’ideologia dominante” (vedi il Manifesto “ARTE E DECRESCITA”)

Siamo quindi di fronte ad un sistema drogato e corrotto, economicamente molto simile al famigerato sistema di “Tangentopoli”, dove la corruzione stava sia in chi pagava che in chi riceveva la tangente.

Purtroppo sono finiti i tempi in cui il il gallerista andava a cercare i pittori e a visitare i loro studi….i galleristi oggi sono oberati e bombardati quotidianamente da “artisti” che invadono le loro gallerie con proposte di tutti i tipi e disposti a TUTTO per auto-promuoversi.

Diventa allora un gioco abbastanza facile selezionare chi può e chi non può entrare nella filiera del Sistema dell’Arte Contemporanea…chi sono gli ARTISTI D’ARTE CONTEMPORANEA da LEGITTIMARE, STORICIZZARE, CONSACRARE E AUTORIZZARE.

E ciononostante questo non è l’aspetto più preoccupante del problema.

Con il “Sistema dell’Arte Contemporanea” vigente ormai ci troviamo nel bel mezzo di una Dittatura sofisticatissima, complicata e articolata, dove le imprese commerciali si avvalgono delle Istituzioni Pubbliche, dei Politici e del denaro dei cittadini per fare il BUSINESS PRIVATO, si…. ( cosa di per sè ignobile e miserabile)……ma soprattutto per imporre solo una forma d’arte, quella denominata “Arte Contemporanea” le cui centrali di controllo e comando tutti sanno ormai che stanno oltreoceano.

Un pochetto peggio, allora, dell’Arte di Hitler, perché qua c’è sia la pretesa della esclusività di una sola forma d’Arte nella nostra Italia…sia il servilismo verso centrali di manipolazione e direzione che stanno all’estero.

A causa di questa penosa situazione…illegale perché contraria ai nostri Principi Costituzionali…molti buoni e ottimi Pittori, Scultori, Ceramisti, Mosaicisti ecc. sono costretti a lavorare oggi nelle catacombe, nella clandestinità o forse anche nell’esilio.

Anzi, sono abbastanza convinto che le migliori opere d’arte italiana che vengono prodotte oggi, non stanno nei Musei o nelle Gallerie di Arte Contemporanea….
…e riflettendo con Gramsci (“il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà”), mi verrebbe da dire che, vista la situazione, MAI PIÙ’ queste opere entreranno nei Musei e nelle Gallerie cosiddette di “ARTE CONTEMPORANEA”…e che ciononostante è importante continuare a lavorare, a produrre e a insegnare, perché l’Arte, la Bellezza e la Felicità sono indispensabili all’essere umano…sono alimento spirituale necessario per gli esseri umani…e sono RESISTENZA rispetto ai piani globali di dominio nel mondo.

I Pittori che lavorano fuori da questa specie di mercato MAFIOSO non sono “morti” come dice Sgarbi. “Morti” sono coloro (“artisti”, curatori, Funzionari dello Stato, Direttori dei Musei ecc.) che ci sguazzano in questo pantano che si chiama “Sistema dell’Arte Contemporanea”, l’ARTE DI STATO dei giorni nostri..

Leggo in Internet sulla tragica condizione della Pittura e dei Pittori di oggi:

“ A differenza del passato, le strategie di valorizzazione di nuovi artisti non prevedono più tempi lunghi in vista di una legittimazione e storicizzazione che si costruisce progressivamente, ma tempi molto brevi, basati su investimenti consistenti, sull’organizzazione di mostre a tappeto in gallerie e musei e sulla promozione a livello critico e con logiche di marketing attraverso i media: il tutto finalizzato a creare un “caso” alla moda e una rapida accelerazione dell’interesse collezionistico della febbre speculativa.
[…]
Anche in passato, in particolare nelle fasi economiche favorevoli, si susseguivano a ondate successive delle tendenze alla moda, con artisti a cui arrideva un successo per lo più effimero (basta verificare quanto numerosi sono i nomi che erano noti in certi periodi e che ora sono più o meno dimenticati), ma questo avveniva con ritmi molto più lenti e, quasi sempre, senza il coinvolgimento diretto dei musei.
[…]
Ma negli ultimi lustri, essendo aumentata la concorrenza ed essendo molto più costose le operazioni di lancio in grande stile, i mercanti hanno puntato sempre più di frequente su investimenti a breve termine, in vista di una resa immediata dei capitali investiti. In questo senso, il funzionamento del sistema artistico, è diventato progressivamente sempre più rapido su scala internazionale, e la logica economica di necessità sempre più condizionante, tale da non poter più rispettare i tempi autonomi, non programmabili, di maturazione delle nuove ricerche artistiche (e dei veri artisti creativi), espressione di autentici valori culturali. Ciò non significa che l’arte migliore non possa emergere, ma questo avviene all’interno di un sistema più drogato e confuso, carico di proposte artistiche più o meno effimere e alla moda, che però vengono presentate come valori con tutti i crismi dell’arte autentica, anche grazie alla consacrazione istantanea da parte dei musei, la cui funzione di selezione sulla base di criteri storico-critici tende, sovente, a trasformarsi progressivamente in quella di promozione e supporto degli artisti sostenuti dai mercanti più potenti, senza più sufficiente distacco culturale e indipendenza nelle scelte.

Francesco Poli, “Producción artística y mercado”

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