“FUNARTE”: LA FANTASIA AL POTERE

115La fantasia al potere” era uno slogan che si usava spesso nella nostra gioventù. E nel 1982 iniziammo a concretizzare questa idea in Nicaragua, dove era in corso una Rivoluzione NUOVA, differente da tutte le precedenti, umanista, e diretta da cristiani e marxisti insieme e con il meglio di entrambe le visioni del mondo.
Ci incontrammo a Managua, alcuni pittori italiani e una trentina di studenti d’Arte nicaraguensi e creammo la leggendaria Scuola Nazionale di Arte Pubblico-Monumentale, nell’ambito istituzionale del Ministero di Cultura diretto da Padre Ernesto Cardenal.

Si integrarono alla Scuola vari artisti e giovani studenti provenienti da tutte le parti del mondo.

2009 settembre: 20 di FUNARTE, da sinistra: Bayardo Gamez, Janet Pavone, Daniel Hopewell e Sergio Michilini

2009: 20 Anniversario di FUNARTE, da sinistra: Bayardo Gamez, Janet Pavone, Daniel Hopewell e Sergio Michilini

In particolare tre di questi fecero sodalizio tra di loro e crearono una meteora che ancora oggi risplende, più luminosa che mai, nei cieli del Nicaragua: CECILIA HERRERO dall’Argentina, DANIEL HOPEWELL dall’Inghilterra, e JANET PAVONE mi pare australiana o statunitense.
Nel 1988 formarono il “Collettivo di Muralismo Boanerges Cerrato”, e se ne andarono nella città di Estelì, a circa 150 chilometri al nord di Managua, e lì fondarono i TALLERES (laboratori) DE MURALISMO INFANTIL.

Da allora sono passati 20 anni, questi Talleres si sono trasformati in “FUNARTE” (Fundación de Apoyo al Arte Creador Infantil), sono stati formati circa 50.000 bambini, adolescenti e giovani e circa 5.000 maestri, educatori, direttori di scuole, delegati del Ministero di Educazione, lider comunitari, genitori ecc.

Nel 2004 la città di Estelì con ormai più di 150 murali dipinti negli edifici pubblici e privati, è stata dichiarata “CITTA’ DEL MURALISMO”.

Nel 2005 è stato realizzato il murale più grande del mondo (più di 4 chilometri di lunghezza) con la partecipazione di 1.500 bambini, ottenendo la iscrizione al libro dei GUINNES RECORD.

Nel 2009 una risoluzione municipale ha proclamato il 19 di settembre “Giorno della infanzia e della adolescenza muralista”

Da destra verso sinistra: Daniel Hopewell, Anabel Garcia (Direttrice di FUNARTE) e Janet Pavone.

Da destra verso sinistra: Daniel Hopewell, Anabel Garcia (Direttrice di FUNARTE) e Janet Pavone.

Ma ci vorrebbe molto più spazio per raccontare questi 20 anni di “FANTASIA AL POTERE” che sono stati festeggiati in Estelì la scorsa settimana.
Chissà possiamo sintetizzare alcune considerazioni e lezioni che FUNARTE ha dato a tutti:

1)La Pittura Murale è stata un mezzo per formare coscienza nelle nuove generazioni, sui Diritti Umani, sul rispetto della natura, sulla Pace e sulla ricerca di nuovi percorsi sostenibili per il futuro della umanità e del pianeta Terra.

2) La formazione è stata incentrata sui valori della solidarietà, della fratellanza e del lavoro di gruppo, nel rispetto per le individualità e diversità e libertà creativa, e non c’è invidia, né arroganza, né vanità da parte di nessuno.

3)La Pittura Murale è un linguaggio vigente, sempre nuovo, contemporaneo, alla portata di tutti e per tutti, un modo per comunicare emozioni, sensazioni, idee e di sviluppare pensiero ed azione.

In realtà FUNARTE non ha portato la fantasia al potere in Nicaragua, però è riuscita, autonomamente da burocrazie, censure e politiche rie varie, ad esercitare il potere di divulgare la fantasia tra i giovani…e la fantasia è il primo passo per l’azione e quindi per la trasformazione della realtà.

“FUNARTE”

ESTELI – NICARAGUA – CENTROAMERICA
http://www.funarte.org.ni
funarte@turbonett.com.ni
Tel. 2713-6100 (Nicaragua)

1 pensiero su ““FUNARTE”: LA FANTASIA AL POTERE

  1. PADRONI E SERVI DI FRONTE ALL’ ARTE, NELL’ ETERNA LOTTA TRA IL BENE E IL MALE. 2

    “ Il dominante di infima qualità, quello che si impone con la violenza, col crimine, col furto, con l’inganno, mantiene invece i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui. Il governato, il cittadino qualunque, che si affanna a sopravvivere nel degrado ambientale, familiare e personale in cui il cattivo padrone lo fa esistere, non riesce a trovare le energie per cacciare il cattivo padrone dalla greppia. E per questo il cattivo dominante sembra eterno, potente e non abbattibile, quando in realtà cacciarlo sarebbe facile, basterebbe che il popolo mostrasse volontà, iniziativa, organizzazione, fermezza e perseveranza, e tenesse di più i soldi che si è sudato dentro le proprie tasche, invece di farseli estorcere senza reagire.
    I dominati che rimuovono dalla loro mente ciò che è sgradevole, che si rifugiano nell’inanità, nell’indolenza, nell’ironia, nel lasciar correre, nel “ma che ce frega, ma che ce ‘mporta”, sono i migliori alleati del cattivo padrone. Per loro sono stati costruiti stadi, discoteche, centri commerciali. Per mantenerli stupidi e inoffensivi servi.”
    ( Da “Le due Italie: un regresso spacciato per progresso” di Filippo Matteucci )

    “ La logica dei politici é: se un’attività si sviluppa molto devi regolamentarla; se ancora si sviluppa è necessario tassarla.”
    ( Ronald Reagan )

    “ La società aperta è impossibile senza la logica competitiva. Senza mercato non c’è società aperta . Il risentimento contro il mercato è il risentimento contro la civiltà. ”
    ( Ludwig Von Mises )

    “ Ringraziando il ladro ( lo Stato) che restituisce loro una piccola parte del maltolto, i sudditi si abituano così a vedere nel tiranno una sorta di benefattore. ”
    ( Etienne de la Boetie )

    “ La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a pranzo. La libertà un agnello bene armato che contesta il voto. ”
    ( Benjamin Franklin ).

    “ La moda che detta regole su vestiti e accessori, sull’acconciare il proprio corpo, sul modo di parlare, perfino sulle tipologie di proprietà mobiliari e immobiliari, è solo un mezzo per svuotare le tasche alla gente comune asservendola. E’ fin troppo facile far leva sulla limitatezza e sulla scarsa identità culturale e familiare di chi ha bisogno di far parte del gregge, di essere uguale e quindi non inferiore agli altri, su chi vive dell’esteriorità, dell’ambizione di manifestare un qualche se stesso perché non ha un se stesso. Da sempre l’autolesionismo del servo gratifica e rassicura il padrone. “
    ( Da “Meravigliosamente naturale. Bellezza e autenticità nell’arte e nel costume” di Leonarda Venuti )

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