Birra artigianale in provincia: chi, dove, come, quanto

 

Per raccontarvi come si deve il mondo della birra artigianale della nostra provincia, che poi è uno degli scopi del nostro blog, è necessario di tanto in tanto fare il punto della situazione scattando una “fotografia” che aiuti a capire le sfaccettature di questa realtà.
Per questo Malto Gradimento ha deciso di tracciare una sorta di annuario della birra artigianale in provincia che racconti attraverso alcuni semplici dati (riferiti all’anno 2012) qual è lo stato dell’arte sul nostro territorio. Una piccola indagine che non tiene conto della qualità dei prodotti, dei giudizi organolettici o dei premi vinti, ma solo delle indicazioni di massima per inquadrare quali sono e cosa fanno i microbirrifici varesotti.

CHI SONO – Il nostro censimento ha riguardato solo le unità con produzione propria, escludendo quindi chi commercializza birra realizzata altrove (è il caso per esempio della birra alle castagne di Brinzio). I protagonisti della vita brassicola varesotta sono sei, si trovano tutti nel sud della provincia (quello più settentrionale è a Carnago…) e anche al loro interno non sono un gruppo omogeneo per dimensione e storia. – CLICCA SULLA CARTINA in alto per ingrandirla.
Il più antico è La Fabbrica di Saronno che risale al 1998 (i primi in Italia sono datati ’96) anche se in questi anni ha cambiato diverse gestioni sul fronte pub e negli ultimi mesi ha vissuto un nuovo “stop and go”. Il più recente è Vis Beer di Cardano al Campo, nato proprio nel corso del 2012 e subito votato all’ingrandimento. Nel mezzo possono essere considerati storici i due bustocchi, entrambi del 2004: L’Orso Verde (forse il più famoso) e L’inconsueto. Altra annata importante il 2010 quando hanno visto la luce Extraomnes a Marnate e Siebter Himmel (che da poche settimane si chiama Birrificio Settimo) a Carnago: due produttori nati come costole di iniziative più ampie (la torrefazione El Mundo e la catena Fabbrica Pizza) grazie alla discesa in campo di imprenditori lungimiranti ma anche attenti alla qualità.

LE BIRRE – Tutti i sei microbirrifici varesotti propongono, nella propria carta, birre ad alta fermentazione: Settimo ed Extraomnes in particolare si ispirano espressamente agli stili belgi mentre la proposta degli altri spazia su un arco più variegato. Tutte hanno in catalogo almeno una birra di frumento, che sia in stile tedesco o belga. A produrre con bassa fermentazione sono invece solo L’Orso Verde e Vis Beer.
Per quello che conta (non è certo il dato più importante), in provincia di Varese dovrebbero essere censite 53 diverse birre: 30 sono quelle prodotte con regolarità durante l’anno, 23 quelle stagionali od occasionali.

LA QUANTITA’ – Come accennato, sono pochi i punti in comune tra le diverse esperienze del nostro censimento e questo vale anche per la quantità di birra prodotta che in tutto si attesta sui 3.010 ettolitri. La Fabbrica è fanalino di coda ma è un caso a se stante sia per via del cambio di gestione (i 30 hl accreditati sono frutto del lavoro svolto tra gennaio e ottobre; la produzione è ripresa nel 2013) sia per la quasi assenza della rete distributiva (fondamentalmente la birra viene servita nel pub annesso). Un solo birrificio valica la soglia dei mille ettolitri, si tratta dell’Orso Verde che si attesta a quota 1.100, livello cui potrebbe puntare nel 2013 anche Settimo (nel 2012 è arrivato a 870 hl). Extraomnes, con le sue 70 cotte, produce 700 ettolitri mentre Vis è partita con 210 ma conta di arrivare a 800 nel 2013. Infine L’inconsueto, a sua volta fornitore solo di se stesso, che da tempo “si accontenta” di creare un centinaio di ettolitri all’anno.

LA DISTRIBUZIONE – Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una proposta a 360 gradi. Si va da chi esporta all’estero le proprie bottiglie (Vis è nata con questo scopo e partecipa a fiere di settore in Russia e altri Paesi lontani; Extraomnes ha iniziato a spedire le bottiglie in Usa, Belgio e Australia) a chi come La Fabbrica o L’Inconsueto smerciano direttamente le birre nei pub collegati alla produzione. Il canale più percorso è quella della distribuzione ai locali del circuito brassicolo artigianale italiano (brewpub e beershop o enoteche specializzate); in molti si rivolgono al mondo della ristorazione seppur con modalità diverse mentre la grande distribuzione organizzata (GDO) è per il momento un circuito inesplorato.

LE PERSONE – Tra i produttori nostrani, il volto più noto a livello nazionale è forse quello del mastro birraio di Extraomnes, che all’anagrafe fa Luigi D’Amelio ma che tutti conoscono come Schigi (foto a lato). Anche la barba di Cesare Gualdoni dell’Orso Verde è un must del panorama della birra artigianale italiana, per anzianità di servizio ma anche per premi raccolti in questi dieci anni di attività. Tra gli emergenti su scala nazionale c’è invece Nicola “Nix” Grande, pugliese di origine che da poco più di un anno dirige le operazioni al Settimo di Carnago. Meno conosciuti sono invece gli altri mastri birrai varesotti: Valentino Rossi, oltre all’omonimia importante vanta però un folto drappello di fans che supportano l’attività dell’Inconsueto; la passione di Graziano Grotto è invece a monte delle creazioni della Fabbrica saronnese. Infine c’è Davide Fantinelli, che ci è caro perché prima di buttarsi nell’avventura di Vis Beer ha partecipato – vincendo – alla prima edizione del concorso Malto Gradimento dedicato agli homebrewers. Radice quest’ultima comune a tutti coloro che hanno intrapreso l’attività di birraio a livelli professionali e che presto potrebbe regalarci qualche nuovo produttore anche nel Varesotto.

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