Birra dell’anno: due bronzi importanti per i birrifici varesotti

Il concorso “Birra dell’anno” organizzato nel corso del “Beer Attraction” di Rimini – la grande fiera in corso di svolgimento nella località romagnola – è uno dei grandi appuntamento per il mondo brassicolo artigianale italiano. Il contest è organizzato dalla più importante e credibile associazione di categoria, Unionbirrai, è a partecipazione libera (in gara ci sono i birrifici che scelgono di inviare i propri prodotti) e poggia su una giuria formata da quasi 100 esperti italiani e stranieri “capitanati” da Lorenzo “Kuaska” Dabove in qualità di presidente.

La premiazione di Mukkeller quale “Birrificio dell’anno 2019”

“Birra dell’anno 2019” ha visto suddividere le birre partecipanti in 41 categorie a seconda dello stile di appartenenza; per ciascuna “classe” è stato votato un podio con i primi tre classificati. La somma dei risultati ottenuti da ciascun birrificio ha portato alla proclamazione del “Birrificio dell’anno” che in questo caso è stato il marchigiano “Mukkeller”, piccola azienda di Porto Sant’Elpidio che ha confermato di essere una delle migliori del panorama italiano nonostante – appunto – volumi di produzione e reperibilità ridotti rispetto ad altri grandi produttori artigianali tricolori.

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Venerdì 26, una serata tutta dedicata alla “Saphir”

Chi ha partecipato all’edizione autunnale del Varese Beer Festival ha potuto degustare in anteprima una birra dalla storia speciale e a noi particolarmente cara. Lo stand di “50&50” ha infatti messo a disposizione degli appassionati la “Saphir”, l’imperial pils realizzata lo scorso settembre con la tecnica del fresh hop: il birraio Elia Pina nel giro di poche ore partecipò alla raccolta del luppolo a Tettnag – nel länd tedesco del Baden-Wūrttemberg – e poi tornò immediatamente a Varese per una cotta “irripetibile” con appunto il luppolo fresco.

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La magia del luppolo fresco raccontata da Elia Pina (50&50)

Un po’ un sogno, un po’ una pazzia, un po’ una nuova esperienza professionale. Un salto in Germania, in una località simbolo per la produzione del luppolo, il rito del raccolto, una rapida lavorazione e poi via, sul furgone, per tornare in Italia e mettersi al lavoro. Elia Pina, birraio varesino e socio (con Alberto Cataldo) di “50&50 Craft Brewery” si è tolto questa bella soddisfazione realizzando, alla fine di questo itinerario, una birra prodotta con luppolo fresco, il cosiddetto “fresh hop”.

«Non provavo certe sensazioni da quando ero ancora un homebrewer» sorride Elia nel raccontare a Malto Gradimento la curiosa esperienza. «Di fatto mi sono trovato a lavorare con materie prime diverse dal solito, con un impianto che ho dovuto “piegare” a certe esigenze e ho dovuto attendere, anche un po’ con le dita incrociate, l’evolversi della situazione. Mi sono divertito e credo che sia stata una cosa utile, anche per rompere la routine di un lavoro bello e che amo, ma che spesso costringe a fare di continuo le stesse operazioni. In più mi sono fatto accompagnare da mio figlio, ed è stato tutto ancora più bello».

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«50&50»: il primo birrificio di Varese città

50e50_impiantoQuando abbiamo presentato la nascita di The Wall, nuovo marchio con sede produttiva a Venegono Inferiore, abbiamo fatto cenno a un’altra esperienza in rampa di lancio in provincia. Ebbene ci sbagliavamo, perché oltre a quella (di cui vi parlerò più avanti) sul nostro territorio si avvicina l’apertura di un ulteriore microbirrificio, il primo che avrà sede a Varese.
“50&50 Craft Brewery” è situato infatti in via Dalmazia, nei pressi della dogana («così non perderemo tempo quando dovremo pagare le accise» scherzano i fondatori) e proprio nei prossimi giorni dovrebbe completare il montaggio del proprio impianto Braumaster da 10 ettolitri (nella foto). Continua a leggere