“Vetra”: l’acqua di Caronno Pertusella alla base della “birra di strada”

Logo_SpecialeBA17(franz) Con questo articolo diamo il via al reportage da Beer Attraction 2017. Non sarà una cronaca, non sarà un elenco di quello che abbiamo visto o degustato: il taglio scelto da Malto Gradimento è quello di raccontare qualche storia, qualche personaggio, qualche idee legata alla birra e – possibilmente – al nostro territorio. Per questo iniziamo da “Vetra”, l’ultimo nato tra i birrifici della provincia di Varese, capace di farsi subito notare nel ricco panorama artigianale tricolore.

Vetra01

Carlo Clerici e Stefano Simonelli

Il cuore del progetto è prettamente milanese, e il nome lo segnala in modo chiaro; il birraio è originario della provincia di Como, ma il territorio scelto per dargli vita si trova in provincia di Varese. “Vetra – Birra di Strada” ha messo radici a Caronno Pertusella, estremo lembo sud-est del Varesotto, e non lo ha fatto a caso. «Io, di formazione, sono un chimico e prima di decidere dove installare il nostro impianto ho fatto una ricerca meticolosa in diverse località – racconta Stefano Simonelli, il birraio –  A Caronno Pertusella ho trovato l’acqua con le caratteristiche ideali per produrre birra. Una volta che abbiamo avuto in mano i risultati delle analisi, non abbiamo avuto dubbi». 
Stefano è arrivato a Caronno dopo una serie di collaborazioni che “fanno curriculum”: Birrificio Italiano, BQ, Plurale e una successiva esperienza in Inghilterra, prima di tornare in Italia per mettersi alla guida della sala cottura di Vetra, di cui è uno dei cinque soci fondatori (gli altri fanno campo all’agenzia milanese “We Are Social”). Vetra02

BIRRE DI STRADA

«In questo momento produciamo cinque birre base e due speciali, seguendo la filosofia da cui è nato lo slogan “birre di strada” – raccontano Simonelli e Carlo Clerici, responsabile vendite – Le nostre, per scelta, sono birre accessibili, gradevoli, facili da bere, senza quelle stranezze che sempre più si incontrano quando si parla di birre artigianali». E il formato scelto, le bottiglie da 0,33 litri, va proprio in questa direzione (i fusti sono invece da 24 litri).
Tornando alla produzione, Vetra ha in catalogo una IPA, una pils, una american pale ale, una saison e una – curiosa – black lager. Le due speciali sono invece una tripel e una particolare rauch, chiamata DonZa, aromatizzata all’arancia e brassata in collaborazione con il birrificio Stavio (quella che abbiamo “testato” con soddisfazione a Rimini). Nel Varesotto la distribuzione non è ancora capillare, anche se alcuni locali – lo Zimurgo di Jerago, il Q-Relax di Castellanza, il Circolo Gagarin di Busto per esempio – hanno già messo in carta le birre firmate Vetra con buoni riscontri da parte di gestori e clienti.

IDENTITÀ MILANESE

Come accennato in precedenza, la scelta “geografica” di Caronno Pertusella (giudicata ottima dai soci anche sul versante logistico) non toglie al giovane birrificio la propria origine milanese. «Il nostro nome deriva ovviamente da Piazza Vetra – prosegue Carlo – un luogo dove si incontrano culture alternative, dove nascono nuove tendenze, dove l’innovazione è sempre ben accetta. Uno spazio vivace, che ci piaceva celebrare».

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