Operazione Vesuvio

Cari amici di Blogger al forno (e di VareseNoir, ovviamente),

queste poche righe sono solo per annunciarvi che questa sera, ebbene sì, mi cimenterò nella più classica delle pizzate casalinghe.

Mi raccomando, leggete bene: ho scritto cimenterò e non cementerò… E questo, sia chiaro, anche se dovrò fare da solo il magico impasto.

Come è ovvio, su queste pagine, seguirà poi il resoconto della mia delicata (e deliziosa) “Operazione Vesuvio”.

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Lord Whirlpool

Cari blogger grazie! come ho già detto ad alcuni di voi, avete colto in pieno lo spirito della sfida. Sotto allora! A quelli che ancora non conosco ma che hanno coraggiosamente già iniziato la cronaca dell’avventura, dò il benvenuto e, come per gli altri, assicuro il mio sostegno fisico e morale nei momenti di dubbio e scoramento.
Tutti attendiamo le foto dei primi esperimenti, scettici ed entusiasti, credenti e convertiti.
Un riconoscente
Lord Whirlpool
aka Pierre Ley

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Bloggherz al forno, ché si iscioglie il grasso.

I puristi dello scrivere a pane e acqua e attaccati alla sedia tipo Vittorio Alfieri si scostino. Questa non è una marchetta, ma è quello che sarà una vera e propria prova ad ostacoli nel corso di mesi sei.

Allora, un passo indietro.

Voi non avete presente come è casa mia. Non la voleva nessuno difatti. Metratura sprecata nella scala interna, una casa tutta luuuuuuuunga che in pratica è un largo corridoio che per arredarla all’ikea ci ho sudato giorni e notti. Nel senso, se mettevo qualcosa che sporgeva più di 40 cm io dovevo passare di fianco. Per di più quando ho arredato casa come dire, ehm, ero una morta di fam… ehm, la mia situazione economica non era così rosea. Diciamo che il forno arrivato ora costa esattamente un quarto del costo della mia cucina. E non c’entra nella mia cucina. Nel senso, spè, vedete dalla foto.

Il forno!

Un forno sì grosso che ci entra non so, un tizio che si è spostato per lavoro a Vienna (scusate, è un inside joke per amici), un porceddu, 30 rodesindri.

Per dirvi, il tizio del corriere che l’ha consegnato me l’ha appioppato a piano terra. Non facendo mezzo gradino dicendo “signò, ‘mazza, pesa quanto un cristiano morto”. Io posso dire ai miei colleghi di essere quindi già pronta agli occultamenti di cadavere visto che l’ho alzato e portato su per i miei 17 gradini. Sperando che la cassettiera ikea lo regga. Però ‘sto jet chef è bellissimo. In pratica è la cosa più costosa che ho in casa mia.

Il problema è anche questo: jet chef. Egli cucina. Io avevo un microonde che boh, serviva a fare cose minime. Questo fa di tutto. Ha più accessori che alla Barbie je verrebbe un travaso di bile. Non so neppure bene a cosa possano servire e la mia pigrizia non m’invoglia a capirlo né a leggere le istruzioni. Ma prometto che mi impegnerò, non posso essere il fanalino di coda del gruppo…

Io sono abituata a cucinare tutto in padella. Sarà una sfida assurda: non cucino qualcosa al forno di decente da quando l’Italia non era ancora campione del mondo dopo il 1982.

In pratica la whirlpool, con lo zampino degli amici di Varesenews, mi ha selezionato per un’operazione quasi disperata: fare una che sta in casa per dormire e mangiare sulla tastiera del computer una persona che può fingersi quasi anche foodbloggher. Il gruppo sperimentale di colleghi è già più attivo di me (ché io col caldo oggi sono andata avanti a pinguì e redbull) e potete andarli a leggere qua sopra.

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Spegni il gas e accendi il noir #01

Le cose sono cominciate nel migliore dei modi. Per fortuna.

Il bricolage, sappiatelo, non è mai stato il mio forte. Per dirla tutta, se mi ci metto d’impegno, e con la giusta voglia, le cose le faccio anche bene… Il problema, però, sono proprio l’impegno e la voglia. Per certe cose, chi mi conosce lo sa, non ne ho granché.

Ma tutto è andato bene, come dicevo: ieri sera, l’avevo anticipato, ho provveduto all’installazione e alla messa in esercizio dell’aggeggio griffato Whirlpool. Che chiamare solo aggeggio, a questo punto, non è più corretto. E’ un marchingegno vero e proprio, ecco. Un geniale marchingegno. Lustro e cromato come una limousine, tra l’altro.

La cosa che mi ha galvanizzato, una volta levata la striscia di scotch che chiudeva l’imballo, è stato il libretto di istruzioni: smilzo e agile come un ballerino di danza classica. Quello che desideravo, quindi. Oltre al bricolage, ve lo dico senza alcuna vergogna, non sopporto nemmeno i libretti di istruzioni. Li odio. Con tutto me stesso. Ho scelto il mio cellulare solo perché aveva le istruzioni più brevi e semplici, lo sapete?

Dieci minuti scarsi per fare spazio in cucina e mettere al suo posto il mio nuovo marchingegno, una manciata di secondi per programmare le funzioni di base (lingua, data e ora). Sul più bello, quando ero oramai pronto per cuocere le mie prime mele (buttarmi sulla classica patata mi sembrava fin troppo banale), il drin acido del campanello. Apro. Mia zia. Troppo tardi per fingere di non essere in casa.
“Ah, ci sei…”
“Sì, ci sono. Ciao, entra.”
Il tempo di una mandata all’uscio che mia zia è già in cucina.
“Cos’è quel coso lì?”
“Il mio nuovo Jet Chef!”
“Il cosa?”
“Un forno a microonde. Nuovo. Fa tutto da solo.”
“Impossibile. T’han fregato di sicuro.”
Non le racconto del blog, di Lord Whirlpool e di tutto il resto. Fa troppo caldo.
“Ho letto le istruzioni, ti sbagli. Può usarlo chiunque. Anche tu.”
Mia zia non coglie la provocazione. Grazie a Dio.
“Io vado avanti con la mia stufa che va benissimo.”
“Anche d’estate? Con ‘sto caldo?”
“D’estate si cucina la sera, quando fa più fresco. Di giorno, si scalda e basta.”
Ah, la saggezza dei più anziani…
“Io, invece, adesso posso cucinare anche a ferragosto con 40 gradi!”
Ah, la strafottenza dei giovinastri…
“Davvero? E cosa ti cucini?”
Mi fingo sicuro.
“Quello che voglio, no? Apro il frigo, scelgo quello che mi va e schiaccio qualche tasto.”
Mia zia sfiata una specie di grugnito.
“Non lo so mica, sai? A me tutte ‘ste cose moderne…”
Apro bocca prima che sia troppo tardi. Non ho tempo da perdere in chiacchiere, devo cuocere le mie mele.
“Sei solo una discepola del fuoco, ecco cosa.”
“E tu sei solo matto, ecco cosa. Vabbé, io vado. Stai solo attento a non saltare in aria, neh?”

Colitto Alfredo – I discepoli del fuoco
Piemme – Pagg.429 – Euro 18,00
Per questo mio primo intervento per “Blogger al forno”, i primi due li considero solo “prove tecniche di sintonizzazione”, ho scelto un libro che lascia il segno, credetemi. Siamo a Bologna nel 1312, ma non abbiate paura: la storia corre via come un centrometrista giamaicano. E riesce a coinvolgere come poche.
Mondino, un medico anatomista, viene incaricato dal podestà di indagare sulla morte di un membro del Consiglio degli Anziani. Una morte strana, molto strana. L’uomo è stato ritrovato carbonizzato, ma nulla fa pensare a un incendio. Anche la poltrona su cui la vittima era seduta risulta integra. Mondino esamina il corpo e scopre un tatuaggio, un mostro alato stretto da un serpente. Passa qualche tempo e anche un francescano viene ritrovato morto, nella tasca un disegno molto simile al tatuaggio scoperto dal nostro medico. L’indagine, davvero intrigante e ben raccontata da Alfredo Colitto, rivela l’esistenza di una setta che si propone di salvare la città per mezzo del fuoco purificatore… Un mistero dopo l’altro sino all’avvincente finale. Una conclusione che non deluderà neppure i più esigenti. E che non ha deluso neppure mia zia.

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L’invasione degli Ultraforni

Sfrutto mio padre. Lo utilizzo come ricettatore: faccio recapitare a lui tutto quello che il mondo mi manda, e in genere ne ottengo collaborazione e facce stralunate. Non capisce quel bendiddio di vini, paste, conserve, olio che mi arriva, e soprattutto non capisce perchè non ne lasci a lui una cospicua porzione. Provo a spiegare il perchè di quell’abbondanza, con alterna fortuna.

Oggi mi ha chiamato, rimproverandomi perchè non rispondevo al telefono. Come quando ero piccolo ho farfugliato qualche scusa, tanto è inutile spiegare che normalmente al telefono di casa non rispondo. Perchè a casa non ci sono, sennò i corrieri li potrei far arrivare da me. Stavolta il messaggio era “E’ arrivato il forno!” , con una certa enfasi sul punto esclamativo perchè il pacco era grosso, molto grosso. In effetti l’imballaggio supera di gran lunga l’idea che mi si era fissata in testa, a proposito di imballaggi per un microonde. L’ultimo che ho portato a casa, vent’anni fa, non era nemmeno imballato.

Imballato e pesante, con questo caldo ho quasi perso l’uso della ragione a salire la rampa di scale che mi porta in casa, ma la stazza è di buon auspicio. Il forno infatti, durante il parto che lo catapulta fuori dallo scatolo, dà una generale sensazione di robustezza e cura costruttiva. Solo lo sportello vibra di una certa leggera plasticosità, seppur gli accoppiamenti siano micrometrici. Anche gli accessori regalano buone sensazioni: mel materiale compatto, privo di quell’allure-paccottiglia che spesso gli utensili accessori da cucina regalano. Bella pulizia dello stampo, design sobrio e funzionale.

Occorre tanto spazio per il “Jet”. L’alveo del vecchio fornetto non lo regge nemmeno per scherzo. Dunque arrancando nella calura faccio posto, anche se occorre un mezzo trasloco nella sovraffollata cucina. Alla fine, sfinito ma felice, trovo una buona sistemazione. Il gelo scende su di me quando rilevo che il corto cavo d’alimentazione A) termina con una temibile spina Shuko B) non arriva alla presa più vicina. Dovrò lavorare di prolunghe realizzate sartorialmente. Conosco un pusher che mi può aiutare.

Sfoglio il materiale cartaceo: lindo ma piuttosto avaro di indicazioni pratiche di cottura, anzi laconico per certe preparazioni. Si dovranno fare molti esperimenti, e siamo qui per questo. Manca il solito libretto di ricette bislacche con la majonese e il viteltonè, e questo è un punto di merito per la Whirlpool.

Ora vado a cercare un punto d’appoggio per sollevare il mondo. La leva ce l’ho già

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ok! ok! la mia prima prova sul campo!

nei giorni scorsi ho raccontato dell’unboxing e della “messa in posa” del nuovo jet chef di whirlpool. Vi racconto un po’ del “perchè e percome” la rolls royce dei microonde è finita nella mia cucina.

La whirlpool, con lo zampino degli amici di Varesenews, mi ha selezionato per un’operazione quasi disperata: fare di un perfetto incapace un cuoco quasi provetto, sfruttando le straordinarie capacità del forno jet chef. Sono stato inserito in un “gruppo sperimentale” che proverà a trasformare la propria esistenza da figli dei quattro saldi in padella in chef pronti per un’esperienza stellata.

Ho accettato la sfida, anche perchè ho già il grembiulino da chef, non mi resta altro che cominciare a dare sfogo alla creatività. E da dove ho cominciato?!? Dalle patate lessate!!!!

jet chef: prime operazioni

La prima azione è selezionare l’opzione “assisted chef” e scegliere quale cibo cucinare.

jet chef: scelta cibo

Ecco la mia scelta! Patate!!!! C’era una voce nel menù che diceva: “patate?!? Ti selezioniamo per trasformarti in uno chef e tu scegli -patate-?!?!?” Ma io ho insistito!!

jet chef: scelta tipo cotture

Basta a quel punto scegliere il tipo di cottura da fare (nel mio caso patate lessate) e seguire le ulteriori istruzioni.

jet chef: istruzioni operative

Basta quindi prendere la vaporiera, mettere l’acqua sul fondo, inserire il cestello con le patate e inserirlo. Si è attivata la funzione sesto senso che capisce da sola quante patate vengono inserite. Voilà!!! Siamo pronti a cucinare!!!

Cosa mi manca?!? Ah, già!!! sbucciare la patate!!!! Vado…

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qui la cosa si fa seria!

Ho un certo moto d’orgoglio che riguarda il mio nuovo ingresso domestico! E sono perfettamente consapevole che sia argomento di cui probabilmente poco interessa a voi gentili lettori, ma abbiate la bontà di lasciarmi vivere l’entusiasmo per la ferrari dei microonde che è appena stata parcheggiata nella mia cucina!

Il mio mitico jet chef

ieri sera (dopo aver lasciato tutta la fascia muscolare lombare sulle scale per trasportarlo) ho organizzato un vero e proprio evento di spacchettamento del gioiello, a cui la Tatti si è dovuta assoggettare, suo malgrado. Leggevo il terrore negli occhi, non tanto per il nuovo forno, quanto per il fatto che è perfettamente consapevole che ovviamente sarà la cavia dei miei microwaves experiments! Nell’ultimo forno che avevo comprato quasi quasi  non c’era nemmeno il cavo per collegare la corrente, qui invece c’è una dotazione di accessori completa.

Accessori jet chef

mi ha sorpreso la presenza anche di una teglia da forno, come quelle dei forni tradizionali, oltre alle consuete griglie.

Altri accessori jet chef

Ok, ok! stamattina il latte riscaldato con il mio jet chef pareva già migliore di quello abituale, ma forse era pura suggestione!

Ml, cominciamo!!!

Adesso, finito l’entusiasmo dell’ “unboxing” si tratta di cucinare. Sono un po’ scettico rispetto a queste indicazioni che promettono di trasformare un cretino dei fornelli come me in un alain ducasse delle prealpi orobie, però ci provo. E se ci riesco io, vuol dire che c’è speranza per tutti. Se per caso non doveste avere più notizie della tatti, vuol dire che purtroppo ci sono stati danni collaterali durante gli esperimenti. Nessuno è perfetto, nemmeno io, anche se so che è difficile crederlo.

Jet chef in posa!

Forno in posizione, orologio programmato, siamo pronti. Se adesso non sforno qualcosa di clamoroso, credo che la tatti me la menerà all’infinito. Le ho fatto “do marons” con ‘sto robo, se non lo uso tutti i giorni so già cosa mi aspetta!

Appena trovo il tasto on comincio!!!

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si apre una nuova era!

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Da oggi parte una nuova era, più che altro una vera e propria carriera. Ecco il nuovo strumento da guerra per la mia cucina! Whirlpool jet-chef, un microonde da competizione,  che da oggi popola la zona di lavoro del futuro chef, ma non uno chef qualunque, un vero jet chef!!!

Lo so,  lo so,  potevo almeno estrarre l’oggetto dalla scatola,  ma l’eccitazione era troppa!!! Quando è in posa lo mostro in tutto lo splendore!

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Spegni il gas e accendi il noir #00

Ragazzi, ci siamo: l’aggeggio è arrivato!

E’ la bolla numero 011677 di Whirlpool Europe Srl il documento che accompagna il forno a microonde Jet Chef JT379/IX con cui dovrò fare i conti nei prossimi mesi. Anzi, che dovrà fare i conti con me, per dirla tutta.

Stasera mi dedicherò alle inevitabili operazioni di disimballaggio e installazione, dopodiché darò il via agli esperimenti. I vicini sono già stati avvisati e la polizia ha già transennato il quartiere, tranquilli.

Nel frattempo, colgo l’occasione per segnalarvi che è stato attivato il blog ufficiale dell’esperimento “Blogger al forno”. L’indirizzo esatto è http://www3.varesenews.it/blog/blogger-al-forno/.

Qualche intervento è già online, così come le schede di presentazione dei miei colleghi “chef”, firme davvero famose (le loro) in tutta Italia. Siamo diversi per lavoro, passioni, tempo libero e stili di vita, ovviamente: c’è la direttrice di un grande quotidiano che è anche mamma di quattro figli, un Dj direttore di una radio, uno scrittore noir (ma chi sarà mai?), un’esperta di cinema e tv, un appassionato di cucina e ricette e una rivelazione del mondo dei blog…

A presto, quindi.

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Blogger al forno!

“Siccome hai sempre qualcosa che bolle in pentola, abbiamo pensato a te”. Queste le parole con cui mi hanno avvicinato. E convinto. Di chi e cosa parlo? Ma di Whirlpool, miei cari: VareseNoir si sta, infatti, per arricchire di un nuovo e gustoso (è proprio il caso di dirlo) appuntamento che ho deciso di battezzare Spegni il gas e accendi il noir.

Nientepopòdimenoché Lord Whirlpool (sì, giuro, proprio lui in persona), ha deciso di coinvolgermi nell’originale progetto Blogger al forno. Come dite? Che cos’è? Uh, ma quante domande… Adesso ve lo spiego.

Dunque, per essere breve, i geniacci di Whirlpool hanno creato un nuovo forno a microonde chiamato Jet Chef, un prodotto che si rivolge agli appassionati di cucina, ma anche ai single con una vita sempre caotica. Inutile dirvi che il sottoscritto è stato classificato come rappresentante di questa seconda schiera di utilizzatori… Una cosa che non mi ha turbato, comunque. Anzi, una cosa che mi ha fatto davvero piacere. E che mi ha convinto ad accettare la proposta di Lord Whirlpool & friends, come dicevo.

Per i prossimi mesi, quindi, avrò l’oneroso compito di testare il nuovo prodotto senza pietà né vergogna, parlando dei piatti che andrò a sfornare e dei romanzi gialli o noir che deciderò – di volta in volta – di abbinare alle varie ricette. Come fossero bottiglie di vino pregiato, ecco.

In attesa del magico aggeggio che, ho saputo adesso, mi sarà consegnato nel weekend, concludo questo mio folle intervento segnalandovi che tutti i miei pezzi per Blogger al forno verranno acquisiti anche da uno speciale aggregatore che Whirlpool ha dedicato a questo progetto.

Tutto chiaro? Credo di sì. A questo punto, non mi resta che indossare il grembiule, togliere il cappuccio alla biro e gettarmi a capofitto in questa nuova sfida gastronomico-letteraria. A proposito: se qualcuno avesse qualche ricetta a microonde da suggerirmi, non esiti a contattarmi.

Buon appetito e buon noir a tutti, quindi.

PS: Ho già scoperto nel web un paio di agguerriti “colleghi” chef:
– Chiara Poli, giornalista tv (www.chiarapoli.it)
– Luca Viscardi, speaker radiofonico (www.lucaviscardi.eu)

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