
In pellegrinaggio ad "ARTISSIMA", Torino 2008
In Centroamerica si dice “a lo que nada nos cuesta, hagámosle fiesta”….che tradotto significa più o meno “a ciò che non ci costa niente, facciamogli la festa”. Quasi sicuramente così pensano i funzionari del Fondo Regionale Arte Contemporanea della Regione Piemonte…..perchè pagare 15 mila euro di denaro pubblico per comprare un rottame, uno straccio o della spazzatura esposta ad “ARTISSIMA” a Torino, che qualche funzionario compiacente definisce “Arte Contemporanea” realizzata da “GIOVANI ARTISTI EMERGENTI” (!?!?!?) è, come minimo, uno spreco di denaro pubblico. Da queste parti c’è anche un altro detto che dice: “Dios le da el pan a los que no tienen dientes” e che più o meno in italiano suona così “Dio da il pane a quelli che non hanno denti”………(e ad “Artissima”, lo abbiamo appurato, gli “sdentati” abbondano!)…….


Alejandro Manriquez è un giovane pittore e illustratore argentino. Afferma di “dipingere per poter respirare”….ma la sua pittura francamente non emana ossigeno, ma un mondo asfissiante, angosciante e angustiante.
Va bene, non è solo per vedere, ma anche per degustare un buon caffè che ci si può dare appuntamento al Centro Commerciale Laghi di Gallarate.
“La nascita della Chiesa della liberazione, con la sua corrispondente teologia, rappresenta, prima di tutto, una rivoluzione spirituale. A provocarla è stata l’irruzione dei poveri nella società e nella Chiesa. Questa rivoluzione spirituale ha inciso anche sull’arte sacra”. Così
Il geniale architetto, pittore, scultore, scrittore ed ecologista austriaco Friedensreich Hundertwasser è stato un locomotore di idee audaci, trasgressive e anticonformiste, nei decenni delle grandi trasformazioni politiche, sociali, culturali ed individuali della seconda metà del secolo scorso. Purtroppo, contrariamente alle sue intuizioni, affermazioni ed azioni audaci e creative, la devastazione della terra ha proseguito il suo tragico cammino. Vale la pena rileggere alcuni dei suoi scritti programmatici. Iniziamo con questo, tratto dai suoi “Pensieri sull’arte e la vita. Scritti 1943-1999”.
Nel 2008 mia figlia Maria Estelì stava preparando la sua Tesi di Laurea in Architettura nella UAM (Università Americana) qui a Managua.
In Dicembre da queste parti inizia la RACCOLTA DEL CAFFE’ ( qua si dice: “la cosecha del grano de oro…o del rojito”)…..Adesso le piante sono piene di bacche verdi che iniziano a riempirsi di giallo, arancio e, nelle zone più assolate, già sono diventate rosse. Quando tra un paio di mesi la maggioranza delle bacche di caffè saranno rosse inizierà la raccolta, che sarà fatta a mano, bacca per bacca, (un lavoro durissimo, dall’alba al tramonto), nei terreni impervi delle montagne, da uomini, donne, bambine e bambini che, dal caffè riceveranno le briciole, chissà, forse appena sufficiente per non morire di fame.
Rivedere Piero della Francesca, ogni tanto, è una visiva e mentale boccata di ossigeno nella artificiosa, artificiale, contaminata, corrotta e babilonica panoramica dell’Arte e degli Artisti “contemporanei”. E rivedere “LA RESURREZIONE” di Piero è riscoprire le basi strutturali fondamentali di un linguaggio comune, nonchè la magia di un mestiere antico, elevato ai massimi livelli….. (entrambi oggi volgarmente disprezzati: sia il linguaggio della Pittura che il mestiere del Pittore)…..e, infine, la possibilità di purezza, pulizia, trasparenza, chiarezza, semplicità, comprensione…..
Tra le maglie delle omissioni e censure “articontemporaneiste” passa ancora un poco di Pittura. Stavolta è passato il Pittore svizzero Varlin (1900-1977), in una mostra alla Galleria Ghiggini di Varese: evento sicuramente da non perdere.Il Maestro Willy Varlin e’ un Pittore figurativo, e ha dipinto tutta la vita con i suoi colori, tavolozza, pennelli e tele indifferente alle “avanguardie” (o pseudo tali) e indipendentemente dalle mode e perciò nella sua autobiografia ha scritto ovviamente che ….”sono rimasto povero in canna fino all’ eta’ di cinquant’ anni“.
La mostra di molti capolavori della Storia dell’Arte “Il Potere e la Grazia” inaugurata a Palazzo Venezia a Roma è stata l’occasione per oscure manovre di potere che sicuramente non fanno bene né all’Arte né all’Italia. Qua sotto riproduciamo una interessante lettera aperta di un sacerdote di Genova, che contiene affermazioni che fanno riflettere.
Le ceneri di Mercedes Sosa (la Negra) sono state lanciate dall’aereo sulla città di Buenos Aires, sull’Argentina, sull’America Latina e sulla umanità.
In Nicaragua, a 15 Km. al sud della capitale Managua, sulla strada Panamericana, c’è il “Centro di Spiritualità Monsignor Oscar Arnulfo Romero” (CEMOAR) che in questi giorni abbiamo visitato insieme al Sr. Thierry Frayssé, Ambasciatore di Francia in Nicaragua.