Sulle riviste del settore ho potuto leggere un certo malcontento circa l’ultimo Tokyo Game Show tenutosi, appunto, a Tokyo. Aimè, la mia presenza sarebbe stata impossibile, quindi il mio pensiero lo baso su quanto trovato di scritto in rete e su carta stampata (si, esiste ancora).
Rimango allibito leggendo che il creatore di Mega Man, Keiji Inafune, durante un party riservato a pochi eletti nello stand di Capcom chieda ai presenti se la fiera di quest’anno faccia schifo… e che marchi maggiormente il quesito col ditino alzato sottolineando di essere sinceri nella risposta. Si scopre dopo diverse risposte negative dal pubblico, che il suo pensiero sia poco roseo e faccia pressapoco così “Personalmente, guardando i videogiochi presentati al Tokyo Game Show mi sono detto: caro mio, il giappone è finito, la nostra industria del videogioco è andata.” Conclude il discorso premendo sul fatto di stare comunque tranquilli che Capcom sta facendo il possibile per far si che ciò non avvenga realmente. Proseguo a leggere e scopro che in fiera sono stati messi dei piccoli stand, dei “banchetti” di periferiche, scuole di design o organizzazioni commerciali che in un’altra fiera presa a caso (E3) sarebbero stati accantonati in un angolo al buio con la luce spenta e di spalle, in castigo. Questo scenario mi è parso di vederlo tempo fa durante gli ultimi anni di vita “pubblica” di SMAU, quando si iniziava a vedere uno scambio tra i grossi stand con donnemezzebiotte-munite, in cambio di piccoli sgabbiozzi con racchie-annesse.
La lenta e agonizzante morte di SMAU, l’ho vissuta sulla mia pelle e ancora mi fa male: era una tappa fissa che mi permetteva anche di bigiare da scuola, giustificato dai miei genitori! Insomma, una pacchia: per un giorno all’anno potevo immergermi in un mondo di tette, culi, videogiochi e gadget. Se penso ai miei alter-ego di Tokyo, mi spiacerebbe davvero molto che anche a loro possa capitare una cosa simile, perchè so molto bene che cosa significhi.
Luca “Loco” Locorotondo
Consulente Informatico Locotek
Speaker Radiofonico (Loco) Fanbit

Yo Gamers 🙂 Questa sfida si presenta agguerritissima fin da quando si nominava solo il nome. Stiamo parlando di un videogioco che al lancio ha fatto milioni di vendite e addirittura molti fornitori hanno rotto il ” Day One ” delle vendite nei negozi per accaparrare più clientela possibile perché è stato un evento col botto. Mai così tanta folla si è spinta a comprare il seguito di un videogioco che faceva sperare davvero tantissimi amanti degli FPS come noi Hardcore Gamers. La battaglia si sa, è sempre la stessa e come di consueto ecco le console next-gen che si sfidano e qui Forty è pronto a svelarvi tutti i particolari.
Giusto per accennare il fatto che la versione PC vince il confronto con le console a parità di risoluzione per via della brillantezza e degli effetti grafici superiori che ovviamente una scheda grafica di ultima generazione sa dare. Il vero scontro tra PS3 e Xbox 360 è veramente all’ ultimo pixel perché sono incredibilmente molto simili. Ho voluto riportare gli screenshoots più significativi a lato per notare quanto sia reale questo confronto. Guardandoli attentamente in sequenza dall’ alto al basso si noterà quanto il ghiacciaio su PS3 sia più scuro che su Xbox 360, a parità di contrasto. Le venature della neve sono più lucenti e definite su Xbox 360 che PS3. Questo accorgimento lo potrete fare anche sulle pieghe delle divise militari dei soldati, quando il sole si trova giusto all’ orizzonte, infatti i colori da verde cupo su PS3 diventano contornati di ocra su X360. Altro piccolo dettaglio che sfugge nei combattimenti frenetici di Modern Warfare 2 sono le ombre e gli effetti di luce che scintillano dalle superfici metalliche. Per capire dove sta l’ effetto multicampo, potete notare la cromatura nel mirino nell’ immagine a lato che è più variegata per X360 e l’ ombra sul blindato sotto è più sfaccettata sempre su Xbox360 che su PS3 infatti risulta meno dettagliata e sfuocata ed in alcuni casi assente in varie location..
Sono veramente dettagli colti con la lente d’ ingrandimento perché il framerate è sempre liscio e pulito, senza inceppi ne di V-Sinc per la sincronizzazione dell’ immagine e durante le cut-scenes. Le fiamme che si possono vedere durante le esplosioni, così come il sangue riverso sul cruscotto a mo’ di splatter, rimane invariato su entrambe le nostre console. Vittoria per Xbox 360 su PS3 di poco ma decisivo. Molti non noteranno nulla di che ed infatti potrebbe sembrare un pareggio, ma si vince anche con poco 😉
Negli studi di 2K Marin si sta compiendo uno dei videogiochi che apriranno un nuovo mondo a noi giocatori in fatto di esperienza videoludica in stile letterario enigmatico. Ora a portare avanti questo videogame dall’ eredità ben pesante lasciata da Ken Levine, entrerà in gioco il nostro nerd Thomas Jordan. Questo passaggio di palla non è stato penalizzante per il buon sviluppo del sequel di Bioshock perché ci saranno svolte decisive che faranno cambiare più e più volte la considerazione che si ha di questo stupendo ed affascinate game. Nell’ intervista rilasciata da Jordan qualche tempo fa, si sono fatti trapelare molti aspetti che nessuno sapeva fino ad ora. Entreranno in scena parecchie varianti come le Big Sisters, la dottoressa Lamb in chiave maligna e il personaggio predominante nella storia che non sarà altro che il primo Big Daddy. Facciamo un po’ il quadro della situazione. Nel primo Bioshock c’ era questa alternanza tra questo pensiero utopistico di Ryan e le possibilità di Frank Fontaine che risultavano ad un certo momento del videogioco, parte integrante del destino dell’ intero stravolgimento in Rapture. In Bioshock 2 la Prof. Lamb che tutti ricorderanno come psichiatra altruista che mette sempre davanti il bene collettivo al suo, diventerà una sorta di mania fino a farla diventare un dittatore.
Il personaggio che prenderete in BS2 sarà uno dei guardiani in tutona da palombaro corazzato che riusci a liberarsi dallo stato mentale di prigionia e lo scopo del gioco e ribellarsi contro la dottoressa Lamb. Il vostro navigatore per i meandri di Rapture sarà Augustus Sinclair che sarà un alleato meno prepotente di Fontaine, ma con quel carattere egoista che gli dona parecchio. Il personaggio di Sophia Lamb sarà ben marcato e delineato come quello precedente di Andrew Ryan, per far si che il videogioco sia coinvolgente e magari da far ribollire il sangue dall’ odio verso il vostro nemico. Entrambi credono che la fuori in superficie, il mondo è sull’ orlo della devastazione per via degli espedianti che passarono poco tempo prima gli abitanti di Rapture nella vita in superficie. La dottoressa Lamb era una miracolata di Hiroshima e aveva conosciuto la morte in faccia. Incrociare avvenimenti storici del tempo con situazioni inventate, ha dato il LA alla creazione di Bioshock. Il vostro personaggio che si chiama Jack è stato potenziato con un’ accellerazione della crescita e soggiogato per ben 10 anni, ma la prima cosa che penserà sarà quella di ritrovare Eleanor, la sua Little Sister.
Gli abitanti a Rapture, chiamati Ricombinati, oggi vivono rubando riserve di cibo sparse un po’ ovunque e ovviamente faranno a gara per possederne sempre di più. Prima, quando l’ ordine sovrastava su tutto, si poteva prendere la propria razione dai distributori che oggi sono per lo più tutti scassinati e malridotti. Tra i vari personaggi chiave di Rapture ci sarà uno che avrà più esperienza e avrà vissuto più a lungo di molti altri, più a lungo di Lamb. Non ci sarà una sola sorellina, ma molte sparse per Rapture. Bioshock 2 si presenta veramente bene, gamers. 😉
E’ convinto che man mano che il mercato si espanderà, le tematiche mature, saranno sempre ricercate. I controller del futuro come il Project Natal e il ” gelato ” di PS3 danno un buon aggancio allo stimolo dei videogiochi purchè questi non scomodino i giocatori che sono sempre seduti. Il futuro vorrebbe vederlo con sua nonna che gioca nel 2015 con Bioshock coi dispositivi futuristici. Sul film in produzione non ha accennato nulla Mr. Jordan, ma fa sapere che è tutto bloccato per il momento. Bioshock 2 sarà disponibile al pubblico il prossimo 9 febbraio per console Xbox 360, PS3 e PC. 🙂
YOYO Gamers 😀 Benvenuti alla nuova sfida next-gen all’ ultimo frame di VG-Factor. Oggi sono contento di poter parlare di un videogioco che a tutti gli hardcore gamers piacerà perché è da una vita che aspettano la reincarnazione di Baldur’ s Gate e questa si chiama Dragon Age: Origins. Non voglio dilungarmi sulla magnificenza e la maestosità di questo videogame perchè farei notte, ma quello che vi voglio subito dire e che la versione X360 non ha paragoni con quella PS3. Si può subito notare quanto sia ” azzoppata ” la camminata del vostro personaggio negli spazi aperti su PS3 e quanto sia fluida e regale su Xbox 360. Indice di framerates poco ottimizzati e mal gestiti su PS3, ma si sanno già i difetti di questa console. Che dire dei bacini lacustri al tramonto, di una bellissima ombra che si riflette sul pelo dell’ acqua e con le increspature così nitide da rende il tutto ricco di poesia…
Sì, con Xbox 360 puoi vedere veramente un ottimo lavoro di grafica con effetti particellari che ne risaltano i minimi dettagli, ma su PS3 sembra solo grottesco e sfuocato. Nelle fasi più concitate, nella scelta delle caratteristiche facciali, durante le cut-scenes e camminando nei vicoli, le differenze del videogioco tra le nostre belle scatolone next-gen, non si noterebbero affatto. Questo fa pensare che il game sia stato riversato su console in un’ unica maniera, anche sul lato grafico, penalizzando PS3 per le lacune che presenta la sua scheda grafica. Applicando le stesse textures e motore grafico come su Xbox 360, rende la vita a PS3 più difficile quando bisogna ampliare il campo di visualizzazione verso ampi spazi aperti. Altro duro colpo per PS3 che si porta a casa un bel KO tecnico contro l’ agguerrita rivale X360.
