La nuova Sciambola “alla norvegese” di The Wall e Due Tocchi

Debilitato dalla tempesta-coronavirus, il mondo italiano della birra artigianale sta reagendo, iniziando a pianificare il proprio futuro e immettendo sul mercato qualche novità seppure con ritmi (ovviamente) inferiori al passato. L’ultima nata arriva da Venegono Inferiore e dalla sede di The Wall che ha annunciato la messa in vendita della “Sciambola” realizzata in collaborazione con “Due Tocchi”, la beer firm di Giovanni Novembre che produce le proprie creazioni proprio sull’impianto di The Wall.

Non manca, in questa Sciambola, una buona dose di originalità a partire dallo stile: la birra è stata definita Kveik IPA e la prima parte del nome deriva dal lievito utilizzato, di origine norvegese. Nuovo riferimento all’estremo nord dopo la Sjavàr Bjòr nella quale si utilizzava sale d’Islanda. Una birra che – passateci la forzatura – potremmo definire ad “altissima fermentazione” visto che il lievito (il ceppo utilizzato è il Voss, spiega Daniele Martinello, birrario di The Wall) offre il meglio a temperature particolarmente elevate, intorno ai 37°.

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Quattro chiacchiere con Jurij Ferri sulla GentianIpa prodotta con Meantime

È raro che la cotta pilota di una nuova birra faccia discutere e attiri su di sé le luci dei riflettori; un evento che invece è accaduto nel febbraio scorso – a Beer Attraction in corso – quando venne annunciata la nascita imminente della GentianIpa, inventata da Jurij Ferri, realizzata sull’impianto del suo birrificio (Almond ’22) ma – e qui sta la notizia – in collaborazione con Meantime. Marchio londinese nato in ambito artigianale che però è da alcuni anni nell’orbita della grande industria e che fa attualmente parte del gruppo giapponese Asahi (lo stesso che possiede anche l’italiana Peroni).

L’accordo prevede che la ricetta sviluppata da Ferri, in collaborazione con i birrai di Meantime, venga poi prodotta e commercializzata dall’azienda britannica attraverso i propri canali, ricalcando quanto già avvenuto in altre occasioni (nel Regno Unito) nell’ambito del programma “Meantime and Friends”. Quella con Almond è quindi la prima iniziativa di questo tipo all’estero, per il birrificio d’Oltremanica, e nei mesi scorsi ha alimentato le voci su una possibile acquisizione come già accaduto per altri marchi del mondo artigianale italiano. Rumors che però non hanno trovato riscontro e che i diretti interessati – Ferri in primis – smentiscono con forza.

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“50&50”, una nuova birra per aiutare i pub ad affrontare la crisi

Una birra per ricominciare, per offrire agli appassionati una novità e – soprattutto – per dare una mano a chi fa parte della stessa filiera e che sta attraversando un periodo difficile a causa della pandemia e della conseguente crisi economica. Si chiama “United – IPA4Friends” e nel nome ha anche il proprio programma: è la nuova produzione del birrificio “50&50” tesa a sostenere quei locali che nel corso degli anni hanno servito le birre “made in Varese”.

«La United sarà venduta a prezzo di costo a tutti quei pub, ristoranti e birrerie che hanno collaborato con noi negli anni scorsi: comprendiamo sia i locali con cui il rapporto è continuo e duraturo sia quelli con cui, magari, nel tempo non abbiamo rinnovato l’accordo. Ci rendiamo conto che il nostro è un piccolo gesto, però vogliamo far capire ai publican che siamo loro vicini e che siamo solidali con i problemi sorti in questi mesi. I quali, temo, non si risolveranno tanto presto».

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Vetra “va in Loop” con una session IPA

Leggera, leggerissima, e profumata come si addice a una birra che deve essere bevuta senza troppi pensieri per contrastare il caldo, la sete e – allo stesso tempo – godere di un prodotto originale e di qualità.

Al termine dell’emergenza covid-19, durante il quale si è distinto per aver devoluto in beneficenza parte dei ricavi del servizio delivery, il birrificio Vetra ha lanciato la sua prima session IPA in concomitanza con l’arrivo dell’estate. E l’ha chiamata “Loop”: un invito a berla sorso dopo sorso “senza pensieri”, come scritto nei comunicati ufficiali. Continua a leggere

Ma.Bo. Beer mette la terza: è arrivata la blonde ale

Prosegue il percorso di crescita di Ma.Bo. Beer, la giovanissima beer firm nata nel 2019 tra la Valcuvia e il Lago Maggiore grazie alla collaborazione tra Alessio Marella e Stefano Bodio che, dopo anni di homebrewing condotto con passione, hanno deciso di dare vita a una produzione “ufficiale”.

Alessio e Stefano, che avevamo conosciuto durante QUESTA chiacchierata, avevano avviato la propria impresa con una tripel (la Scimbia) e una brown IPA (la Sciura IPA) presentate negli ultimi mesi del 2019. Stili un po’ particolari che, comunque, hanno avuto un bel successo commerciale al netto di una produzione giocoforza ancora ridotta.  Continua a leggere

La #TiremInnanz è arrivata sugli scaffali di Tigros

L’avevamo annunciata qualche tempo fa e ora è divenuta disponibile: sugli scaffali della catena di supermercati “Tigros” – 66 punti vendita in sette province lombarde e piemontesi – è a disposizione la #TiremInnanz, la session IPA prodotta dal birrificio Balabiott di Domodossola il cui nome è stato scelto attraverso un sondaggio dai lettori di VareseNews (il giornale online del quale fa parte Malto Gradimento).

La #TiremInnanz è la terza birra della serie prodotta da Balabiott per Tigros nell’ambito del progetto “Per un’Italia più buona”, lanciato per sostenere aziende italiane e in particolar modo locali nel periodo di crisi economica causata dal lockdown. Le particolarità di queste birre consistono nell’essere a “tiratura limitata” (circa 11mila bottiglie per la #TI, circa 6mila per le precedenti, #Celafaremo e #Molaminga) e nel destinare – per ogni pezzo venduto – il 10% dell’incasso alla Croce Rossa ItalianaContinua a leggere

Birrificio dei Laghi, restyling completo in vista della ripartenza

Poco più di un anno fa – era il febbraio 2019 – tra i verdetti di “Birra dell’anno” ce ne fu uno sorprendente e assai gradito che coinvolgeva un produttore varesotto. In una categoria non certo “deserta”, la numero 25 che comprendeva belgian blond e belgian pale ale. A centrare la medaglia di bronzo fu infatti il “Birrificio dei Laghi”, una realtà giovanissima che al momento di salire sul palco di Rimini non aveva ancora compiuto i due anni di vita e che quindi lasciava intravedere un potenziale interessante.

BPM e MAV, due delle prime tre birre prodotte a Vergiate

La BPM, ovvero la birra premiata nel concorso nazionale, è tutt’ora nel catalogo della piccola azienda di Vergiate che dopo quell’inatteso exploit è un po’ sparita dai radar ma che nel frattempo si è strutturata, ha rimpolpato il numero dei soci ed è pronta – nonostante la pandemia – a fare un ulteriore salto verso l’alto. Incuriositi dalla situazione, ne abbiamo parlato con Michele Poletto che è il birraio e uno dei fondatori insieme a Nazzareno MilitelloContinua a leggere

#Ghesemm o #Tireminnanz: votate il nome della terza birra Balabiott-Tigros

Avete sempre desiderato dare il nome a una birra (artigianale) ma non lo avete mai fatto? Beh, oggi potrete almeno dare un piccolo contributo attraverso l’iniziativa che coinvolge il birrificio Balabiott, la catena di supermercati Tigros e VareseNews, il giornale che da sempre ospita questo blog.

Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, il birrificio di Domodossola e l’azienda della GDO con sede a Solbiate Arno hanno dato vita a una collaborazione che fa parte del progetto di Tigros intitolato “Per un’Italia più buona” con cui vengono valorizzate e sostenute una serie di aziende che offrono prodotti legati al territorio.

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Anche l’Orso Verde si “converte” alla lattina

In principio fu Bad Attitude, ma accadde in un tempo troppo lontano. Poi toccò a Baladin tracciare il solco (capita spesso, del resto) nel panorama italiano e a dividere la platea tra chi lo apprezzava e chi sparava ad alzo zero. Passarono i mesi e si arrivò a Cr/ak – altri avvezzi alla rivoluzione – e a qualche altro “convertito” tra cui Bibibir, mentre ci fu chi iniziò direttamente da lì come i mantovani di Mister-B (QUI una serie di nostre interviste del febbraio 2018).

Da un annetto, infine, la lattina è all’ordine del giorno nel mondo della birra artigianale: il contenitore in metallo è sempre più utilizzato, dà alcuni vantaggi (di peso, confezionamento e di conservazione in taluni tipi di birra) e dal punto di vista della grafica e della promozione ha davanti a sé soluzioni molto ampie, che la bottiglia ha esaurito da tempo. (Per correttezza e completezza di informazione, qui a Malto Gradimento non siamo grandi fans dell’alluminio, ma come sempre ci piace raccontare quello che vediamo intorno a noi). Continua a leggere

Supermercati e birra artigianale: l’accordo tra Tigros e Balabiòtt

In questo periodo di isolamento forzato, si è tornati a parlare con una certa insistenza del rapporto tra la GDO (Grande Distribuzione Organizzata, quindi i supermercati) e il comparto della birra artigianale italiana. Lo ha fatto anzitutto Andrea Turco su “Cronache di birra”, il maggior sito nazionale di notizie sul mondo craft, seguito da Chiara Cavalleris su “Dissapore” e, inevitabilmente, dai partecipanti a gruppi e forum dedicati all’argomento.

I motivi su cui le due fazioni (i favorevoli e i contrari a un ingresso massiccio dell’artigianale sugli scaffali) discutono sono parecchi e non stiamo a riassumerli in questa sede dove, invece, preferiamo parlare di una situazione che si è venuta a creare nelle ultime settimane e che ha per protagonisti una importante catena con base nel Varesotto e un produttore craft piemontese.  Continua a leggere