Dalla cantina al boccAle “Christmas Edition” – Conciati come il Belgio

(franz) Il viaggio tra le birre del nostro Alessandro Cappelletti era arrivato a metà la scorsa estate. Ora, finalmente, ritorna e lo fa con tempismo perfetto, un un appuntamento dedicato alle birre di Natale con una particolare attenzione al Belgio.

Episodio 6 di 10 – Conciati come il Belgio

I veri appassionati bevitori di birra hanno un calendario di appuntamenti che vengono religiosamente celebrati ogni anno. In tempi normali, queste occasioni ci consentono di dissetarci con specialità stagionali ma soprattutto di fare baldoria. Quest’anno, per ovvi motivi, non è così, ma non sarà certo una pandemia mondiale a placare la nostra sete!  Continua a leggere

Aldo Gradimento – Milk shell (capasanta alla milkstout)

Con l’arrivo delle festività natalizie non potevamo che proporre una ricetta a tema per la rubrica curata da Aldo Scutteri, chef birrario di lungo corso che – tra le altre cose – è impegnato in un nuovo progetto che si chiama “Lombo Cucinieri & Co.” e si trova a Barasso, a pochi chilometri da Varese.

Protagonista è un mollusco conosciuto, amato e di uso piuttosto comune in cucina, la capasanta, ma come al solito Aldo ha architettato una ricetta inedita per affiancare sapori diversi (di terra e di mare), miscelandoli con una birra particolare di cui vi parliamo qui sotto. Ne esce così un antipasto tutto da gustare la cui realizzazione non è neppure particolarmente complicata. Ecco a voi, quindi, la Milk Shell di Natale!

La “Milk Shell” di chef Aldo Scutteri

Se vi cimenterete con la ricetta, potete immortalare il vostro piatto e inviarci la foto (maltogradimento@gmail.com) che pubblicheremo qui e/o sulla pagina Facebook di Malto Gradimento. Se invece siete interessati a diventare partner commerciali dell’iniziativa (come sponsor o come fornitori degli ingredienti), contattateci via posta elettronica.  Continua a leggere

Il birrificio Poretti e villa Magnani incantano gli esperti di “Assocastelli”

Se Varese e il suo territorio sono così legati al mondo della birra, lo devono all’opera di Angelo Poretti e dei suoi immediati discendenti. Al netto dell’utilizzo del suo nome per – legittimi – scopi commerciali da parte di Carlsberg Italia, il fondatore di uno dei più conosciuti marchi della birra italiana e i nipoti che ne raccolsero l’eredità all’inizio del ventesimo secolo, sono tuttora ricordati per aver dato alla azienda una sede meravigliosa.

Il birrificio liberty che si trova all’imbocco della Valganna – il territorio è quello di Induno Olona, il confine con Varese è qualche centinaio di metri più in là – è accompagnato da una villa progettata con gli stessi dettami architettonici: insieme formano un complesso che nel corso degli anni ha ricevuto notevoli e numerosi apprezzamenti. L’ultimo, in ordine di tempo, è di questi giorni perché a occuparsi del Birrificio Poretti e di Villa Magnani è stata Assocastelli, associazione nazionale che raduna i proprietari e i gestori di immobili d’epoca ed edifici storici.  Continua a leggere

Come nasce una birra da medaglia? La “Gaudio” di Beha Brewing

Nelle scorse settimane i birrifici artigianali italiani si sono fatti valere in due grandi concorsi di respiro europeo, tra i più importanti a livello continentale: 29 le medaglie ottenute al Brussels Beer Challenge organizzato nella capitale belga (sette ori), 28 medaglie – record tricolore nella competizione – guadagnate in Germania all’European Beer Stars che si tiene in Baviera.

La “Gaudio” accompagnata dalla sua bottiglia

Tanti le aziende premiate nelle due competizioni, e anche questa è una bella notizia perché non c’è alcun “gigante” in grado di imporsi ma, al contrario, molti produttori relativamente piccoli si sono imposti con la loro qualità. Ma come nasce una birra da medaglia internazionale? Lo abbiamo chiesto a un birrificio giovanissimo che, quindi, non ha alle spalle un background consolidato a livello europeo e che ha dunque dovuto partire da zero per posizionare sul podio la propria bottiglia. Continua a leggere

Birraio dell’anno: ecco le nomination. Per il Varesotto c’è il “solito” Schigi D’Amelio

La sua Kerst Reserva, una delle birre invernali più attese del panorama nazionale, è pronta nella versione 2020. E come ogni anno, “sistemata” questa parte di lavoro, arriva per Luigi D’Amelio di Extraomnes la nomina per “Birraio dell’Anno”, la kermesse organizzata dal network “Fermento Birra” giunta alla sua 11a edizione. Purtroppo la situazione non consente di organizzare l’evento in presenza – la sede negli ultimi anni era stata Firenze – ma il premio sarà ugualmente assegnato nel gennaio prossimo.

D’Amelio sarà anche questa volta l’unico rappresentante di un birrificio varesotto (Extraomnes ha sede a Marnate) nel novero dei candidati al titolo. Un riconoscimento che “Schigi” ha già ottenuto nel 2013 e che ha già sfiorato in altre occasioni.  Continua a leggere

Anche il Luinese ha la sua beer firm: è nata “La birra del Sandro”

Prima la Valceresio (con “In Mostra”), poi la Valcuvia (con la beer firm “Ma.Bo.”), ora finalmente anche il Luinese: ci ha messo qualche anno, ma anche l’estremo nord del Varesotto è entrato a pieno titolo nella geografia della birra artigianale provinciale e nazionale.

L’ultimo tassello è recentissimo ed ha preso vita proprio nella città di Piero Chiara, Luino, grazie all’intraprendenza di un giovane appassionato che si è gettato anima e corpo in un progetto a cui ha dato anche il suo nome: Alessandro Cocco, infatti, ha fondato “La Birra del Sandro” che sta per esordire con le prime bottiglie prodotte sull’impianto del già citato Birrificio in Mostra di Induno Olona.  Continua a leggere

Il nero dona a “The Wall”: presentata la quarta birra della serie “Black-X”

Il mondo della birra artigianale “vede nero” in questo momento di inevitabile, forte, flessione dei consumi e della commercializzazione a causa delle fortissime restrizioni al comparto della ristorazione dovute al Covid-19.

Anche “The Wall”, il birrificio artigianale di Venegono Inferiore, vede nero ma lo fa per un buon motivo: in questi giorni ha infatti rilasciato la quarta specialità della serie Black-X, una linea dedicata alle birre scure nella quale di volta in volta viene proposta una tipologia differente mantenendo però lo stesso nome.

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“Spazzacamin”, la birra invernale di Ma.Bo. va (anche) nella magnum

Come vi abbiamo detto nel presentarvi la “Lotus” di 50&50, in questo periodo molto complicato i nostri birrai stanno ugualmente lavorando alla creazione di prodotti nuovi da affiancare alla gamma già disponibile. Ciò riguarda sia i birrifici più strutturati, sia anche le beer firm come sta accadendo in casa Ma.Bo. Beer, il marchio nato in Valcuvia poco più di un anno fa che ha appena preparato la sua “invernale”.

Si tratta di una smoked porter chiamata “Spazzacamin” (prosegue la tradizione di battezzare in dialetto le diverse birre) brassata questa volta in Valtellina sull’impianto del Birrificio Revertis e confezionata oltre che nelle classiche bottiglie da 33 cl anche in una serie limitata di magnum da un litro e mezzo.

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“Fresh hop” all’italiana: “50&50” lancia la sua Lotus

Apriamo con questo articolo una serie – magari breve ma significativadi birre nate sul nostro territorio in un momento assai complicato, quello del secondo lockdown che avrà modi e tempi diversi e diversificati rispetto alla “prima volta” ma che di certo complicherà di nuovo la vita a tutti, e in modo particolare a tutto il settore legato alla ristorazione. E, di conseguenza, anche al comparto della birra artigianale già provato dai primi mesi di chiusure e ora di nuovo costretto a un nuovo periodo di crisi.

La prima novità di cui vi parliamo arriva da Varese e dalla “fantasia” di 50&50: l’azienda della Valle Olona ha prodotto anche quest’anno una birra con la tecnica del fresh hop, ovvero con l’utilizzo di luppolo fresco, piccola tradizione (nata tre anni fa – QUI L’ARTICOLO) per il birrificio di Elia Pina e Alberto Cataldo. Il luppolo scelto combacia, stavolta, con il nome dato alla birra che si chiama Lotus e che dal punto di vista stilistico è una West Coast IPA. Continua a leggere

Cambio al vertice di Carlsberg Italia: il numero uno sarà Kaare Jessen

Avvicendamento al vertice di Carlsberg Italia, il grande gruppo birrario che ha la più conosciuta sede produttiva sul territorio nazionale a Induno Olona, ovvero l’antica “Poretti”. Il manager danese Kaare Jessen, dal primo gennaio 2021, prenderà la guida del gruppo sostituendo il greco Alexandros Karafillides nel frattempo nominato managing director di Carlsberg Export and License.

Jessen, che avrà il titolo di managing director di Carlsberg Italia, è una risorsa interna della multinazionale danese visto che già ricopriva il ruolo di vicepresidente DraughtMaster all’interno della direzione commerciale del Gruppo Carlsberg e che in passato ha già avuto incarichi dirigenziali (anche in Cina) per la compagnia che ha la propria sede centrale a Copenhagen.  Continua a leggere