Anche il Luinese ha la sua beer firm: è nata “La birra del Sandro”

Prima la Valceresio (con “In Mostra”), poi la Valcuvia (con la beer firm “Ma.Bo.”), ora finalmente anche il Luinese: ci ha messo qualche anno, ma anche l’estremo nord del Varesotto è entrato a pieno titolo nella geografia della birra artigianale provinciale e nazionale.

L’ultimo tassello è recentissimo ed ha preso vita proprio nella città di Piero Chiara, Luino, grazie all’intraprendenza di un giovane appassionato che si è gettato anima e corpo in un progetto a cui ha dato anche il suo nome: Alessandro Cocco, infatti, ha fondato “La Birra del Sandro” che sta per esordire con le prime bottiglie prodotte sull’impianto del già citato Birrificio in Mostra di Induno Olona.  Continua a leggere

Il nero dona a “The Wall”: presentata la quarta birra della serie “Black-X”

Il mondo della birra artigianale “vede nero” in questo momento di inevitabile, forte, flessione dei consumi e della commercializzazione a causa delle fortissime restrizioni al comparto della ristorazione dovute al Covid-19.

Anche “The Wall”, il birrificio artigianale di Venegono Inferiore, vede nero ma lo fa per un buon motivo: in questi giorni ha infatti rilasciato la quarta specialità della serie Black-X, una linea dedicata alle birre scure nella quale di volta in volta viene proposta una tipologia differente mantenendo però lo stesso nome.

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“Spazzacamin”, la birra invernale di Ma.Bo. va (anche) nella magnum

Come vi abbiamo detto nel presentarvi la “Lotus” di 50&50, in questo periodo molto complicato i nostri birrai stanno ugualmente lavorando alla creazione di prodotti nuovi da affiancare alla gamma già disponibile. Ciò riguarda sia i birrifici più strutturati, sia anche le beer firm come sta accadendo in casa Ma.Bo. Beer, il marchio nato in Valcuvia poco più di un anno fa che ha appena preparato la sua “invernale”.

Si tratta di una smoked porter chiamata “Spazzacamin” (prosegue la tradizione di battezzare in dialetto le diverse birre) brassata questa volta in Valtellina sull’impianto del Birrificio Revertis e confezionata oltre che nelle classiche bottiglie da 33 cl anche in una serie limitata di magnum da un litro e mezzo.

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“Fresh hop” all’italiana: “50&50” lancia la sua Lotus

Apriamo con questo articolo una serie – magari breve ma significativadi birre nate sul nostro territorio in un momento assai complicato, quello del secondo lockdown che avrà modi e tempi diversi e diversificati rispetto alla “prima volta” ma che di certo complicherà di nuovo la vita a tutti, e in modo particolare a tutto il settore legato alla ristorazione. E, di conseguenza, anche al comparto della birra artigianale già provato dai primi mesi di chiusure e ora di nuovo costretto a un nuovo periodo di crisi.

La prima novità di cui vi parliamo arriva da Varese e dalla “fantasia” di 50&50: l’azienda della Valle Olona ha prodotto anche quest’anno una birra con la tecnica del fresh hop, ovvero con l’utilizzo di luppolo fresco, piccola tradizione (nata tre anni fa – QUI L’ARTICOLO) per il birrificio di Elia Pina e Alberto Cataldo. Il luppolo scelto combacia, stavolta, con il nome dato alla birra che si chiama Lotus e che dal punto di vista stilistico è una West Coast IPA. Continua a leggere

Cambio al vertice di Carlsberg Italia: il numero uno sarà Kaare Jessen

Avvicendamento al vertice di Carlsberg Italia, il grande gruppo birrario che ha la più conosciuta sede produttiva sul territorio nazionale a Induno Olona, ovvero l’antica “Poretti”. Il manager danese Kaare Jessen, dal primo gennaio 2021, prenderà la guida del gruppo sostituendo il greco Alexandros Karafillides nel frattempo nominato managing director di Carlsberg Export and License.

Jessen, che avrà il titolo di managing director di Carlsberg Italia, è una risorsa interna della multinazionale danese visto che già ricopriva il ruolo di vicepresidente DraughtMaster all’interno della direzione commerciale del Gruppo Carlsberg e che in passato ha già avuto incarichi dirigenziali (anche in Cina) per la compagnia che ha la propria sede centrale a Copenhagen.  Continua a leggere

Aldo Gradimento – Imperial Pumpkin Egg

La notte di Halloween sarà diversa dal solito, in questo complicato 2020 nel quale gli appassionati di questa festa dovranno limitare il tradizionale “dolcetto o scherzetto” porta a porta o – per i più grandi – le serate a tema nei locali o in discoteca. E allora, per ravvivare le celebrazioni private, perché non pensare a un piatto che vede ovviamente la zucca come ingrediente principale, insaporita però da una birra che, per l’occasione, è nera come il carbone: una imperial stout (o una stout, se non avete a disposizione la versione più alcolica). Ora come sempre date un’occhiata alla lista di ingredienti che il nostro Aldo Scutteri ha preparato per voi, e poi preparatevi per insediarvi in cucina per preparare la cena del 31 ottobre!

 

Se vi cimenterete con la ricetta, potete immortalare il vostro piatto e inviarci la foto (maltogradimento@gmail.com) che pubblicheremo qui e/o sulla pagina Facebook di Malto Gradimento. Se invece siete interessati a diventare partner commerciali dell’iniziativa (come sponsor o come fornitori degli ingredienti), contattateci via posta elettronica. 

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La birra nelle scuole (alberghiere): l’esperienza di Stefano Baladda

Troppo spesso, ancora oggi, la birra è trattata come una bevanda “di serie B” in certi ristoranti e locali, magari avvezzi al mondo del vino ma senza conoscenza specifica di malti e luppoli. Un problema che, si spera, verrà superato nel futuro prossimo e per questo motivo la formazione del personale è un passaggio assai importante.

In quest’ottica, forse, si può essere ottimisti visto che gli istituti alberghieri hanno iniziato a formare i propri studenti in modo più approfondito. O almeno questa è l’esperienza che si fa da queste parti, come ci racconta Stefano Baladda: Stefano – molti lettori di Malto Gradimento lo conoscono bene – è uno dei soci di Unibirra, quello più coinvolto nella attività di formazione e di divulgazione della cultura birraria, uno dei “compiti” che il locale di Calcinate del Pesca si è dato (raccogliendo l’esperienza della precedente “Università della Birra” diretta da Franco Re).  Continua a leggere

La Giornata Nazionale dell’hombrewing sarà dedicata a Giovanni Fumagalli

Sabato 31 ottobre – incrociando le dita per tutto quel che riguarda la pandemia e le limitazioni ad essa collegate – si terrà per l’undicesima volta la Giornata Nazionale dell’homebrewing, un evento che coinvolgerà centinaia di appassionati “birrai casalinghi” e che è coordinato da MoBI, il Movimento Birrario Italiano.

Ogni anno MoBI propone una “megacotta” che va effettuata – da soli, in gruppo, durante una manifestazione pubblica – seguendo una ricetta comune a tutti e diffusa sul sito e sui canali social della associazione.  Continua a leggere

ChiareScure si arrende al maltempo: il festival rinviato alla primavera

Un primo rinvio (dal 2-4 al weekend del 9-11 ottobre) non è bastato: il ChiareScure Festival dedicato alle birre artigianali lombarde in programma a Cascina Merlata a Milano è stato definitivamente rimandato al 2021.

Una decisione sofferta da parte degli organizzatori che però hanno dovuto fare i conti con il maltempo e con la risalita del numero di contagi da Covid-19. La necessità di utilizzare spazi all’aperto per via del distanziamento e della sicurezza, non ha trovato i favori del meteo: anche nel prossimo fine settimana – in particolare sabato sera, quindi nel momento teoricamente di maggiore afflusso – le previsioni sono piuttosto inclementi. Continua a leggere

L’Orso Verde non si chiama più così: nasce il marchio “OV”

Dopo anni di relativo immobilismo, l’Orso Verde di Busto Arsizio – che è uno dei più longevi birrifici della provincia di Varese – ha dato il via a una lunga serie di novità che hanno riguardato un po’ tutti gli aspetti dell’azienda. Dalle nuove grafiche (tutt’ora in evoluzione) all’apertura di due tap room (a Milano e Varese), dall’utilizzo delle lattine al – prossimo – trasferimento in una nuova sede più grande e funzionale (nello stabile ex Coca Cola di Busto) rispetto a quella storica di via Petrarca.

Ma quel che non ci aspettavamo e che l’Orso Verde andasse in un certo senso in pensione. Il simbolo e il nome scelti nel 2004 da Cesare Gualdoni al momento della fondazione del birrificio non ci saranno più: da giovedì 1° ottobre si dovrà parlare di “OV”, un marchio in cui un orso verde è presente (in piedi, fiero, con lo sguardo che va lontano) ma non compare più nel nome (resta solo nella denominazione della società). Nella grafica c’è invece la data di nascita del birrificio, inserita nel motto “Birra artigianale – Indomita dal 2004″.

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