Halloween è nell’aria: alla scoperta delle birre alla zucca

Il termine è inglese, perché sono nate nel mondo anglosassone, ma il significato è chiaro a chiunque mastichi un pizzico quella lingua. Parliamo delle pumpkin ales e cioè delle birre alla zucca: lo facciamo nella settimana di Halloween visto che questa tipologia di birra è da tempo disponibile (e prodotta) anche in Italia e visto che diversi locali hanno scelto questi prodotti per dissetare la notte di Ognissanti. Per un approfondimento sulle pumpkin ales abbiamo intervistato Michele D’Angelo, degustatore che fa parte di Unionbirrai Beer Tasters, conosciuto anche per il progetto Beer Brain attraverso il quale propone diversi format di divulgazione legati alla cultura della birra.

UNA STORIA AMERICANA

Quella delle birre alla zucca è una storia che viene da lontano e che è profondamente radicata in quella degli Stati Uniti d’America, in modo particolare nei territori della East Coast. «Fin dai tempi dei Padri Pellegrini, tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600, era un fatto comune che le navi provenienti dall’Europa e in particolare dalla Gran Bretagna portassero nel Nuovo Mondo anche botti di birra, per il consumo durante il viaggio, ma anche sementi e orzo già maltato per poter avviare le produzioni una volta insediati oltre oceano». Continua a leggere

Quindici anni di “Orso Verde”, quindici domande a Cesare Gualdoni

Quindici anni fa (era il 2004) la provincia di Varese iniziò a scoprire la birra artigianale. O meglio, piazzò il primo avamposto in un campo che molti conoscevano grazie ad alcuni produttori già attivi nelle terre circostanti (il Birrificio Italiano di Lurago Marinone o il Lambrate di Milano, su tutti) ma che dalle nostre parti di fatto aspettava ancora il “primo passo”. Certo, a Saronno era già nata la “Fabbrica” che però era un brewpub: il primo vero birrificio fu dunque quello impiantato da Cesare Gualdoni che, dopo averci pensato a lungo, lasciò la vecchia professione e diede il via all’avventura dell’Orso Verde di Busto Arsizio.

Cesare Gualdoni in plancia di comando al Varese Beer Festival

Oggi il birrificio di via Petrarca è ancora attivo e assai vivace, ha affiancato due locali (a Milano e Varese) allo stabilimento di produzione e proprio in questa settimana ha deciso di festeggiare l’importante ricorrenza con una serie di eventi (ne parlammo QUI) e con una nuova birra creata per l’occasione. Qui, nella redazione di Malto Gradimento, non potevamo che tributare un omaggio a modo nostro a questa bella storia e al suo ideatore: ecco dunque una intervista in quindici domande “botta e risposta” a Cesare Gualdoni. Buon compleanno, Orso!

1) Cesare, cosa ricorda di quel primo giorno di Orso Verde?
«Ricordo che… non era un giorno ma una notte, quella a cavallo tra il 30 aprile e il 1° maggio. Nel pomeriggio arrivarono gli ultimi permessi necessari, mi misi subito al lavoro con la prima cotta. Insomma, iniziai con un turno notturno e festivo».  Continua a leggere

Schigi: “La lattina ci ha convinto: presto ne arriveranno altre”

Confezionate a Marnate, messe in frigorifero, aperte nel giro di qualche ora o di qualche giorno a pochi chilometri di distanza, a Castellanza, nel locale collegato al birrificio stesso. È stato questo il destino delle primissime lattine della storia di Extraomnes (le prime anche della birra artigianale varesotta), quelle di cui vi avevamo parlato meno di un mese fa in questo articolo.

Oggi, dunque, Guld e Iconic in latta sono realtà e iniziano a circolare tra gli appassionati, nel loro curioso formato da 0,44 cl e con quelle etichette che sono – da sole – un manifesto programmatico di quello che si troverà una volta sollevata la linguetta. A versarci le birre è direttamente Schigi D’Amelio, regista dell’operazione, che a Malto Gradimento racconta la genesi del progetto, anticipa qualche passo futuro sempre riguardo all’alluminio e tocca, qua e là, qualche altro argomento di attualità.

Continua a leggere

Ferraris (Unionbirrai): “Il marchio di tutela ci aiuterà a raggiungere la gente comune”

I più attenti bevitori di birra di qualità avranno notato una novità sulle etichette di molti produttori artigianali italiani: da qualche mese, su alcune bottiglie, campeggia infatti un marchio rettangolare nel quale è riportato chiaramente il nome dell’associazione di categoria, “Unionbirrai”. Una innovazione (che sta iniziando a prendere piede) tesa a garantire con chiarezza ai consumatori la provenienza del prodotto, anche in virtù della legge sulle birre artigianali.

Per fare il punto della situazione, abbiamo incontrato – nell’ambito della recente fiera Craft Beer Italy di Milano – il direttore generale di Unionbirrai, Vittorio Ferraris, che è anche uno dei responsabili del birrificio BSA di Vercelli. Ferraris, anzitutto, ci fornisce un primo dato utile: «Il lancio del nostro marchio risale alla scorsa edizione di EurHop a Roma, a ottobre, le prime concessioni all’uso sono state rilasciate verso dicembre e a oggi sono circa 110 i birrifici che possono utilizzarlo sulle proprie bottiglie».

Continua a leggere

La magia del luppolo fresco raccontata da Elia Pina (50&50)

Un po’ un sogno, un po’ una pazzia, un po’ una nuova esperienza professionale. Un salto in Germania, in una località simbolo per la produzione del luppolo, il rito del raccolto, una rapida lavorazione e poi via, sul furgone, per tornare in Italia e mettersi al lavoro. Elia Pina, birraio varesino e socio (con Alberto Cataldo) di “50&50 Craft Brewery” si è tolto questa bella soddisfazione realizzando, alla fine di questo itinerario, una birra prodotta con luppolo fresco, il cosiddetto “fresh hop”.

«Non provavo certe sensazioni da quando ero ancora un homebrewer» sorride Elia nel raccontare a Malto Gradimento la curiosa esperienza. «Di fatto mi sono trovato a lavorare con materie prime diverse dal solito, con un impianto che ho dovuto “piegare” a certe esigenze e ho dovuto attendere, anche un po’ con le dita incrociate, l’evolversi della situazione. Mi sono divertito e credo che sia stata una cosa utile, anche per rompere la routine di un lavoro bello e che amo, ma che spesso costringe a fare di continuo le stesse operazioni. In più mi sono fatto accompagnare da mio figlio, ed è stato tutto ancora più bello».

Continua a leggere

Visintin: “Provo affetto per la birra artigianale. Per questo l’ho attaccata”

Qualche mese fa – era il 17 marzo – il mondo della birra artigianale italiana venne scosso da un articolo pungente di uno dei giornalisti italiani più noti nel mondo dell’enogastronomia, Valerio M. Visintin, il quotato critico milanese del Corriere della Sera.

Valerio M. Visintin (Corriere della Sera)

Nel pezzo (lo trovate QUI) Visintin attaccava in maniera piuttosto pesante il panorama nazionale a partire dal titolo: “L’era della birra al calzino (ma artigianale)”. All’interno, accanto a qualche passaggio incontrovertibile, non mancavano riferimenti ironici a Kuaska, a Teo Musso, ai tanti appassionati “nerd”. Diverse anche le frasi contestabili o addirittura piuttosto campate per aria; su tutte, a nostro avviso, i riferimenti all’uso delle materie prime straniere o all’adozioni di stili esteri da parte dei nostri birrai (che non possono certo essere una colpa) e via discorrendo.

Nei giorni scorsi Visintin – camuffato come di consueto dalla testa ai piedi, occhi compresi (è lo stile con cui si presenta in pubblico per evitare di essere riconosciuto, e quindi trattato con favore nei locali che recensisce e, spesso, stronca) – era ospite di Glocal, il festival di giornalismo digitale organizzato da VareseNews. Non potevamo farci scappare l’occasione, quindi, di tornare sull’argomento “birre artigianali” al termine dell’incontro che lo ha visto protagonista nella sede delle Ville Ponti di Varese.  Continua a leggere

Concorso MG: intervista a Stefano Baladda, presidente di giuria

DSC_5962

Stefano Baladda (a sin.) applaude il nuovo campione di Malto Gradimento

Al termine della proclamazione dei vincitori del nostro Concorso Malto Gradimento abbiamo intervistato il presidente di giuria, Stefano Baladda, cresciuto alla corte del mitico Franco Re e ora socio (con Silvana Giordano e Samantha Belli) di Unibirra della quale è anche docente nei corsi organizzati dal locale di Calcinate del Pesce.

A Stefano è toccato il compito svolto in passato dallo stesso Re e da Cesare Gualdoni, ovvero illustrare ai concorrenti il modo con cui i giudici sono arrivati al verdetto e dare una panoramica generale dei prodotti degustati in sede di valutazione. Continua a leggere

L’Orso Verde tra le “imprese delle meraviglie”

logo_orso_verdeDa alcuni mesi VareseNews, il quotidiano online nel quale è nato e “vive” il nostro blog, propone ai propri lettori una rubrica realizzata in collaborazione con la Confartigianato provinciale dal titolo “L’impresa delle meraviglie”.
Nelle pagine dedicate all’economia, di volta in volta, sono ospitate esperienze artigianali d’eccellenza presenti nel Varesotto, in cui viene raccontata la loro storia attraverso un’intervista alle persone che hanno creato e fatto crescere queste piccole aziende-modello. Continua a leggere

La vecchia “Fabbrica” ora è culla delle birre di Marsan

logofabbricaQuando ancora la birra artigianale italiana era agli albori, in provincia di Varese c’era già un impianto attivo: correva il 1998 e a Saronno, dopo qualche mese di lavori preparatori, prese il via la produzione de “La Fabbrica” con un pub ad affiancare la sala cottura. Erano gli anni in cui nella vicina Lurago Marinone il grande Agostino Arioli iniziava ad affinare i suoi capolavori targati “Birrificio Italiano”, mentre a Milano cominciava a vivere l’esperienza del “Lambrate”, altro caposaldo della storia della birra lombarda.
A differenza di “Birri” e “Lambrate” però, il cammino de “La Fabbrica” (nella foto il logo storico) è stato più tortuoso: la produzione non ha mai raggiunto grandi volumi e, complice una serie di cambi di proprietà e gestione, il marchio e il brewpub hanno assunto un ruolo marginale in un mondo in continua espansione.

Continua a leggere

Un anno di Gist beershop: «Bilancio positivo»

LogoGistNuovoIn una provincia relativamente ricca di produttori, ma piuttosto povera di “diffusori” – soprattutto nel centro-nord – non possiamo che unirci al coro di auguri cantato in questi giorni dagli appassionati di birra per il primo compleanno del Gist Beershop. Il negozio di Azzate, nato giusto 12 mesi fa, festeggia offrendo da bere a chi passa domani – sabato 30 maggio – dal pomeriggio alla sera e il suo proprietario Amedeo Capelli ha fatto con noi il bilancio della propria attività. Continua a leggere