C’è parecchio Varesotto sulla guida Slow Food dedicata alla birra

La pubblicazione – biennale – della Guida alle birre d’Italia edita da Slow Food è sempre piuttosto attesa nel mondo brassicolo nazionale, visto che l’opera coordinata da Luca Giaccone ed Eugenio Signoroni consente ai lettori – esperti dell’argomento, curiosi ma anche novizi – di avere a disposizione uno spaccato decisamente ampio del panorama tricolore. E, come avviene per le più importanti guide culinarie, non manca di sollevare discussioni e polemiche per via dei riconoscimenti che vengono dati (e soprattutto tolti…) a birrifici grandi e piccoli.

In questo caso, la guida è quella del 2019 ed è appena stata messa in circolazione, i due giudizi più discussi sono quelli che riguardano Baladin e Birra del Borgo: alla creazione di Teo Musso (personalità, tra l’altro, vicinissima a Slow Food) è stata tolta la “chiocciola”, il simbolo più esclusivo che tiene conto di “… qualità e la costanza delle birre, ruolo svolto nel settore birrario nazionale, attenzione al territorio e all’ambiente”. Chiocciola che il birrificio di Piozzo ha sempre avuto. Non ha la chiocciola, ma è stato comunque premiato con un “fusto” («…esprime un’elevata qualità media su tutta la produzione e che ci convince particolarmente per le birre più semplici, facili da bere, ma che mantengono grande personalità») il laziale Birra del Borgo, altro marchio storico del movimento artigianale che però ha perso questo appellativo da quando è passato sotto il controllo della multinazionale AB InbevContinua a leggere

“A suon di pinte”: Luca Modica ospite al Novotel Milano Malpensa

Birra e musica: tra i binomi che possono andare a braccetto, io credo che questo sia uno dei più gettonati, dei più reali, dei più comuni. E probabilmente uno di quelli alla portata di tutti. Non a caso, in ogni festival birrario che si rispetti le sette note hanno comunque spazio e – ancora di più – viceversa: dove c’è un concerto la birra non può mai mancare (anche se, ahinoi, spesso si tratta di prodotti slegati dal concetto di qualità di cui in genere vi parliamo su Malto Gradimento*).

ASuonDiPinte

C’è poi chi gli accostamenti tra birra e musica li ha messi nero su bianco, e cioè sulle pagine di un libro molto apprezzato dal significativo titolo “A suon di pinte”. Un volume scritto da Luca Modica ed edito da Arcana che tra pochi giorni – giovedì 14 aprile – farà tappa in provincia di Varese. Continua a leggere

Milano “battezza” la guida delle Fiandre, tra biciclette e birre speciali

Fiandre01Nella nostra rubrica “Birra in Tour”, appuntamento casuale (nel senso che non ha uscite fisse) e affidato soprattutto a lettori e amici che amano raccontare le proprie esperienze di beer hunting in giro per il mondo, vi avevamo proposto questo bel pezzo di Lorenzo Franzetti in cui si parlava dello stretto legame tra le Fiandre – una delle due macroregioni che compongono il Belgio – a due mondi che lassù sono autentiche religioni: il ciclismo e la birra. Continua a leggere

Milano accoglie la guida alle birre d’Italia di Slow Food

slowfoodLa “Guida alle birre d’Italia 2015” di Slow Food, pubblicazione fondamentale per gli appassionati che torna quest’anno sul mercato con le classiche modalità dei volumi editi dalla “chiocciola”, si presenta in grande stile a Milano nel corso della giornata di giovedì 26 giugno. Il luogo scelto per il lancio della guida è la sala Carroponte ai “Frigoriferi Milanesi” di via Piranesi 10, nel capoluogo lombardo. Al centro dell’attenzione, ovviamente, la birra, con la presenza dei migliori produttori della regione selezionati dagli esperti di Slow Food.

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Gaetano Pasqui, un grande pioniere della birra italiana

hops_luppoloQuello di “birra a chilometro zero” è un concetto che va preso con le molle, almeno in Italia. Poche aziende infatti possono coltivare in autonomia l’orzo necessario (o avere produttori che lavorino con esse a stretto contatto) e soprattutto pochissime hanno la possibilità di trovare una malteria nei dintorni. Ma se per il malto qualcosa si può fare, per l’altra componente chiave della produzione birraria – il luppolo – tutto diventa ancora più difficile. Per creare una nuova varietà e lanciarla sul mercato brassicolo infatti serve parecchio tempo: chi comincia ora a impiantare luppoli quindi ha bisogno di attendere una decina di anni prima di produrre in serie con una certa sicurezza e stabilità le birre che lo utilizzano. Non a caso, ancora oggi, i birrai di tutto il mondo usano luppoli provenienti da zone particolarmente vocate alla coltivazione di questa pianta, come l’Hallertau (Germania), Saaz (R. Ceca), Poperinge (Belgio), Sonoma County (Usa) e altre ancora. Continua a leggere

La splendida colpa di Teo Musso

BaladinMiPrimo (o tra i primissimi) in tutto quello che inventa, Teo Musso è ora anche il primo mastro birraio italiano della generazione artigianale ad avere una sua autobiografia di alto profilo. Per raccontare la storia di uno dei grandi pionieri del movimento artigianale si è mossa nientemeno che Feltrinelli (con due big: prefazione di Carlin Petrini e appendice di Maurizio Maestrelli), che da qualche settimana ha lanciato “La birra artigianale è tutta colpa di Teo”. Un volumetto scritto dal piemontese Marco Drago e firmato anche dall’inventore e anima di Baladin, uno dei marchi più noti ai cultori della materia, che ha anche valicato con successo i confini nazionali grazie alla qualità delle sue birre e all’intraprendenza del suo “papà”. Uno che da giovane si alternava tra musica folk, abiti e trucco da gitano e un mestiere di fabbro, e che grazie a un formidabile intuito ha creato un piccolo impero costituito oltre che dalla produzione brassicola, da ristoranti e birrerie (l’ultimo nato è Baladin Milano di cui vi abbiamo parlato in questo post) e tanto altro ancora, bibite comprese visto il recente impegno di Musso con il marchio Lurisia. Continua a leggere