Il primo premio birrario dell’anno nuovo o, forse più correttamente, l’ultimo dell’anno vecchio. Posizionatelo come volete a livello temporale, fatto sta che si avvicina l’appuntamento con “Birraio dell’anno”, rassegna ormai consolidata al culmine della quale viene premiato, appunto, il birraio che più si è distinto – per qualità e costanza – nel corso dei dodici mesi precedenti.
Quello che verrà assegnato a Firenze sarà dunque il premio “Birraio dell’anno 2016” e come già avvenuto nella edizione precedente la manifestazione non si limiterà alla proclamazione ma durerà ben tre giorni, assumendo quindi il format di un vero festival. Cornice dell’evento sarà di nuovo il Teatro Ubihall del capoluogo toscano, grazie all’organizzazione del network “Fermento Birra”, tra il 20 e il 22 gennaio. Continua a leggere
Tempo di concorsi internazionali nel mondo della birra. Settimana scorsa vi abbiamo
Chi lo ha detto che il numero 17 porta sfortuna? A Norimberga, sede di uno dei concorsi annuali più importanti – l’European Beer Star -, la birra artigianale italiana si è confermata uno dei movimenti più interessanti del panorama internazionale.
Prosegue il parziale “cambio di pelle” in casa Birrificio Settimo. Il birraio Cristian Pizzi, subentrato a Nix Grande da ormai oltre un anno e mezzo, sta aggiungendo alle etichette più note e consolidate del marchio di Carnago (Prius, Quis Hoc, Wit Flos e via dicendo, che non si toccano) alcune novità che ampliano la gamma di stili (sono arrivate anche una saison e un lambic) a disposizione dei clienti.
Quando, vent’anni fa, nacque il movimento della birra artigianale lombarda, era prassi per i primi produttori aprire anche un pub direttamente collegato agli impianti dove smerciare e far conoscere le proprie specialità. È il caso – restiamo agli esempi più famosi – di Baladin a Piozzo, del Birrificio Italiano a Lurago Marinone, del Lambrate di Milano, ma anche – per restare sul territorio varesotto – della Fabbrica a Saronno o dell’Inconsueto a Busto Arsizio.
Dopo gli anni delle Ipa, dopo la riscoperta di stili dimenticati, dopo la rinnovata attenzione alle acide, forse è scoccata l’ora delle birre affumicate. Da queste parti non abbiamo mai nascosto l’amore per le rauchbier, e non possiamo accogliere con piacere il fatto che si parli sempre più spesso di questi prodotti nati a Bamberg, in Germania, che anche in Italia stanno trovando terreno fertile e birrifici capaci di proporre bottiglie all’altezza.
C’è una novità nel panorama dei luoghi della birra di Milano. Una novità che però porta una firma varesotta, nota a tutti i lettori di Malto Gradimento: è quella di “The Wall”, il birrificio che da due anni “opera” a Venegono Inferiore e che sta per aprire il primo pub con il proprio marchio.
Nel mondo della birra, accanto ai molti stili che più di frequente vengono bevuti dagli appassionati, c’è spazio anche per alcune nicchie. Quelle in cui troviamo una serie di tipologie meno conosciute, magari prodotte in zone ridotte o in quantità limitata, che però nascondono qualità e piacevolezza notevoli. Per questo motivo il Byra di Busto Arsizio, uno dei locali in provincia di Varese che presta sempre grande attenzione al mondo di malti e luppoli, ha organizzato un paio di sessioni dedicate proprio agli stili che il bevitore comune di solito non “incrocia” sulla propria strada.