Crescere figli al tempo dell’illegalità

Certo essere rigorosi, eticamente irreprensibili, corretti,  onesti e rispettosi del costume e delle leggi è una via maestra, non si sbaglia seguendola. Ma viene il dubbio di essere un po’ naif, un po’ tontoloni, un po’ “old fashioned”, insomma ci si sente un po’ fuori dalla storia.

In Italia i binari sono altri sia per la sopravvivenza che per il successo: raccomandazioni, conoscenze, evasione, elusione, furberie, accordi sotto banco….. Questa è diventata la cifra del vivere. Così la tensione tra sani principi etici di correttezza e rigore sembra esplodere con la prassi furbesca dell’arte di arrangiarsela nel “migliore” dei modi che coincide esattamente con l’infrazione regolare, costante e continua delle regole, dei principi e delle norme.illegalità

Allora quale dovrebbe essere l’insegnamento da impartire ad un figlio? Sempre e ancora l’obsolescente correttezza oppure la scaltra arte di cavarsela in “questo” mondo?

Il dubbio emerge in modo prepotente e il conflitto sembra risolversi dicendo ad un figlio: “impara le lingue, studia con serietà e preparati a partire”. Andarsene in paese dove la soglia dell’illegalità e del malcostume sono ancora “accettabili” – ammesso che lo possano essere in qualche modo -.

Ma crescere i propri figli con l’idea che per vivere bene devono lasciare il nostro paese è il vero fallimento della politica, ed è un fallimento epocale e generazionale.

L’indignazione non basta più, la fuga diventa l’ultima virtù.

Il simbolo dello skatepark

Il fatto che a Varese manchi uno skate-park può essere letto come un simbolo dell’indifferenza che molte amministrazioni mostrano al soggetto “adolescenti”, fascia dai 13 ai 18 anni. Molto si è già detto su queste figure impegnative che vivono in uno spazio difficile tra gioventù ed età adulta, maldestri e malfermi, bisognosi ma anche refrattari agli aiuti. Eppure gli adolescenti sono un soggetto chiave nella nostra collettività, sono il nostro futuro che prende forma nel farsi della loro coscienza in formazione, nella loro visione del mondo, nella loro capacità di decifrare il contesto in cui vivono e potervi intervenire con scelte adeguate. Ma pochi si occupano di loro e se lo fanno è solo quando hanno problemi. Perché allora non occuparsi di loro anche quando non rappresentano devianza, criminalità  o semplicemente disturbo alla quiete borghese della città? Costruire uno skate-park  in un luogo centrale, bello, importante significa dare loro importanza, vederli, riconoscerli e accettarli. In fondo si fanno parchi giochi per bambini e si convertono le scuole senza bambini in centri anziani. Continua a leggere